Concorsone e dirigenti,
la Corte dei Conti boccia la Regione

La sezione Controllo pone dei paletti sulla gestione da parte della Giunta: troppi fiduciari e illegittime le reiterate proroghe dei contratti di lavoro ai funzionari
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Il palazzo della Regione

Il palazzo della Regione

La corte dei Conti boccia la giunta regionale sulla gestione dei dirigenti: troppi i fiduciari e illegittime le reiterate proroghe dei contratti di lavoro ai funzionari.
Nell’ambito del cosiddetto “Controllo collaborativo” che la sezione di controllo della Corte dei Conti deve effettuare su vari atti della Regione, spicca la relazione a corredo del cosiddetto Giudizio di parificazione al conto consuntivo del 2014 della Regione, una sorta di certificazione che la magistratura contabile dà della veridicità e della regolarità della gestione finanziaria.
Ebbene nella relazione che, dalla pagina 461, la Corte pone alcuni paletti sulla gestione che la Giunta regionale ha fatto, prima, dei 13 funzionari che dal 2007 ricoprono la carica di dirigente e, poi, chiarisce alcuni punti sulla procedura concorsuale che dovrebbe portare all’assunzione di 13 dirigenti ( le prove del concorso sono state fissate per i prossimi 15 e 16 febbraio al Palarossini di Ancona).
Il primo appunto della corte riguarda in numero dei dirigenti assunti a tempo determinato (ossia senza concorso): la legge prevede che i cosiddetti “dirigenti fiduciari” non possano superare il 10% del totale della dotazione organica dei dirigenti; ebbene, al 31 dicembre 2014 i dirigenti in servizio alla Giunta regionale erano 96, di cui 17 assunti senza concorso ( e quindi erano il 17,7% del totale: troppi, secondo il giudizio della corte dei Conti).
La Regione tentò allora di superare, non riuscendoci, il problema dell’elevato numero di incarichi a tempo determinato con l’approvazione di una legge ad hoc che avrebbe permesso ai 13 di diventare dirigenti di ruolo con una procedura interna agli stessi riservata: a questo punto però la legge regionale venne impugnata dal governo dinanzi alla Corte Costituzionale poi la legge “incriminata” fu abrogata dalla stessa Regione.
Diventava necessario la promozione dei 13 precari d’oro e bandire un concorso: cosa che la Regione ha fatto nel novembre del 2013, a nel frattempo ha deciso che “nelle more dell’espletamento della procedura concorsuale gli incarichi dirigenziali ai dipendenti di categoria D (…..) fossero prorogati fino alla nomina dei vincitori del concorso”. Su questo punto una ulteriore censura della Corte dei Conti : “si segnala che la giurisprudenza amministrativa ha ritenuto illegittime le reiterate proroghe dei contratti di lavoro a termine disposte da un’amministrazione pubblica in favore dei propri funzionari unitamente all’attribuzione del trattamento economico dei dirigenti, in quanto in contrasto coi i presupposti di straordinarietà e temporaneità che possono giustificare il ricorso alla reggenza quale mezzo di copertura dei posti vacanti alternativo al pubblico concorso”. Per dirla in breve, la Corte suggerisce che è illegittimo sia prorogare sine die i 13 dirigenti “precari”, sia pagarli come tali.
Sul concorso, poi, la Corte sottolinea che ci sono ancora “due ricorsi al Tar ” pendenti ( più altri tre fatti col mezzo del “ricorso straordinario al presidente della Repubblica” e che, nel merito, appare che il modo in cui è stata effettuata la riserva dei posti dei regionali “comporta la conseguenza che per alcuni posti è esclusa qualsiasi possibilità di accesso dall’esterno (…). Sotto tale aspetto, già così come evidenziato in occasione della parifica del rendiconto del 2013 (e fatta pervenire alla regione nel 2014, ndr) la regolamentazione della procedura concorsuale effettuata dal bando di concorso potrebbe presentare dei profili di criticità in relazione al rispetto del principio dell’adeguato accesso dall’esterno affermato dalla giurisprudenza costituzionale”. Anche in questo caso, quindi, la Corte suggerisce prudenza alla Regione, sia in ragione del fatto che ci sono dei ricorsi ancora pendenti, sia sul fatto che la “criticità” del bando era stata già segnalata un anno fa , senza che la Regione , in alcun modo, “rettificasse”. Nonostante questi moniti da parte della magistratura contabile sembrino abbastanza rilevanti, il passaggio dalla Giunta Spacca a quella Ceriscioli ha fatto registrare, sì, prima una sospensione della procedura concorsuale e poi la nomina di una nuova commissione, ma poi una accelerazione del concorso , il cui bando presenta, per la Corte, profili di criticità già evidenziati nel 2014 e ripetuti nella relazione depositata il 17 novembre 2015. Chi vivrà, vedrà: la prossima tappa è fissata con le prove scritte del concorso, si attendono circa 500 partecipanti.

(a.p.)



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