Il cancro e la Grande Guerra,
un concerto di Natale
per non perdere la battaglia

MACERATA - Sarà devoluto al reparto di oncologia l'incasso di "Il Piave Mormorava" spettacolo di canti, musica e danze in programma al teatro Lauro Rossi il 18 dicembre. Il sindaco Romano Carancini: "L'inziativa che più di ogni altro dà senso alle feste natalizie". Il primario Luciano Latini: "Grazie a questi progetti si può vivere nonostante e con il cancro"

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il piave mormorava

Francesca Quagliantini, Simonetta Strappa, Romano Carancini e Luciano Latini presentano lo spettacolo di beneficenza “Il Piave Mormorava”

di Claudio Ricci

«Ci sentiamo con questa iniziativa di dare il senso più profondo alle feste di Natale». Così il sindaco di Macerata, Romano Carancini, ha presentato “Il Piave Mormorava” spettacolo di musica, danza e narrazione in scena al teatro Lauro Rossi venerdì 18 dicembre, per celebrare l’anniversario della Grande guerra in seno al programma di “Macerata d’Inverno”. Un’iniziativa che unisce il ricordo «di un dramma mai sufficientemente compreso in questo tempo – ha continuato Carancini – alla solidarietà, visto che l’incasso sarà devoluto al reparto di Oncologia dell’Università di Macerata. Un reparto che funziona grazie anche al lavoro grauito di volontari che ogni giorno sono al fianco dei pazienti e delle associazioni che sono il tessuto benefico di questa città. Confidiamo che la città possa rispondere e che possa essere generosa come lo è sempre stata».

luciano latiniProtagonisti del concerto benefico patrocinato dal Comune saranno il coro Solidalcanto di Morrovalle, diretto dal maestro Guido Alici e il centro di danza Carillon di Macerata. La regia è di Stefano Rocchetti e la direzione artistica di Simonetta Strappa. Il costo del biglietto è di 10 euro. «Un programma di musiche e balli del primo Novecento – dice Francesca Quagliantini, presidente della dell’associazione Solidalcanto – Si va dalla canzone d’amore a quella di trincea cercando di evocare il potere curativo della musica sostenuta da racconti e immagini». Tutto l’incasso sarà devoluto per i nuovi progetti del reparto di Oncologia diretto da Luciano Latini: dalla pet theraphy all’arte terapia fino ai corsi di ceramica e training autogeno per i pazienti. «La semantica del cancro è sempre stata perlopiù una semantica militare – così Latini – basti pensare ai termini “combattere” o “sconfiggere” la malattia, “arruolare” i pazienti in uno studio o considerare che i malati sono sempre più in giovane età come erano giovani i soldati impiegati nel conflitto. D’altra parte è necessario abbandonare questa metafora guerresca in cui c’è sempre qualcuno che perde. Si può vivere nonostante e con il cancro. Tutti i progetti del nostro reparto vanno in questa direzione, rendere il tempo delle cure un tempo ricco di vita, di senso, di esperienze, di emozioni, tanto più quando la malattia non può essere eliminata. Nessuno “perde la sua battaglia” contro il cancro se gli viene data la possibilità di continuare a vivere anche in compagnia della malattia».


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