Il sistema confindustriale delle Marche
verso l’aggregazione
Il consiglio direttivo di Confindustria Macerata accelera verso un'unica associazione regionale. Clementoni: "La sezione dei calzaturieri di Macerata con le scelte fatte da Assocalzaturifici ha visto ridotto il proprio ruolo"

Il presidente di Confindustria Macerata, Giovanni Clementoni.
Il consiglio direttivo di Confindustria Macerata nella sua ultima riunione ha confermato la volontà di procedere ed accelerare il processo aggregativo delle 5 territoriali e di Confindustria Marche verso un’unica associazione. «Le difficoltà oggettive che stanno vivendo le imprese e l’economia del territorio – si legge nella nota dell’ente – rendono l’unificazione una strada imprescindibile, un cambiamento del sistema che porterà non solo ad un abbattimento dei costi, ma anche e soprattutto renderà più forte ed incisiva la rappresentanza verso enti ed istituzioni regionali e nazionali. Il consiglio direttivo fa presente che la sperimentazione sull’aggregazione, iniziata dalle territoriali con la federazione, sta procedendo con successo e raccomanda alle strutture ed ai direttori, di lavorare con il massimo della concentrazione per arrivare velocemente all’obiettivo stabilito, nell’interesse primario delle imprese e dell’economia tutta del territorio, per rilanciare e favorire la rinascita del processo di crescita dell’industria».
«Ciò si rende oltremodo necessario – sottolinea il presidente Clementoni – all’indomani delle vicende accadute nell’ambito del rinnovo delle cariche direttive di Assocalzaturifici che ha visto la sezione dei calzaturieri di Macerata ridurre notevolmente il suo ruolo. Un’esclusione che non ha motivo di essere per ben due ragioni, – dichiara Clementoni -il primo per l’importanza dei calzaturieri di Macerata ed il peso che le imprese del Maceratese hanno nel territorio ed a livello Nazionale; l’altro in quanto Macerata e Fermo hanno sempre partecipato ed operato insieme e reciprocamente alle iniziative ed alle scelte del comparto. Tutto questo non sarebbe dovuto accadere e chi come il presidente Pilotti aveva il potere di decidere avrebbe potuto e dovuto agire diversamente. In un momento come quello attuale serve ancora di più essere uniti e cooperare per raggiungere il più rapidamente possibile l’obiettivo di una sola e forte Confindustria regionale.»