Giornata contro l’Aids, l’allarme:
in provincia aumentano i casi
MACERATA - A dirlo è Alessandro Chiodera, responsabile dell’unità operativa Malattie infettive: sei nuovi casi di Aids e 18 di Hiv lo scorso anno. Il problema è che tanti non utilizzano il preservativo e il 23% degli intervistati nel sondaggio del progetto Asur Stammibene non conosce la forma di trasmissione più diffusa - VIDEO

Da sinistra: Alessandro Chiodera, Walter La Gatta, Silvia Agnani e Gianni Giuli
di Federica Nardi
(Foto di Lucrezia Benfatto)
Un milione e 330mila euro. Questa la cifra spesa nell’ultimo anno dall’Area vasta 3 per i farmaci anti Hiv. Un aumento del 133 percento dei costi rispetto al 2001. In aumento a Macerata i casi di Aids. Su un totale di 149 malati totali, i nuovi (nel 2014) sono 6 e arrivano a 18 i nuovi casi di persone che hanno contratto il virus dell’Hiv. L’ambulatorio di malattie infettive di Macerata a fine 2014 seguiva 171 persone positive all’Hiv, un incremento del 58 percento rispetto al 2001. Dati rilevanti per una piccola comunità, che raccontano di un problema crescente a livello mondiale e di una campagna di prevenzione tutta da ripensare. A lanciare l’allarme Alessandro Chiodera, responsabile dell’unità operativa Malattie infettive di Macerata, al tavolo dell’incontro di oggi che conclude l’iniziativa “Condom cafè” del Dipartimento dipendenze patologiche realizzata dall’unità operativa Stammibene in collaborazione con molti enti e associazioni del territorio. In occasione della Giornata mondiale di lotta all’Aids, i bar di Macerata hanno aderito alla proposta, regalando, a chiunque chiedesse un caffè, un profilattico e un opuscolo informativo.

Walter Lagatta e Silvia Agnani
Un’iniziativa che «continua ad avere successo – spiega Gianni Giuli, direttore del Ddp di Macerata – Quest’anno sono 60 i bar aderenti». Silvia Agnani, sociologa del dipartimento Dipendenze patologiche, ha presentato i risultati dello studio “Sex cafè, sei al sicuro sotto le lenzuola?”, rivolto agli studenti universitari di Macerata ed elaborato dalle associazioni studentesche. il 5% degli studenti intervistati non ha mai utilizzato il profilattico in assoluto, tra coloro che invece lo hanno usato, il 26% dichiara di non averlo fatto negli ultimi 3 mesi. «Per prevenire il contagio serve promuovere l’uso del preservativo, facilitare l’accesso anonimo al test e controllare le madri all’inizio della gravidanza, quando è più facile evitare la trasmissione del virus al bambino. Il problema – prosegue Chiodera -. È che molti non sanno di essere sieropositivi, perché il periodo finestra prima che si manifestino i sintomi è molto lungo». Il numero per richiedere un test gratuito e anonimo è 0733260999, ma l’ignoranza in materia «è preoccupante – ammette Chiodera -. Il 23% degli studenti intervistati non sa che la prima causa di contagio in Italia sono i rapporti non protetti. Quando cala l’allerta sull’Aids tornano a crescere anche altre malattie, come la clamidia, la sifilide e il papilloma virus».

L’incontro oggi all’università di Macerata
Nelle Marche su un totale di 1179 persone che hanno contratto il virus, nell’ultimo anno sono 45 i nuovi casi di Aids e 87 i nuovi casi di Hiv. Un problema che parte dalle difficoltà economiche e relazionali di molte persone, che non riescono a confrontarsi con il partner, fisso o occasionale che sia, rispetto alla sua condizione di salute. «I profilattici hanno un costo rilevante – dice Walter La Gatta, sessuologo ospite dell’incontro di questo pomeriggio -. Bisogna superare l’imbarazzo, parlare con il partner è di fondamentale importanza, soprattutto per le donne che corrono un rischio otto volte maggiore di contrarre malattie rispetto agli uomini. Molte ammettono di non usare il preservativo perché hanno fiducia nel partner, ma la fiducia deve essere ben riposta». Molti i temi al centro dell’intervento di La Gatta, dalla pornografia che «banalizza la sessualità e induce aspettative irrealistiche», fino all’ansia da prestazione di uomini e donne. La prossima indagine realizzata dal dott. La Gatta, riguarderà i “Molti colori dell’orgasmo femminile”, un tema che probabilmente verrà riproposto nel mese di maggio. Soddisfatto Paolo Nanni, comunicatore del dipartimento Dipendenze patologiche, da sempre in prima linea sui temi socialmente sensibili: «Ogni anno cerchiamo di aggiungere una novità. Quest’anno è stato lo studio, che ha portato a risultati importanti anche se preoccupanti, su un target specifico come quello degli universitari». L’evento si è chiuso con l’aperitivo al bar Centrale in piazza della Libertà, con dj set a cura di Radio Linea.

L’iniziativa “Condom Cafè” ha coinvolto 60 bar




In sintesi dunque emerge dal sondaggio effettuato che il 23% delle brillanti menti universitarie nn sa che la prima causa di contagio dell’HIV sono i rapporti nn protettti…..
Forse dipenderà dalla “scarsità” di informazioni che si trovano su internet e dalla “scarsità” di attrezzatura hi -tech che ad oggi tali brillanti menti hanno a disposizione…