“Di Casa in Casa”:
aperti 5 punti lettura

MACERATA - Nelle case famiglia, comunità educative e centro servizi immigrati della città. Presentato il progetto di Nati per leggere rivolto ai bambini e alle famiglie svantaggiate. La fondazione Colonna dona centinaia di libri alle strutture di aiuto
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di casa i casa

La presentazione del progetto di Casa in casa, a sinistra l’assessore Stefania Monteverde

Leggere insieme, un pratica che può aiutare i bambini a crescere meglio anche in condizioni di fragilità e precarietà familiare. Presentato oggi nel nuovo spazio bambini della biblioteca Mozzo Borgetti, il progetto “Di Casa in Casa” inziativa volta a garantire e favorire un accesso precoce e mirato alle buone prassi di lettura condivisa, propria delle cure primarie pediatriche, in quei bambini e in quelle famiglie in condizioni di fragilità sociale o enconomica.  “Di Casa in Casa”, realizzato nell’ambito dell’iniziativa “Nati per leggere” grazie al sostegno economico della Fondazione Gerolamo Colonna è stato illustrato, con l’ausilio di alcune slides, dalla coordinatrice Elena Carrano. «Con il concetto di rete stiamo proseguendo nella costruzione della città dei bambini e delle bambine fondata sui libri – ha affermato il vice sindaco e assessore alla Cultura, Stefania Montverde – Di Casa in Casa è un nuovo strumento per far crescere prassi diverse, alternative, tra adulti e bambini».

di casa in casa 2Il progetto Di Casa in Casa ha visto una prima fase di formazione di operatori ed educatori per inserire la prassi della lettura ai bambini e alle famiglie nei propri contesti quotidiani. La seconda fase ha visto la realizzazione di 5 punti lettura all’interno delle case famiglia, comunità educative e centro servizi immigrati di Macerata. Ai punti che si trovano nella comunità Il Girasole, nel centro Arcobaleno, nel centro servizi per la famiglia dell’associazione La Goccia e nel centro servizi e centro formazione Immigrati (Acsim) sono stati donati 100 libri di qualità per ogni struttura coinvolta.Infine, si è proceduto all’avvio delle “prassi di lettura” da parte degli operatori e degli educatori con il supporto iniziale dei lettori volontari di Nati per leggere.

Il progetto inserisce nella vita della famiglia un libro come mediatore di relazioni altamente significative e responsive per il benessere del bambino, rappresenta un fattore protettivo per la crescita ed è inserito nell’ambito delle cure primarie pediatriche e nelle azioni di sostegno precoce alla genitorialità, per favorire l’istaurarsi di un “attaccamento sicuro” tra genitori e figlio. La prassi della lettura quotidiana è ancora più rilevante per i figli di genitori in condizioni socio-economiche e culturali svantaggiate e a rischio psico-sociale

 



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