Cristiani e musulmani pregano insieme
per benedire l’ultimo viaggio di Halima

CIVITANOVA - Nel piazzale dello stadio il saluto alla bambina di 4 anni morta il 10 dicembre in seguito ad un investimento. La comunità pakistana confortata nel dolore dai tanti amici della famiglia. Presenti anche i compagni dell'asilo. Il feretro sarà portato a Malpensa e in seguito atterrerà ad Islamabad dovo l'aspetta il padre per seppellirla nella sua terra

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Alcuni dei presenti all’ultimo saluto della piccola Halima

 

 

Halima Raja

Halima Raja

di Marco Ribechi

(foto di Federico De Marco)

Confluiscono lentamente le persone nel piazzale dello stadio di Civitanova per dare l’ultimo saluto ad Halima. La morte della bambina di 4 anni, vittima di un investimento stradale, ha sconvolto un’intera comunità (leggi l’articolo). Tra i tanti pakistani amici della famiglia anche molti italiani. Le bambine, compagne d’asilo e di giochi, arrivano in silenzio accompagnate dalle mamme per mano. La folla si raduna attorno alla piccola bara bianca dove si trova anche lo zio della bambina, arrivato dall’Inghilterra. Il papà invece è già partito per Islamabad per preparare i funerali nel paese d’origine. Una famiglia molto amata quella di Halima che con dedizione e impegno ha saputo conquistarsi negli anni il rispetto prima e l’affetto poi delle tante persone incontrate. Una famiglia colpita da una tragedia che non conosce differenze culturali. La morte di una figlia di quattro anni lascia lo stesso immenso dolore, in Italia come in Pakistan e unisce tutte le diversità.

funerale HalimaPer la benedizione al corpo della piccola vengono formate quattro linee parallele, nessuno deve trovarsi al di là della bara. Un po’ spaesati gli italiani all’inizio ma poi le ragioni della disposizione è chiara: nella liturgia musulmana bisogna rivolgere lo sguardo verso la città santa di La Mecca. In quella direzione, dal piazzale, è possibile vedere il mare che brilla azzurro nel pomeriggio invernale. Un mare malinconico e placido. Si tolgono le scarpe i tanti devoti all’Islam, un atto ordinario nel momento della preghiera. I cristiani invece si fanno il segno della croce. Ognuno prega nella sua lingua e nella propria maniera. Lo scopo è benedire il piccolo angelo in quello che sarà il suo ultimo viaggio verso casa. Nell’aria risuonano rapidamente alcune formule in arabo che contengono i vari nomi di Allah. Uno sguardo a destra seguito da uno a sinistra è il “salam” a conclusione della preghiera, poi tutti iniziano ad avvicinarsi alla bara e a fare le condoglianze allo zio della bambina. Abbracci, strette di mano, qualcuno bacia la piccola bara. «Grazie a tutti» sono le uniche parole pronunciate dallo zio in un pomeriggio in cui non c’è praticamente nulla da aggiungere al dolore. La piccola Halima è pronta a partire, destinazione Malpensa. Qui con aereo volerà fino ad Islamabad dove l’attende il papà e tutti gli altri parenti. Il suo posto è nella sua terra d’origine ma la piccola stella sarà ricordata anche nella sua seconda casa, Civitanova che l’aveva accolta e amata. Inshallah, come dio ha voluto.

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Lo zio di Halima affranto riceve il conforto di un’amica

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