Scontro in arena, Orazi replica:
“Caro sindaco, fa del male alla città”

MACERATA OPERA - L'ex sovrintendente risponde al primo cittadino che aveva criticato la gestione della lirica nei favolosi anni 90: "Basta con doppi sensi, falsità e cadute di stile"
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Claudio Orazi (foto di Lucrezia Benfatto)

Claudio Orazi (foto di Lucrezia Benfatto)

Sferisterio, il botta e risposta tra Romano Carancini e Claudio Orazi continua. L’ex sovrintendente dell’arena replica al sindaco di Macerata che ieri era intervenuto (leggi l’articolo) in seguito alla lettera in cui Orazi difendeva la gestione delle stagioni liriche tra il 1993 e il 2002 a lui affidata. “I favolosi anni 90”, per dirla come il primo cittadino, erano stati criticati anche dall’attuale direttore artistico Francesco Micheli per le spese fuori bilancio. 

Caro Sindaco,
ho letto la Sua risposta alla mia lettera aperta e lungi da me l’idea di aprire un dibattito epistolare trovo giusto in qualche modo però completare lo scambio che, per precisione e in risposta al suo sbigottimento, non ho aperto io, né lei poteva pensare che di fronte ad un calderone in cui si pongono furti e tangenti, spese folli e sprechi, Ricciarelli, Pizzi e i Racconti di Hoffmann, la Turandot del ’96, dovessi ancora una volta stare in silenzio. L’accaloramento con il quale mi risponde mi fa capire di sì. Siccome i “miei” bilanci non erano in pareggio, devo addirittura far passare l’”ombra” di furti e tangenti quasi come se quei 10 miliardi li avessi rubati ai cittadini maceratesi (furto?) o li avessi sperperati in tangenti (definizione: somma di denaro pagata, percepita o pretesa in cambio di favori illeciti). E mi duole anche che pensi che io mi riferisca alle soluzioni artistiche e ai bilanci rigorosi in modo ironico, poiché li ho virgolettati in quanto così riportati nell’articolo di cui le ri-consiglio la lettura.

francesco micheli e romano carancini

Il direttore dello Sferisterio Francesco Micheli con il sindaco Romano Carancini

Detto ciò apprezzo la sua solerzia nello sciorinare i numeri e nell’andare oltre le mie intenzioni: mi chiama smemorato di Collegno ed io invece le ho riconosciuto l’onorabilità con la quale ha svolto il suo impegno politico. Questo mi chiarisce ancor di più la volontà di rottura che ho sempre percepito e la costruzione di un alibi. Devo quindi, fare un passo successivo e consegnare nelle mani del direttore di Cronache Maceratesi, Matteo Zallocco, tutti i numeri contenuti nel documento esaminato dalla commissione (irriverente definirla“foglia di fico”) perché sono tanti e difficilmente enucleabili tutti in uno scritto siffatto. Lei ci è mirabilmente riuscito forse perché quello che è stato prodotto ha un valore più esteso delle perdite che purtroppo, hanno solamente un prezzo. E come tutti coloro che soffrono di amnesie (lei offende e io non mi offendo) faccio l’elenco per punti di precisazioni.

Quando parlo di responsabilità politica, mi riferisco alla parola più bella e corrispondente al sapere cosa si fa, perché si fa e chi sono i beneficiari. E gli amministratori di allora hanno avuto la lungimiranza di investire, ribadisco, investire in un territorio, produrre delle cose bellissime. Per fare un piccolo esempio, rammento l’idea geniale che ebbe il presidente della Provincia Antonio Pettinari, all’epoca assessore, proponendo all’associazione il “Treno della Lirica” come valorizzazione del territorio provinciale in connessione con la stagione e allo scopo anche di focalizzare l’attenzione sul ramo ferroviario Civitanova-Albacina fortemente messo in discussione come “ramo secco”. Quell’idea bellissima non può essere considerata una spesa perché fu una iniziativa di cui si parlò in tutta Italia o se ripensiamo a quel meraviglioso recupero di un bene inestimabile come la Rassegna di nuova Musica che tanto lustro ha portato alla città, lo si può ricomprendere nelle voci “Perdite” o “Spese”?

traviata 14 (10)

La Traviata degli Specchi debuttò a Macerata nel 1992, riproposta anche lo scorso anno allo Sferisterio

Liquidando di nuovo dieci anni di storia come “si bella la Traviata ma ci sono stati anche i grandi fiaschi”(non ricordo essendo smemorato quindi mi dovrà fare un elenco di questi ultimi) non colpisce me caro Sindaco, e lo ribadisco, ma fa del male alla nostra città e alla politica culturale, perché significa legarla alle persone singole, e ogni volta ricominciare daccapo aumentando i costi di transizione. Le faccio un esempio, perché fu la proposta dopo il Premio Abbiati, quella di allestire la “palla” di Turandot ogni anno, perché ogni anno avrebbe portato un pubblico da cifre enormi. A proposito, che fine ha fatto quell’allestimento?

conferenza di fine stagione opera lirica sferisterio pettinari foto ap 7

Antonio Pettinari, presidente della Provincia e vice presidente dell’associazione Arena Sferisterio

Le rammento la ricerca condotta da Antonio Calafati nel 1995 sugli enormi indotti economici sociali e culturali prodotti dallo Sferisterio, ricerca seguita da tante altre che dimostrano le ricadute economiche sul territorio che addirittura triplicano il valore delle spese – per quanto concerne quello che lei dice sull’equiparazione tra risorse sono pronto anche domani a sedermi ad un tavolo tecnico per le opportune quantificazioni

Infine sindaco mi mette in bocca, in modo violento ed incomprensibile, attacchi al direttore artistico contro il quale io non ho assolutamente nulla e quindi non capisco perché abbia dovuto lui attaccarmi dinanzi ai giornalisti. Ognuno faccia il proprio lavoro ma basta con falsità, doppi sensi, bugie e cadute di stile di cui francamente sono un po’ stufo avendone raccolte tante e che, come maceratese, mi addolorano.

 

 



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