Quando Laura Antonelli
fece innamorare di sé Macerata
RAFFAELE CURI RICORDA L’ATTRICE SCOMPARSA - Alla ‘prima’ di Traviata, nell’estate dell’84 all’Arena. L’allora celebre attrice, nel pieno della sua fama, fu ospite dello Sferisterio accolta da un oh d’ammirazione. Il direttore d’orchestra attese qualche istante per lei, prima di dare inizio all’opera che segnò il record d’incassi nella storia del teatro
di Maurizio Verdenelli
Al collo una lunga, strepitosa collana di perle: regalo di Jean Paul Belmondo, l’amore che aveva fatto sussurrare l’Europa dei set e dei rotocalchi. Il top, rossiccio, era ugualmente strepitoso come il seno (in gran evidenza) che l’aveva resa celebre insieme con il suo viso d’angelo, la gonna invece era chiara. Quando arrivò alla ‘prima’ di Traviata, per la regia dell’amico Mauro Bolognini, le luci erano già spente ma il direttore d’orchestra aveva fatto in modo che la Star da tutti attesa, potesse trionfalmente entrare nell’affollata e silenziosa platea. Cinquemila persone nell’Arena strapiena s’alzarono al passaggio di Laura Antonelli, mano nella mano con Raffaele Curi: un ‘oohh’ di emozione e curiosità circondò la protagonista di ‘Malizia’, de ‘L’Innocente’ e di tutti i film che contassero allora in Italia ed in Francia. La coppia, prima di raggiungere i posti riservati, attraversò la platea fendendo il pubblico accorso quella notte magica dell’estate 84, per due autentiche regine: Laura e Raina (Kabaivanska). Quest’ultima avrebbe firmato una ‘Traviata’ da record d’incassi nella storia dello Sferisterio.
Laura Antonelli è morta oggi a 74 anni. E’ stata trovata in casa, ormai senza vita, probabilmente stroncata da un infarto. La ricorda Raffaele Curi, attore e regista originario di Potenza Picena, per due anni (’84 e ’85) inimitabile pierre della stagione lirica diretta dal maestro Carlo Perucci, essendo sovrintendente Davide Calise: “E pensare che ero scoraggiatissimo! Pensavo che Laura, mia tenerissima amica, non dovesse più arrivare, quando a venti minuti dall’inizio della ‘prima’ di Traviata, ecco la telefonata dall’auto. ‘Arrivo, arrivo!’. Avevo insistito con lei, che era stata mia ospite anche quell’anno al festival dei Due Mondi a Spoleto, e pure con l’allora suo fidanzato, l’imprenditore romano Andrea D’Aloja. Poi un servizio fotografico nella mattinata a Roma, sembrava dovesse far saltare tutto, dopo che ero riuscito a convincere la coppia che Macerata non era poi così lontana da Roma…”.
Davvero, Raffaele?
“Ma sì, quando i miei amici sentono parlare di Macerata dicono automaticamente: ‘Oddio, è così lontana, eppoi la strada impossibile…’ ed invece vengono senza problemi a Spoleto (‘E’ un salto’) ad esempio per il Festival. Eppure le due città sono piuttosto vicine ed ora la Quadrilatero taglierà molto, come noto, i tempi di percorrenza. Sarà tuttavia, lo sento, difficile far tramontare in certi ambienti romani un tormentone del genere: ‘Macerata è lontana…’
Torniamo a Laura…
“Anche lei che a Spoleto, essendo stato io nello staff del ‘maestro’ Gian Carlo Menotti, veniva sempre a ‘trovarmi’ aveva avuto problemi a dirmi ‘sì’ per Macerata. Alla fine, però, eccola la Regina Assoluta, com’era lei in quegli anni, ricercatissima da tutti. La sua fu comunque una classica ‘toccata e fuga’: il tempo di far innamorare tutti allo Sferistero e di ripartire all’alba con il fidanzato alla volta di Parigi dov’era attesa per girare uno dei suoi tanti film..”
Qualche ricordo?
“Era fragile, insicura, quasi aveva pudore per quelle forme che l’avevano resa famosa. A Macerata il suo decolleté era fantastico e se ne vergognava davanti a tutte quelle persone, a quel boato d’ammirazione senza limiti. Poi andammo, con il fidanzato, a Villa Quiete allora diretta da Bernardo Cherchi, per il gran galà dopo teatro. Ma quando arrivò, accompagnata da Perucci, Raina Kabaivanska, Laura aveva già consumato il risotto allo champagne e s’era portata in camera aragosta e naturalmente champagne. Tutti gli ospiti che s’aspettavano di cenare con lei, d’avvicinarla rimasero un po’ delusi nonostante la presenza della grande Kabaivanska. Tuttavia l’Antonelli era davvero un mito in Italia e soprattutto a Parigi, città che divideva con Roma: il fidanzamento con Belmondo aveva contribuito a farla conoscere in Francia. E non a caso un maestro come Visconti l’aveva scelta per L’Innocente, un’opera dannunziana cui teneva molto. Vuoi sapere fino a che punto era famosa allora Laura?”.
So a cosa vuoi alludere avendo conosciuto bene quegli anni ed essendo stato testimone diretto di quella serata dello Sferisterio, 31 anni fa, che insieme con la Boheme di Ken Russell fa parte della storia dell’Arena maceratese…
“Bene, qualche giorno dopo arriva un’altra star mondiale: Susan Sarandon, fresca ed acclamata interprete di ‘Atlantic City’, regia di Lous Malle, candidata a quell’Oscar che sarebbe venuto con Thelma e Louise. Tuttavia la presenza della celebre attrice americana pareva non interessasse alcuno dei cronisti ancora alle prese con ‘la serata Antonelli’. Allora chiamai un fotografo, uno dei più accreditati, lo portai nel palco centrale dov’èra la Sarandon che brindava con il sindaco… Ma lui, perplesso e sospettoso mi disse: “Ma chiadeè quissa?”.


«Laura attrice che si spoglia
per un popolo guardone
diventata il sogno erotico
di una generazione
la creatura più divina
dilaniata dal successo
per la tua lapidazione
bastò un sasso»
(Simone Cristicchi, Laura)