Corvatta sulla rivolta dei pescatori: “Non pensavamo di discutere del mercato”

CIVITANOVA - Il sindaco ammette che senza la pressione della Marineria non si sarebbe arrivati alla decisione: "Rispetto Rossi ma non condivido le critiche al Pd. I giochetti invece li lasciamo alla destra"
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Il sindaco Tommaso Corvatta

Il sindaco Tommaso Corvatta

di Marco Ribechi

Senza la rivolta dei pescatori non si sarebbe discusso del mercato ittico. L’infuocato Consiglio comunale civitanovese, preso d’assedio dai gruppi della Marineria con insulti e minacce (leggi l’articolo), non avrebbe potuto risolvere la questione tanto cara ai pescatori poiché era già in programma di rimandarla. «Nessuno di noi aveva approcciato la seduta pensando che si sarebbe arrivati alla discussione della modifica sul regolamento del mercato ittico – dice il sindaco Tommaso Corvatta – Tenuto conto che andavano recuperati i punti della precedente seduta saltata per mancanza del numero legale. La pressione degli esponenti della Marineria è stata senza dubbio tangibile, inopportuna e da censurare, ma era comunque il segno dell’urgenza della questione per la categoria. Una urgenza di cui il Pd si è fatto portavoce nel corso della seduta».

La rivolta dei pescatori durante il Consiglio comunale di venerdì notte

La rivolta dei pescatori durante il Consiglio comunale di venerdì notte

Per ammissione dello stesso sindaco c’è stato inoltre un problema di comunicazione tra i gruppi della maggioranza: «All’interno della coalizione l’ipotesi di soluzione di compromesso sul mercato ittico era già stata accennata e ne avremmo discusso in un’apposita riunione nei prossimi giorni per verificare la convergenza della maggioranza. Ci sono state differenti sensibilità, tra chi ha ritenuto opportuno farsi carico del’urgenza del problema e chi riteneva necessario un approfondimento. Ciò non toglie che una risposta era dovuta e che io ed il presidente del Consiglio comunale eravamo concordi nell’anticipazione del punto all’ordine del giorno». Non sono passate inosservate le dichiarazioni del consigliere Pier Paolo Rossi, che venerdì ha abbandonato l’aula per protesta (leggi l’articolo): «Nutro grande rispetto per il coraggio dimostrato dal consigliere Rossi nell’esporre la sua posizione di fronte ad una platea evidentemente ostile – conclude il sindaco –  Non condivido invece le critiche nei confronti del Pd. Trovo invece incomprensibile la posizione del centrodestra, che in una situazione tanto delicata ha valutato che il gioco politico di mettere in evidenza le supposte divisioni in maggioranza valesse più dei contenuti da approvare. Quello che chiamano gioco delle parti lo lasciamo volentieri a loro».



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