“Sbornia almeno una volta l’anno
per il 25% delle ragazze”
MACERATA - E' il risultato della ricerca Pink Drink sul consumo femminile di alcolici. Il progetto vincitore di Women for Expo proporrà a Milano nel padiglione Italia uno stile di vita che prevede di bere con moderazione come previsto dalla dieta mediterranea
“Una donna libera è l’assoluto contrario di una donna leggera” con queste parole di Simone de Beauvoir del 1982 è stato presentato questa mattina nella sala Giovannetti della Provincia “Pink Drink”, progetto del Dipartimento dipendenze patologiche dell’Area vasta 3, tra i vincitori della sezione “Women for Expo” di Expo Milano 2015.
«Ad Expo porteremo i dati del nostro progetto e un messaggio che vuole essere propositivo, per uno stile di vita al femminile in cui l’alcol sia presente in modo moderato, così come prevede l’alimentazione mediterranea». Silvia Agnani, sociologo del Ddp Av3 presenta così Pink Drink che avrà a disposizione uno spazio espositivo al Padiglione Italia di Expo Milano 2015 per una settimana, nonchè un’esposizione permanente con i contenuti audiovisivi realizzati con il contributo dell’Accademia di Belle Arti di Macerata e di altri esperti di comunicazione.«Esiste ancora lo stereotipo che la donna vista con una bottiglia di birra sia una poco di buono – ha continuato Agnani – bisogna educare e far comprendere che ci si può esprimere in maniera brillante ed intelligente anche senza alcol».
Pink Drink ha coinvolto 351 ragazze/donne tra i 18 e i 24 anni della provincia di Macerata. Il consumo femminile risulta comparabile negli eccessi a quello maschile, con un 25% del campione che afferma di dedicarsi al binge drinking (la cosiddetta sbornia) almeno una volta all’anno, il 6,7% almeno 5 volte in un anno. Si evidenzia dunque la diffusione di uno stile di consumo di tipo nordeuropeo confermato dalla quasi assenza dell’alcolico moderato a pasto (vino) a favore di quello consumato lontano dai pasti, nei week end, talvolta in grande quantità (birra, cocktails, superacolici).
«Abbiamo dovuto adeguarci alla sintesi e all’approccio multimediale richiesto da Expo. Per rendere i contenuti del progetto accattivanti e fruibili per un pubblico eterogeneo abbiamo creato un mix di video informativi e suggestivi» ha spiegato Stefano Stoccuto, sociologo DDP, altro protagonista di Pink Drink
Sul contributo prezioso dei partner ha focalizzato l’attenzione Gianni Giuli, Direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche AV3: «Ci sono diverse fasi in Pink Drink e in ognuna di queste abbiamo avuto la fondamentale collaborazione di un partner. In prima istanza la Regione Marche che con i suoi fondi ci permette di avviare esperienze come questa; nello specifico della ricerca e degli eventi collegati a Pink Drink l’Azienda Speciale Exit, della Camera di Commercio, con cui abbiamo trovato un punto di incontro nel promuovere uno stile di consumo di alcol moderato e responsabile; in questa avventura all’Expo la Provincia di Macerata e l’associazione Glatad che hanno organizzato con noi il progetto espositivo; e infine l’Accademia di Belle Arti di Macerata con la creazione dei prodotti multimediali necessari»

Giacomo Alessandrini studente dell’Accademia delle Belle Arti di Macerata realizzatore di uno dei cortometraggi
Bere al femminile comporta anche evocare una doppia morale, confermata da Pink Drink: per la donna è ancora considerato sconveniente il fatto di bere e abusare. D’altro canto per lei adottare un comportamento d’abuso non è collegabile a un vero spirito di emancipazione, visto che lo stile del binge drinking è una imposizione del marketing degli alcolici, e essendo la donna per caratteristiche biologiche più esposta e rischi e effetti.
Tutto ciò è contenuto nei 4 video che animeranno la postazione di Pink Drink, attiva dal 28 luglio al 2 agosto, al Padiglione Italia, caratterizzata da 4 grandi schermi e da supporti espositivi che consentiranno di distribuire le pubblicazioni legate al Progetto e realizzate in multilingua appositamente per Expo.
I video racconteranno Pink Drink attraverso le informazioni dei 2 slideshow realizzati da Stefano Stoccuto e Silvia Agnani (“Pink Drink – i risultati”) e da Michela Ramazzotti, Giulia Perugini, Simone Pianesi (“Il Diario di Pink Drink”). Ma anche attraverso le suggestioni per immagini dei video narrativi e artistici: uno realizzato da Francesco Mari, intitolato “L’alcol non dà pari opportunità”, che condensa visioni di contesto e dati del Progetto (è questo il video presente nello spazio permanente dell’Expo dedicato a Pink Drink), e due intitolati “De-scritta” e “Spiacevoli incontri” realizzati rispettivamente da Marco Di Cosmo e dal Team di studenti dell’Accademia di Belle Arti Andrea Guerra, Davide Lupi, Alessio Moffa, Silvia Eleuteri, Federica Rossi, Giacomo Alessandrini supervisionati dai Prof. Matteo Antonini e Massimo Puliani del Corso di Comunicazione Visiva.
Alla fine della visione dei video ha preso la parola Leonardo Lippi, assessore ai Servizi Sociali della Provincia di Macerata: «La nostra provincia vanta eccellenze enogastronomiche e produttive, alcune delle quali presenti anche a Expo, ed è fondamentale che tra queste ce ne sia una legata alla salute, efficace e splendidamente realizzata come Pink Drink. Per questo la Provincia ha accompagnato il percorso del Progetto, riconoscendone il valore e l’originalità, la capacità attraverso la sua diffusione di creare sensibilità, e un nuovo equilibrio negli stili di vita dei giovani e della popolazione in generale».




Anche due
Care ragazze e ragazzi non avete niente di meglio da fare?
insegnano a bere per combattere l’alcol. Un po’ come contrastare il tabagismo insegnando a fumare.
Un esempio di pari opportunità….
Assessore Lippi, quale sarebbe l’eccellenza enogastronomica di Pink Drink? Mica producono vini.
O sì?