Assemblea “No Crem”:
“Scegliamo un altro luogo”

CIVITANOVA - Incontro con l'amministrazione in un dibattito pacato con molti spunti di riflessione. Ambiente, salute e saturazione dei cimiteri i temi caldi ma il vero nodo è la vicinanza dalla città. Corvatta: "Nessun piano oscuro, un servizio in più per i cittadini". Applausi per Costamagna : "Va costruito lontano dalle mura"

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La sala durante l’intervento del sindaco Corvatta

 

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I due schieramenti: da un lato Tommaso Corvatta e dall’altro il tavolo No Crem con Elena Parisi, Alberto Mobili e Amedeo Regini

 

di Marco Ribechi

(foto di Federico De Marco)

Il sindaco Corvatta incontra i No Crem ma è Costamagna a ricevere applausi. La novità è che finalmente è stato possibile assistere ad un dibattito dai toni pacati in cui l’amministrazione comunale e il comitato hanno esposto le ragioni delle loro posizioni, fatto non scontato dopo le urla e gli insulti dell’ultima assemblea (leggi l’articolo). Nell’auditorium San Paolo di Civitanova Alta oltre cento cittadini hanno ascoltato attentamente le tesi contrastanti, a dimostrazione che la questione accende l’interesse della popolazione. Da un lato l’amministrazione rappresentata in primis dal sindaco, dal presidente del consiglio Ivo Costamagna, dagli assessori Cristiana Cecchetti, Marco Poeta, Piergiorgio Balboni e Francesco Peroni e dall’ingegnere comunale Stefano Stefoni. Presenti anche molti consiglieri. Dall’altra il tavolo dei No Crem con Elena Parisi, Alberto Mobili e Amedeo Regini. Tra il pubblico, a fare capolino dalla porta d’ingresso, anche il vice sindaco Giulio Silenzi.

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Il dibattito si è svolto civilmente con turni di parola ben organizzati e senza confusione

Il dibattito si è articolato su tre punti principali: la necessità di un impianto di cremazione per evitare la saturazione dei cimiteri, la questione ambientale e sanitaria legata alle nano-polveri emesse dalla struttura e la scelta di un luogo idoneo per la sua costruzione. La premessa del sindaco è stata necessaria per chiarire che lo spazio alla discussione non è mai stato negato e che non ci sono interessi oscuri dietro la volontà di creare l’impianto. «La decisione è stata presa in maggioranza con l’unanimità – ha detto Corvatta – l’idea era presente da molti anni nel piano opere pubbliche, è frutto di ragionamenti. Abbiamo pubblicizzato le assemblee con megafoni e altoparlanti, non ci siamo mai nascosti. Non abbiamo secondi fini, pensiamo possa essere un servizio per la città». Premessa per altro non smentita dal comitato se non con qualche espressione di stupore. Sembra che entrambi le parti si siano pentite degli schiamazzi della scorsa settimana. Detto questo c’è stato sostanzialmente accordo sulla necessità dell’impianto di cremazione: i trend dimostrano che la richiesta di cremazioni, sempre maggiore in tutta Europa, è destinata a raggiungere il 30% delle sepolture totali partendo dal dato attuale del 9.5%. Le argomentazioni dei No Crem sono sembrate deboli su questo punto e nessuno ha potuto smentire Corvatta in maniera convincente. Sull’inquinamento da polveri sottili la questione è stata invece più spinosa. Il sindaco, da medico, ha sostenuto che l’impianto di cremazione ha delle emissioni molto basse, in percentuale inferiore a quelle di qualsiasi caminetto a legna. Gli interventi di alcuni cittadini hanno però messo efficacemente la pulce nell’orecchio ai presenti in sala: da un lato nessuno può assicurare la corretta gestione e pulizia dell’impianto o scongiurarne un guasto. In pratica non si possono fare le previsioni solo ipotizzando un funzionamento normale e ottimale. Dall’altro non ci sono documentazioni sufficienti per tranquillizzare sulla non pericolosità delle nano polveri, quelle scorie cioè capaci di superare i filtri e che, proprio per la loro ridotta dimensione, sono tra le più pericolose.

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Il presidente del consiglio comunale Ivo Costamagna diventato per qualche minuto leader dei No Crem

Da qui si è passati direttamente al terzo punto: perché costruirlo così a ridosso della città alta? Perché non individuare un sito più isolato lontano dalle case? Forse è stato proprio questo il punto debole delle argomentazioni dell’amministrazione considerando che lo stesso Costamagna ha concluso il suo intervento dicendo: «Certo che in una città antica l’impianto crematorio è meglio che si trovi lontano dalle mura in un luogo isolato». Questa affermazione, quasi gridata, lo ha trasformato all’istante nel capopopolo dei “No Crem” suscitando applausi a scena aperta. Forse però non quelli del sindaco Corvatta. Insomma è proprio questa la chiave di volta: sul crematorio si può anche discutere ma i cittadini non lo vogliono a Civitanova Alta nelle vicinanze delle loro case. 

 

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Ivo Costamagna discute con la capolista Pd Mirella Franco. Ai lati l’avvocato Francesco Mantella e l’assessore all’ambiente Cristiana Cecchetti

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