Infiltrazioni d’acqua a Montacuto
Detenuti pericolosi trasferiti
in carcere di fine pena

GARANTE - Italo Tanoni interviene sulla situazione della casa circondariale anconetana sottolineando come certe scelte siano in contrasto con quanto dice il ministro Orlando. "E' opposta al modello proposto"

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Il carcere di Montacuto

Il carcere di Montacuto

Detenuti pericolosi trasferiti in un carcere creato per chi invece è a fine pena. Una situazione non regolare stando al garante regionale dei detenuti Italo Tanoni che interviene così sullo stato delle strutture circondariali delle Marche. «Montacuto, un tempo gravato da un pesante sovraffollamento, arrivando a ospitare fino a 400 detenuti, oggi è sottoutilizzata, con 155 ristretti – spiega Tanoni – Nonostante i numerosi appelli rivolti al ministero della Giustizia, a tutt’oggi sono ancora chiuse due sezioni completamente ristrutturate, ma non ancora consegnate all’amministrazione penitenziaria. Questa situazione nei giorni scorsi si è aggravata per la chiusura di un ulteriore padiglione carcerario, a causa di infiltrazioni d’acqua». Tutto ciò ha reso necessario negli ultimi mesi il trasferimento di detenuti in diverse realtà penitenziarie, stando al garante, «sovraccaricando altri istituti in primis Pesaro-Villa Fastiggi (Pesaro) e Barcaglione (Ancona) dove sono stato in visita pochi giorni fa». Il garante definisce questa situazione «opposta al nuovo modello di sistema carcerario proposto dal ministro Orlando in occasione degli Stati generali delle carceri, che prevede pene severe per chi si macchia di reati pesanti come omicidio, rapina a mano armata, mafia, e sistema a vigilanza dinamica attenuata per i reati minori». «Questa strategia viene radicalmente modificata quando – continua Tanoni – per problemi di emergenza come quello della chiusura delle celle di Montacuto, detenuti sottoposti a sistema di alta sorveglianza sono trasferiti in istituzioni penitenziarie come Barcaglione, dove transitano solo i ristretti fine pena sottoposti a trattamento attenuato. Il risultato è che oggi a Barcaglione, fiore all’occhiello del sistema di vigilanza dinamica, si trovano ben 126 reclusi, con sovraccarico di impegno per la polizia penitenziaria presente, fortemente sottodimensionata rispetto al modello operativo necessario per soggetti che hanno compiuto reati più gravi».


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