La Lega Nord e la teoria gender,
un incontro con i cittadini
CINGOLI - La sezione locale del partito promuove una conferenza sul tema della teoria di genere che si terrà venerdì 11 all'auditorium Santo Spirito del centro storico. Presenti il segretario regionale Paolini e lo pisicologo Samuele Cognini. Il coordinatore Paparelli: «Ideologia ingiusta che nega la realtà antropologica»
«E’ necessario rendere consapevoli i cittadini dei pericoli psicologici verso i quali potrebbero essere esposti i bambini che entrano in contatto materiale comunemente definito “gender” all’interno delle scuole». Introduce così Gian Marco Paparelli, coordinatore del comitato cingolano della Lega Nord, l’incontro “Gender: Scuola, Famiglia e Società” che si terrà venerdì 11 alle 21 all’auditorium Santo Spirito di Cingoli. Promossa dalla sezione locale della Lega, la conferenza vedrà come ospiti d’eccezione il segretario nazionale della Lega Nord Marche Luca Paolini, i consiglieri regionali Luigi Zura-Puntaroni, Sandro Zaffiri, Marzia Malaigia e il dottor Samuele Cognini, psicologo e psicoterapeuta che analizzerà gli aspetti prettamente tecnici dell’argomento.
«Per teorie di genere – spiega il coordinatore Paparelli – si intende quel complesso di studi ed opere saggistiche prodotte, soprattutto nel mondo anglosassone, a partire dagli anni ’60. Col tempo le teorie di genere, o “gender theories”, arrivano ad immaginare la società ideale come quella in cui l’eguaglianza tra le persone può essere attuata solamente riconoscendo nel sesso una mera convenzione sociale. Come se i modi di vivere “da maschio” o “da femmina” non avessero un reale fondamento biologico. Queste teorie vengono poi frequentemente strumentalizzate in ambito politico nelle battaglie per i cosiddetti diritti e uguaglianza: si tratta dunque di una vera e propria ideologia». «L’aspetto più grave – continua Paparelli – è che questa ideologia viene propagandata con ogni mezzo. Le lobbies che la sostengono inoltre, riescono a far passare il messaggio che solo questa impostazione culturale può garantire il rispetto reciproco ed evitare situazioni di discriminazione e violenza. Bisogna informare i cittadini sui rischi psicologici a cui si va incontro quando si entra a contatto con azioni e contenuti legati a questa teoria, soprattutto per quanto riguarda i bambini. Crediamo – conclude – che la vera ingiustizia sia spacciare appunto per indispensabile un’ideologia che nega la realtà antropologica più evidente di tutte: che si nasce maschi o femmine e che si nasce da un padre ed una madre».

E quali sarebbero le “lobbies”?? E i rischi psicologici?? Ma andate a ragionare su altre cose…
UN SOLO AGGETTIVO PER QUESTA TEORIA:ALLUCINANTE