L’ultima passeggiata ai giardini con Tacconi,
il ricordo dell’incontro con Mattarella
e quelle nozze da testimone 50 anni fa
MACERATA IN LUTTO - Adriano Ciaffi aveva telefonato all'ex consigliere comunale: «Siamo stati un'oretta insieme. Il ricordo è andato ai tempi della grande Dc quando il seggio senatoriale maceratese era il terzo più sicuro d'Italia». Il 25 aprile Sergio Mattarella l’aveva riconosciuto tra le autorità ed era andato a salutarlo con affetto. Al teatro Lauro Rossi il 5 giugno ha partecipato ad un evento in ricordo di Giorgio Pagnanelli. I suoi amici Anna Rita Liverani e Paolo Rapanelli hanno appena festeggiato le nozze d'oro. Mercoledì alle 9 il funerale dell'onorevole a Santa Croce, martedì mattina la salma sarà in Comune

L’incontro tra Adriano Ciaffi e Sergio Mattarella
di Maurizio Verdenelli
L’ultima passeggiata ai giardini comunali a due passi dalla villetta di famiglia, Adriano Ciaffi, morto oggi a 90 anni, l’aveva fatta telefonando ad Ivano Tacconi, anche lui un pezzo di storia democristiana maceratese. «Tacconi, mi vieni a prendere? Facciamo due passi insieme?» gli aveva chiesto.

Ivano Tacconi, Angelo Sciapichetti e Adriano Ciaffi
«Aveva scelto me, un galoppino, un peone per di più appartenente ad una corrente rivale: quella tambroniana. Mi aveva scelto per parlare del passato, del nostro amatissimo partito» racconta Ivano Tacconi. Si definisce galoppino ma è il consigliere comunale più ripetutamente confermato dal Dopoguerra. Fino a quando nel 2020 aveva detto stop («un po’ mi sono pentito data la situazione»).
Racconta Ivano: «Con Ciaffi siamo stati un’oretta assieme. Potevamo stare ancora di più, purtroppo avevo un incontro di lavoro ed ora mi dispiace tanto».
Di cosa avete parlato?
«Il ricordo è andato ai tempi della grande Dc quando il seggio senatoriale maceratese era il terzo più sicuro d’Italia. Erano i tempi dei Tre Tenori: lui, Ciaffi, autore di riforme nazionali importanti, Franco Foschi ministro del Lavoro e Rodolfo Tambroni sottosegretario alle Finanze. Ed erano i tempi della ‘Pax’ di San Ginesio fra De Mita e Forlani. Il Maceratese era al centro della grande storia politica italiana. Qualcuno diceva pure che erano i tempi del Ta-Ci (Tambroni-Ciaffi), in realtà c’era molta dialettica interna al partito».
Davvero?
«Vuol sapere una cosa? Abbiamo scoperto in quella passeggiata, Adriano ed io, che tanti della sua corrente (la Dc demitiana) parlavano ed agivano a suo nome senza che lui sapesse. Ciaffi volava alto, pensava alle grandi riforme del Paese. In città qualcuno volava inesorabilmente basso».

Adriano Ciaffi testimone di nozze di Anna Rita Liverani e Paolo Rapanelli
Con Ivano (e pure con Alfredo Cesarini, primo presidente di Banca Marche e Romano Carancini ultimo sindaco Pd di Macerata) Ciaffi era stato la sera del 5 giugno al teatro Lauro Rossi per ricordare Giorgio Pagnanelli e celebrare i ragazzi del liceo Leopardi al termine del progetto Onu ‘NhsMun’. Ad accompagnarlo in teatro Anna Rita Liverani, nipote di Pagnanelli (di cui era stato testimone di nozze) che l’aveva accompagnato in auto per quella che sarebbe stata l’ultima sua uscita pubblica. Proprio ieri Anna Rita Liverani ha festeggiato le nozze d’oro con il marito Paolo Rapanelli, devolvendo i doni dei loro familiari ed amici alla Lega del filo d’oro e alle Opere di carità dei Frati di S. Antonio di Padova. Poche ore dopo è arrivata la notizia della morte del loro amico e testimone di nozze, Adriano Ciaffi.

Paolo Rapanelli e Anna Rita Liverani hanno appena festeggiato le nozze d’oro
Dal palco dove avevo condotto la manifestazione con la stessa Liverani ed Andrea Angeli l’avevo intervistato dopo che l’intero Lauro Rossi l’aveva festeggiato per i suoi 90 anni. Dalla platea Adriano aveva ricordato l’incontro appena qualche giorno prima il 25 aprile a San Severino, con un antico compagno di lavoro in leggi nazionali di grande importanza. Sergio Mattarella l’aveva riconosciuto tra le tante autorità locali e subito era andato a salutarlo con affetto abbandonando la postazione presidenziale. Un grande segno di stima da tutti sottolineato. In teatro il 5 scorso, con i ragazzi del liceo, Adriano si era trovato a suo agio parlando di futuro. E tutt’insieme poi nel foyer avevamo fatto una foto, lui rifiutando assolutamente di stare in prima fila.
«Un grande uomo cui pur da correnti diverse ci confrontavamo e crescevamo – dice Francesco Comberiati, foschiano, per 12 anni segretario provinciale amministrativo della Dc -. Un maestro che sapeva scegliere per il bene comune. Persona di grande fede lo ricordo pregare con noi ai funerali di Ferdinando Foschi, fratello di Franco e già sindaco di Recanati».
Il funerale dell’onorevole Adriano Ciaffi sarà celebrato mercoledì alle 9 nella chiesa di Santa Croce. La salma può essere visitata da oggi pomeriggio a casa sua (via Corridoni 12) fino a domani sera; martedì mattina in Comune.
L’addio ad Adriano Ciaffi: il ricordo corale di una terra che ha guidato e formato