Un presepe per Romina Morici,
l’angelo ha il suo viso

CORRIDONIA - La famiglia della 45enne morta due anni fa ha deciso di dedicarle una natività. E' stata autrice di tante creazioni memorabili che stupivano grandi e piccini

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Il bianco presepe della famiglia Morici in memoria di Romina

 

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Romina Morici durante la realizzazione di uno dei suoi tanti presepi

 

di Marco Ribechi

Un angelo biondo, in cima ad una scala che congiunge la terra con il paradiso. Ha il volto di Romina Morici. Con questa immagine la famiglia di Corridonia ha voluto ricordare la figlia, persa due anni fa a causa di un male incurabile che l’ha portata via all’età di 45 anni (leggi l’articolo). La memoria affidata al simbolismo di un presepe, non solo tradizione natalizia ma un vero e proprio modo per dimostrare tutto l’amore verso una persona cara che con passione costruiva ogni dicembre le scene della natività. Romina, era molto conosciuta in città. La sua professione, prima come agente della polizia provinciale poi negli uffici della Provincia, certo l’aveva messa in vista agli occhi dei suoi concittadini. Ma il motivo per cui tutti la ricorderanno è un altro. Ogni inverno partecipava alla tradizionale competizione dei presepi che fino a qualche anno fa vedeva i vari quartieri di Corridonia rivaleggiare per la creazione più bella. Nessuno però era in grado di batterla. Creazioni grandiose, dalle dimensioni eccezionali. Non semplici presepi, ricorda la mamma Perlita Tombesi, ma idee davvero fuori dal comune.

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Romina morici intenta a dipingere gli scenari di una delle sue creazioni

Una volta il tema scelto era stato l’Olanda con mulini a vento giganti. Un’altra volta la Lapponia fino al presepe napoletano con tanto di Vesuvio fumante. Ogni anno un nuovo tema, una nuova sfida. Le statuine confezionate a mano in casa con amore e cura erano sempre nuove, nell’aspetto, nei vestiti e nei colori. Il piacere di esporle sotto l’arco di Santa Croce e poi al centro per anziani era qualcosa di più che la semplice partecipazione ad una gara. Era soprattutto un modo per riunire la propria comunità e per manifestare la sua grande devozione a San Francesco, la figura religiosa che più ammirava. Tanti i bambini incantati a guardare quei mondi in miniatura che raccontavano con tanta semplicità ed efficacia le scene della natività. Il valore di una tradizione che va oltre il puro atto religioso e di fede ma che racconta tutta la meraviglia di una maternità, della vita dei campi, degli oggetti tradizionali della campagna che ogni figura reca in mano. I presepi di Romina raccontavano storie che non annoiavano mai ma, al contrario, erano capaci di rapire gli sguardi più curiosi per lunghi momenti di riflessione.

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Una vecchia creazione per la gara di Corridonia (foto di Francesco Camili Meletani)

Ora Romina non c’è più ma sul balcone della sua casa, visibile da viale Italia vicino alla chiesa di Santa Croce, si può ammirare di nuovo un presepe meraviglioso. Sono stati i suoi famigliari a costruirlo per lei e per tutti coloro che passando non potranno evitare di ammirarlo, mandando un ricordo ai propri cari. Due settimane per addobbarlo e montarlo. In prima fila i due figli di Romina, Tommaso e Maria Assunta, che hanno deciso di seguire la tradizione di famiglia. Poi il padre Sesto, abile artigiano che grazie ad una lunga esperienza maturata nel settore della calzatura ha affinato la sua manualità. Infine Rodolfo Golota, storico braccio destro di Romina. Insieme hanno partecipato a più di 20 di gare di presepi, vincendole tutte. Quest’anno, per ricordare l’artista della miniatura, è stato scelto il colore bianco, segno di purezza. A fianco della natività i tre arcangeli Gabriele, Michele e Raffaele a simboleggiare la purezza, la protezione e la devozione. Poi un coro di angeli vestiti di bianco che suonano strumenti come arpe e violini. Dal coro si eleva una scala che porta in paradiso. Sulla sua cima un ultimo angelo che rappresenta Romina, anello di congiunzione tra il terreno e il divino. Il significato è contenuto proprio nel nome della creazione: “Il cielo si è arricchito di un angelo in più”.

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Il parroco durante la benedizione del presepe della famiglia Morici

«Quella in cima alla scala è mia figlia – spiega commossa la signora Perlita – che ci guarda da un luogo dove non prova più dolore». Sotto le statuine sono state scritte anche le note di una sinfonia. Si tratta del Cantico delle creature di San Francesco con cui il patrono esprimeva tutto il suo profondo amore per ogni elemento del creato in quanto immagine di dio. Romina salirà in cielo quindi, accompagnata dagli angeli che lodano l’opera divina. Il 7 dicembre, a due anni esatti dalla morte di Romina, il parroco ha benedetto il presepe della famiglia Morici. Tante le persone presenti per salutare l’angelo di Corridonia. La passione di Romina continua a stringere nell’affetto la comunità cittadina. La magia del Natale è racchiusa anche in quelle statuine che la famiglia Morici dedica a tutte le persone care che ci hanno lasciato per arricchire la volta celeste di nuove stelle.

 

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Le tante persone giunte all’inaugurazione del presepe

 


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