Abete e spending review in Provincia
MACERATA - La saga degli alberi di Natale, sobrio allestimento nel palazzo di corso della Repubblica
di Maurizio Verdenelli
Stavolta il florovivaista l’ha fatta davvero grossa. Troppo grande, troppo alto l’abete, peraltro magnifico a toccare con la punta l’adornato soffitto settecentesco dell’ex convento dei Filippini, per le tasche della Provincia perseguitata dal decreto Delrio e decimata dai suoi effettivi migliori. Sia chiaro, il florovivaista Maccari sarà senz’altro ricompensato per l’eccellente fornitura, ma attualmente quell’albero lungo il corridoio d’ingresso dell’ente fa una magra figura nonostante la bellezza arborea (prendiamo in prestito da Gabriele D’Annunzio, l’accenno) e la ‘stazza’. E’ proprio vero: questo Natale nelle Marche pare nato sotto la cattiva stella (cometa) delle polemiche in ordine all’estetica degli abeti esposti. Ad Urbino, qualche giorno fa Vittorio Sgarbi ha avuto modo di lanciare strali contro l’allestimento hi tech (leggi l’articolo), mentre a Macerata il sussurro popolare ha già inclinato virtualmente l’indice in riferimento a quello di piazza della Libertà, molto intonato per il lancio del film Star wars ma meno sul piano delle emozioni tipiche della festività più calda ed intima dell’anno (leggi l’articolo).
Tuttavia cos’ha che non va l’abete verdissimo del palazzo della Provincia in corso della Repubblica? Perché pare rappresentare l’immagine poco rassicurante della crisi attuale non solo dell’ente da mesi sotto la scure statale. Insomma quell’albero è l’icona dello spending review, cui la periferia pare condannata inesorabilmente. Pochissimo illuminato, nella penombra, addobbi ancora più scarsi, qualche fiocco qua e là non salvano la situazione. E il presepe al primo piano ha subito anche lui, sembrerebbe, i tagli del decreto governativo del ministro che avrebbe voluto sin dall’altro giorno ‘sciogliere’ all’interno dell’Anas la società Quadrilatero ancora alle prese con il completamento con opere vitali per la nostra derelitta viabilità. Un presepe ridotto rispetto al passato, di un buon 20%: anche la gran parte dei pastori e dei greggi pare aver preso, come dipendenti e dirigenti provinciali, la strada dell’esodo, quella preferibilmente per Ancona. Insomma desaparecido anche il Natale in casa Cupiello, pardon in Provincia.
“Sì, l’albero non è ricco come dovrebbe” dice Mirella Morganti, segretaria del presidente, molto piena di buona volontà: quella che ci vuole in tempi magrissimi come questi. “Quest’anno ce l’hanno dato molto grande e l’addobbo che ho fornito io personalmente negli anni scorsi non è risultato sufficiente. Rimedierò dunque portando, ancora da casa, altri elementi perché alla fine l’abete possa dare un’impressione maggiore di pienezza e di festa in occasione dei giorni che precederanno direttamente le Feste”.
Da parte sua il presidente Antonio Pettinari ha già anticipato la Befana portando ‘carbone’ all’Anas (leggi l’articolo) che aveva convocato l’altro giorno perfino il notaio per diventare il socio unico della società voluta sette anni fa da Mario Baldassarri. “Non si tratta di politica, ma di progetti” sottolinea però l’eversore della fusione che il nuovo vertice del gestore della rete stradale ed autostradale italiana, Armani, voleva virtualmente mettere sotto il ricco albero romano prima di Natale.


