Rifiuti e criminalità, Zura:
“Non siamo la questura
ma ci riguarda”

INCENDIO COSMARI - Interrogazione in Consiglio regionale, il capogruppo leghista insoddisfatto della risposta dell'assessore Sciapichetti che ha rinviato agli organismi preposti il monitoraggio sulla criminalità organizzata
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incendio cosmari orlandidi Monia Orazi

«Quando tu vai ad indagare a fondo su quello che è la discarica…, siccome è un piatto molto ricco, non vorrei che alla fine, quello che spinge per ultimo, spinge sull’inceneritore, spinge sul progetto sblocca-Italia, spinge dietro a Buzzi Unicem, magari siano i Casalesi. Noi, la nostra Regione, vogliamo essere così disattenti? Vogliamo far finta che siccome siamo Consiglio, non siamo la questura e non dobbiamo fare indagini, non ci interessi?», sono le parole con cui il consigliere regionale Luigi Zura Puntaroni ha replicato all’assessore regionale Angelo Sciapichetti, che ha risposto alla sua interrogazione relativa all’incendio del Cosmari (leggi), durante l’ultima seduta dell’assemblea marchigiana.

Angelo Sciapichetti

Angelo Sciapichetti

Sciapichetti nella risposta ha spiegato che i risultati delle analisi Arpam danno tutti i valori degli inquinanti ampiamente nella norma, sotto i limiti previsti dalla legge. Unica eccezione i campionamenti di particolato Pm10 a Pollenza scalo, soltanto ad un chilometro e 300 metri di distanza dal Cosmari hanno evidenziato un innalzamento dei livelli Ipa (Idrocarburi Policiclici Aromatici) nel campione effettuato il 9 luglio (giorno dell’incendio), rispetto ai valori riscontrati nel periodo giugno-luglio 2014 presso la stazione di monitoraggio della Qualità dell’Aria di Sforzacosta – Macerata – ha detto l’assessore Sciapichetti, specificando che il giorno dopo tutti i valori sono risultati in linea con i valori della stazione di Sforzacosta rispetto al periodo sopra citato». vRiguardo al fatto che i cittadini siano stati avvertiti dell’incendio con diverse ore di ritardo, Sciapichetti ha evidenziato come il comando provinciale dei vigili del fuoco abbia dato la comunicazione dell’incendio alle 2.45 del 9 luglio, alla sala operativa del Dipartimento di protezione civile, che ha avvertito i comuni diMacerata, Corridonia, Pollenza, Tolentino, Colmurano, Petriolo e Urbisaglia, le autorità sanitarie ed il direttore provinciale Arpam, aperta la sala operativa integrata provinciale: « Una volta definito lo scenario di evento, spetta comunque ai Comuni informare i cittadini, con i mezzi da essi ritenuti più idonei ed efficaci».

Luigi Zura Puntaroni

Luigi Zura Puntaroni

Riguardo alle misure di sicurezza Angelo Sciapichetti ha affermato: «Stando alle nostre risultanze, l’impianto era dotato delle necessarie autorizzazioni in termini di prevenzione incendi e di sicurezza di legge». Riguardo alla conta dei danni nella risposta all’interrogazione i dati parlano di un dato indicativo tra i 5 ed i 7 milioni di euro, in attesa che sia completato il lavoro dei periti. Attualmente si smaltiscono i rifiuti secondo la situazione di emergenza studiata dal Cosmari. «L’incendio ha reso inattivo il trattamento di appena il 21% dei rifiuti conferiti nell’impianto il resto non è stato intaccato dall’evento e continua regolarmente ad essere trattato nell’impianto», ha detto Sciapichetti, «per le tipologie di rifiuti interessati si è adottata una soluzione di emergenza che prevede una collaborazione con una serie di impianti autorizzati sul territorio regionale: ad oggi i cartacei vengono conferiti a due ditte della provincia di Macerata e la selezione del multimateriale a tre ditte extra provinciali regolarmente autorizzate che effettuano la cernita dei metalli e delle plastiche per conto del Cosmari ai fini della consegna ai consorzi di filiera». Per ricostruire l’impianto distrutto dalle fiamme «l’azienda comunica che si procederà con ogni urgenza non appena risolte le problematiche assicurative – ha detto l’assessore – rispetto alla domanda: se il territorio è libero dalla criminalità organizzata, come è noto alla Regione non sono affidate le funzioni di monitoraggio, di prevenzione e di repressione della criminalità semplice o organizzata; non può sostituirsi pertanto agli organismi preposti». L’assessore ha concluso dicendo che ci sono accurate indagini in corso, che potranno fare luce sull’accaduto.

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