Tardella-Comune,
alla fine ha prevalso il buon senso
L'incompatibilità del doppio ruolo (consigliere comunale e presidente della Maceratese) è stata superata anche perchè chi aveva tirato fuori la questione ha preferito tirarsi indietro
di Enrico Maria Scattolini
DUNQUE MARIA FRANCESCA TARDELLA può restare a Palazzo come consigliere comunale nonostante sia presidente della Maceratese (leggi l’articolo).
LO HA DECISO a larga maggioranza l’assemblea municipale di lunedì scorso dopo ore di discussione che doveva essere esclusivamente tecnica, ma che invece è scivolata al limite della rissa verbale. Per cui di oggettivo ha avuto ben poco.
MA ANCHE RICCA DI BATTUTE POLEMICHE divertenti. Come l’ironico riferimento dell’avvocato Carancini alla figura a quei tempi salvifica (ma ora divenuta fuori moda) di Macalli, ex presidente della Lega Pro, invocata dalla dottoressa Pantana in un confronto ante ballottaggio fra i due candidati sindaci.
O DI STIMOLO CULTURALE, come quella di Marchiori che, sull’abbrivio delle dichiarazioni di alcuni suoi colleghi, sinceri nell’ammettere difficoltà, per altro evidenti, nella valutazione di argomenti di complesso contenuto giuridico, ovviamente più nella dimensione dei consiglieri/avvocati, ha ricordato che è comunque preciso dovere degli eletti dal popolo informarsi e documentarsi sulla materia del contendere. Concludendo sarcastico: ”…mica solo i commercialisti capiranno quando, fra poco, in Consiglio si dovrà discutere del bilancio.”
O DI CANDIDO STUPORE di Carancini, di fronte ad atteggiamenti di voto confliggenti con gli abituali schieramenti politici dell’emiciclo.
NON SONO NEANCHE MANCATI comportamenti contraddittori. Come la confermata astensione di chi, tormentato dagli incontrollabili dubbi provocati dalla quotidiana lettura dei giornali, qualche giorno aveva considerato ineluttabile dovere civico eccepire sulla posizione di Mariella nostra, per poi tirarsi indietro al momento dell’affondo conclusivo.
UN GRAN BAILAMME, al punto da preoccupare qualche protagonista. Che si è lasciato sfuggire: ”Ma la gente che ci segue in tv (“Diretta” E’TV), comprenderà di che cosa stiamo discutendo?…”. Io ho fatto fatica.
ALLA FINE PERO’ IL BUON SENSO HA PREVALSO. L’assise ha accolto la brillante e puntuale tesi difensiva degli avvocati Giancarlo e Massimo Nascimbeni, consentendo alla dottoressa Tardella di conservare (meritatamente) il suo scranno.
MA POTREBBE NON ESSERE FINITA QUI E’ stato l’avvvocato Marchiori ad intuire il rischio di possibili /probabili difficoltà nel rinnovo della convenzione per l’utilizzo dell’Helvia Recina da parte della Maceratese. Scaduta allo spirare del 2014, d’allora rimasta sorprendentemente in vacatio malgrado tre richieste di attualizzarla avanzate dalla società biancorossa negli ultimi mesi.
EPPURE CONSIDERATA, almeno nelle battute iniziali del complessivo dibattito, uno dei due elementi di analisi della possibile situazione d’incompatibilità della Tardella (L’altro-fondamentale- quello di “Collevario”). Poi però cancellato dalla blacklist per l’opposizione dello studio Nascimbeni.
E’ EVIDENTEMENTE UN PROBLEMA DI COSTI. La Maceratese si attende un aumento del dovuto, considerato l’investimento di 500/700.000€ nel frattempo sostenuto dal Comune per la messa a norma dell’impianto in base alle rigorose prescrizioni della Lega Pro.
MA ENTRO LIMITI ACCETTABILI, in rapporto a quello concordato dalla Tardella con l’Ancona Calcio per giocare al “Del Conero”.
STADIO TEORICAMENTE ALTERNATIVO ALL’HELVIA RECINA nell’eventualità che i lavori di adeguamento di quest’ultimo non fossero completati per l’inizio del prossimo campionato.
MA CHE POTREBBE ESSERE RICONSIDERATO A PRESCINDERE, nel caso di richieste economiche esorbitanti. Per fruire della disponibilità della struttura cittadina.
LA TARDELLA HA RIBADITO, nella conferenza stampa di ieri mattina, la sua precisa volontà di schierare la Maceratese all’Helvia Recina.
MA I SUOI CONTI Mariella nostra li sa far bene. Questo è noto coram populo.


