Mamma coraggiosa,
un male la uccide a 40 anni

MACERATA - Rosita Passerini si è spenta nelle prime ore di questa mattina. "Era un vulcano, ha sempre cercato di aiutare gli altri nonostante la malattia". Cantava nel coro della parrocchia di Santa Maria del Monte. Lascia il marito, dipendente comunale, e due bimbi piccoli. Domani il funerale alle 10
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Rosita Passerini

Rosita Passerini

di Gianluca Ginella

Un sorriso che nemmeno il male con cui lottava le ha strappato, una forza che le ha permesso, con la sedia a rotelle su cui era costretta, di partecipare all’ultimo pellegrinaggio a Loreto, un amore incrollabile per il marito e i suoi due bambini e una passione, quella del canto: era Rosita Passerini, 40 anni, originaria di Pollenza. Nelle prime ore di questa mattina si è spenta mentre era ricoverata in ospedale, ha dovuto arrendersi al male che l’aveva colpita e con cui aveva cominciato a combattere due anni e mezzo fa, con la prima operazione.

C’era il sorriso di Rosy, c’è sempre stato, ci sarà ancora ed è la certezza di chi la conosceva. Una donna coraggiosa, che non si è arresa al male e che, come la ricorda un’amica, entrava nelle vita degli altri con la forza di un ciclone. Rosita Passerini, mamma di due bambini, Learco, 11 anni, e Camilla, 7 anni, sposata con Lorenzo Cannucciari, dipendente del Comune di Macerata, era originaria di Pollenza ma da molti anni viveva a Macerata. Prima di ammalarsi aveva lavorato come aiuto cuoca nelle mense scolastiche del Comune. Aveva una passione per il canto e si esibiva nel coro della parrocchia di Santa Maria del Monte di Macerata.

Una foto di Rosita durante il pellegrinaggio a Loreto

Una foto di Rosita durante il pellegrinaggio a Loreto

Due anni e mezzo fa però Rosita, Rosy per chi la conosceva, si era ammalata. Dopo una prima operazione sembrava che la sua vita potesse ricominciare in modo normale, invece l’estate scorsa la donna ha scoperto di essere ancora malata. Di nuovo è ripresa la sua battaglia con la malattia. «Aveva una fede molto profonda, una cosa tutta sua, personale, era un vulcano, una persona eccezionale – la ricorda una sua amica Silvia Marozzi –. Ti entrava nella vita come un ciclone, sempre allegra, sorridente, andava avanti contro tutto e contro tutti sempre con il sorriso sulle labbra. Una forza incredibile. Ha sempre aiutato gli altri, anche se lei stava male». «Una persona di fede, molto altruista, ha organizzato “Un coro di cuori” per la mia raccolta fondi. Lei cantava, era un soprano eccezionale, aveva una voce stupenda» la ricorda Thomas Zettera. Il funerale di Rosita sarà celebrato domani nella chiesa di Madonna del Monte, alle 10.



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