Il cordoglio per Adriano Ciaffi:
«Ha segnato la storia delle istituzioni»
LUTTO - Dalla deputata dem Irene Manzi all'europarlamentare Matteo Ricci, dall'assessore regionale Francesco Baldelli al commissario per la ricostruzione Guido Castelli, si susseguono i ricordi per il parlamentare maceratese. Un messaggio anche dal Centro studi Romolo Murri di Gualdo

Adriano Ciaffi
Si moltiplicano i messaggi di cordoglio per la scomparsa di Adriano Ciaffi, parlamentare ed esponente di primo piano della Democrazia Cristiana, spentosi all’età di 90 anni compiuti lo scorso 14 maggio. Il funerale sarà celebrato mercoledì alle 9 nella chiesa di Santa Croce. La salma è visitabile nella sua abitazione di via Corridoni 12 fino a stasera, mentre domani mattina sarà esposta anche in Comune per l’ultimo saluto della città.

Irene Manzi
Dalle istituzioni regionali e nazionali arriva un coro unanime di ricordi che va oltre i colori politici e ne sottolinea il ruolo nella costruzione e nella modernizzazione delle autonomie locali e il contributo dato alla vita democratica del Paese. La deputata marchigiana del Partito democratico Irene Manzi lo ricorda come «un protagonista della storia istituzionale e politica delle Marche. «Con la scomparsa di Adriano Ciaffi – dice – le Marche perdono un uomo che ha interpretato il servizio pubblico con rigore, competenza e una straordinaria capacità di visione. Da presidente della Regione, parlamentare e uomo di governo ha lasciato un segno profondo nella crescita democratica del nostro territorio e del Paese, contribuendo a riforme importanti come il primo testo unico sulle autonomie locali e l’elezione diretta dei sindaci. Ho sempre guardato con rispetto e ammirazione al suo percorso umano e politico, caratterizzato da sobrietà, autorevolezza e da un’attenzione costante alla formazione delle nuove generazioni di amministratori e dirigenti. La sua eredità va ben oltre gli incarichi ricoperti: resta per me l’esempio straordinario di una politica vissuta come responsabilità, studio e impegno quotidiano al servizio della comunità».

Matteo Ricci
Sulla stessa linea l’europarlamentare dem Matteo Ricci, che richiama il valore delle riforme firmate o ispirate da Ciaffi: «La legge sull’ordinamento delle autonomie locali e quella sull’elezione diretta dei sindaci portano la firma di Adriano Ciaffi. Due riforme che hanno trasformato la democrazia italiana, avvicinando i cittadini alle istituzioni e ridando forza al governo locale. Alla sua famiglia va il mio abbraccio e il mio cordoglio più sincero – dichiara Ricci -. La politica e le Marche perdono una delle figure politiche più importanti della loro storia, un uomo delle istituzioni fino all’ultimo – conclude -. Ha contribuito a costruire la nostra democrazia. Il suo esempio resterà per sempre».

Francesco Baldelli
Un ricordo che si concentra invece sulla visione dello sviluppo territoriale è quello dell’assessore regionale Francesco Baldelli, che sottolinea come Ciaffi avesse «compreso già negli anni ’60 il ruolo delle infrastrutture per lo sviluppo equilibrato delle Marche. Se ne va un protagonista della politica italiana del ‘900, uomo di governo e rappresentante delle Marche nelle istituzioni nazionali. Credeva nel rafforzamento dei governi locali, come dimostrano le due leggi che portano il suo nome: sulle autonomie locali e sull’elezione diretta del sindaco e del presidente della provincia. Uomo della teoria della regione diffusa, la comunità delle tante città-regione, anello di congiunzione tra la ricostruzione firmata da Enrico Mattei e il modello disegnato da Giorgio Fuà. Ciaffi ha svolto un ruolo di primo piano nel traghettare le Marche da una regione agricola ad una postindustriale. Già negli Anni ’60 aveva compreso la necessità di uno sviluppo equilibrato delle Marche, tra costa ed entroterra, proprio in un periodo in cui si accendeva il dibattito sulla Pedemontana. Il modello infrastrutturale che oggi stiamo realizzando, un modello che da una conformazione a ‘pettine’ passa ad una ‘a maglia’, è in parte debitore di quelle teorie di sviluppo e di uomini politici che avevano a cuore il riscatto economico e sociale di una regione storicamente arretrata proprio attraverso le infrastrutture».

Guido Castelli
Il senatore Guido Castelli, commissario straordinario alla ricostruzione, lo ricorda come «un protagonista di una stagione importante della vita istituzionale italiana», sottolineando il ruolo decisivo nella riforma degli enti locali e nella legge 142 del 1990. Castelli evidenzia anche il tratto umano e istituzionale: «Con lui se ne va un protagonista di una stagione importante della vita istituzionale italiana. Pur provenendo da culture politiche diverse – dice -, ho sempre nutrito nei suoi confronti un sentimento di profondo rispetto e sincera stima. In Adriano Ciaffi ho sempre riconosciuto qualità ormai rare: eleganza nei modi, profondità di analisi, rigore intellettuale, competenza e autentico senso delle istituzioni. Ricordo che, agli inizi della mia esperienza politica nel 1990, da consigliere comunale ad Offida, compresi fino in fondo il valore della sua riflessione sulle autonomie locali. Da allora quel tema è rimasto uno dei cardini del mio impegno pubblico, nella convinzione che la forza della Repubblica risieda anche nella vitalità dei suoi territori e delle loro comunità. Conservo con particolare affetto il ricordo del nostro ultimo incontro al Teatro Feronia di San Severino, in occasione della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo scorso 25 aprile. In quella circostanza ebbi ancora una volta modo di apprezzarne il tratto signorile, la lucidità del pensiero e quella capacità, sempre più rara, di far prevalere il valore delle istituzioni sulle appartenenze politiche».
Anche il Centro Studi Romolo Murri di Gualdo esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Ciaffi, ricordandolo come socio attento e partecipe del proprio percorso culturale. «Nel corso della sua vita pubblica ha saputo interpretare il proprio ruolo con dedizione e competenza, dimostrando una costante attenzione alle esigenze del territorio e del Paese e mettendo sempre al centro il bene comune e il servizio alle istituzioni – scrive il presidente -. Nel ricordarne le qualità umane e il generoso impegno, il Centro Studi Romolo Murri si unisce al dolore della famiglia, esprimendo sincera gratitudine per l’esempio che lascia alle future generazioni.
L’addio ad Adriano Ciaffi: il ricordo corale di una terra che ha guidato e formato