Liste d’attesa, il 10% rinuncia a curarsi
“Presto nuova agenda prenotazioni”

SANITA' - Secondo il report annuale di Cittadinanzattiva sul federalismo sanitario, nelle Marche il 43 percento dei problemi segnalati al Tribunale del malato nel 2014 è legato alla difficoltà di accesso alle cure. Giovanna Faccenda dell'Area vasta 3: "Esiste un piano di assunzioni per risolvere il problema"
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Giovanna Faccenda con il direttore di Area vasta Maccioni

Giovanna Faccenda con il direttore di Area vasta Maccioni

 

di Federica Nardi

Le liste d’attesa negli ospedali, per chi deve prenotare una visita, assomigliano sempre più spesso a un’odissea tra incertezza e burocrazia. Ma presto, nell’Area vasta 3, una nuova agenda ridefinirà le prenotazioni, rendendo le liste meno ingolfate, soprattutto per i pazienti cronici. A dirlo è Giovanna Faccenda, che gestisce le liste d’attesa dell’Area vasta 3 e quindi in quasi tutto il Maceratese: «Esiste un piano assunzioni dedicato al problema delle liste d’attesa negli ospedali che abbiamo presentato in Regione – spiega Faccenda – I medici di base della nostra Area vasta hanno tutti seguito un corso per gestire al meglio le prenotazioni delle visite all’ospedale. Inoltre stiamo modificando le agende: per i pazienti cronici di Cardiologia, Oncologia, Diabetologia e Nefrologia, che costituiscono il grosso delle visite e dei controlli, saranno gli stessi medici dei reparti a prenotare tutte le visite necessarie». Si tratta della cosiddetta “presa in carico”, o “follow up”, per cui il medico potrà prenotare direttamente le visite per il paziente che segue, senza farlo passare dal Cup. E sui casi segnalati a Cronache Maceratesi: «Se la visita viene spostata perché si rompe un macchinario o per altre emergenze, viene subito riprogrammata. In alcuni casi invece è possibile che l’operatore si sia sbagliato».
A livello regionale il problema delle liste d’attesa prende forma grazie al report annuale di Cittadinanzattiva sul federalismo sanitario: nelle Marche il 43 percento dei problemi segnalati al Tribunale del malato nel 2014 è legato alla difficoltà di accesso alle cure e in Italia una persona su dieci rinuncia in partenza per vari motivi, dai problemi economici alle lunghe liste d’attesa. Nella nostra regione, in particolare, si rileva una situazione paradossale: «le Marche, che hanno un buon punteggio Lea (livelli essenziali di assistenza, ndr) e sono tra la rosa di regioni benchmark, hanno al tempo stesso anche un alto tasso di rinuncia alle cure – dice Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva. Questo perché «nel sistema nazionale di monitoraggio Lea – prosegue Aceti – mancano, ad esempio, il tasso di rinuncia alle cure, l’accesso alle terapie innovative, i tempi effettivi di attesa».



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