L’Ipasvi a Piccioni:
“Necessario essere iscritti per candidarsi”
MACERATA - Prosegue la diatriba sull'elezione dopo la sentenza del giudice del lavoro. Il presidente Sandro Scipioni: "Ci riserviamo di vedere la sentenza e poi valuteremo eventuali azioni"
«Ci riserviamo di prendere visione della sentenza emessa dal giudice del lavoro e poi valutare eventuali azioni successive». Il presidente del collegio Ipasvi commenta così la pronuncia del giudice del lavoro sul caso di Maurizio Piccioni, l’infermiere contestato dalla Cisl per aver partecipato alle elezioni Rsu senza essere iscritto all’albo professionale. Tre giorni fa Piccioni ha reso nota la sentenza con cui il giudice del lavoro del tribunale di Macerata avrebbe legittimato la sua elezione annullando il riconteggio dei seggi richiesto dalla Cisl che aveva contestato la non candidabilità ed eleggibilità dell’infermiere, membro della segreteria regionale della Uil Fpl (leggi l’articolo). «Piccioni insiste sulla non obbligatorietà dell’iscrizione all’albo come requisito necessario per la candidatura. In realtà non è così – dice il presidente dell’Ipasvi Sandro Scipioni – La legge 43 del 2006, numerose circolari ministeriali e sentenze della Cassazione dicono il contrario. Ora ci riserviamo di vedere la sentenza vantata da Piccioni per poi valutare eventuali azioni consecutive».
(Cla.Ri.)
