Acqua torbida alla foce del Potenza
L’Arpam: “Intervenga il Comune”

PORTO RECANATI - Al momento non è stato emesso un divieto di balneazione ma chi è stato al mare oggi ha evitato di tuffarsi. In spiaggia anche tanta sporcizia
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La foce del fiume Potenza alle 15

La foce del fiume Potenza alle 15

 

La situazione del Potenza all'altezza del ponte in via della Repubblica

La situazione del Potenza all’altezza del ponte in via della Repubblica

 

di Alessandro Trevisani

Un’immensa chiazza di acqua torbida si spande in mare dalla foce del fiume Potenza. Una brutta sorpresa per le centinai di turisti e forestieri che si sono riversati in  spiaggia oggi, a Porto Recanati, complice il bel tempo e la temperatura che invitava a rinfrescarsi in acqua. Il problema perdura da 24 ore. Così il piacere di un tuffo è rimasto un miraggio per chi si è recato al mare nella parte sud del centro storico, fino alla pineta e oltre: la distesa di acqua marrone si estende per un chilometro circa verso nord e un altro paio verso sud. Al largo il putridume spazia ben distante, forse oltre il chilometro dalla riva. I problemi, però, continuano a riva, a causa del cosiddetto “spiaggiato”: ammassi di sterpaglie condotti in mare dai fiumi e poi a riva dal mare. I bagnini li raccolgono in cataste che non sono ancora state rimosse, come succede sulla spiaggia libera a sud del Circolo della vela un abbondante ammasso di   sterpaglia fa capolino al bordo del lungomare: anche questo uno sgradevole “welcome” per i bagnanti. Possibile che non  se ne occupi nessuno? “Per lo spiaggiato è stata fatta una gara – spiega Alessio Sampaolesi, ex consigliere comunale che fino al commissariamento si occupava del decoro urbano – quindi c’è una ditta che se ne occupa sotto il controllo dell’ufficio tecnico. Il problema è che lo spiaggiato viene portato e riportato continuamente dalle piene del fiume”. Andiamo a vedere alla foce del Potenza: nonostante non piova da 4-5 giorni un cumulo di acqua  marrone e fangosa scorre in mare a discreta velocità, portandosi dietro sterpaglie di ogni genere. E la balneazione? “In prossimità della foce – spiega Gianni Corvatta, direttore tecnico dell’Arpam – il divieto è permanente, per il resto il Comune può intervenire ed estendere il divieto anche senza le nostre analisi”. In effetti, per un’ordinanza del 18 maggio, non ci si può bagnare a sud del Potenza per un totale di 425 metri circa, in due tratti di mare adiacenti”.  A nord del centro storico, invece, è diventato esecutivo il divieto di balneazione intorno allo sbocco del fosso Fiumarella: fino a nuovo ordine niente bagni dallo stabilimento Sulla cresta dell’onda e per i restanti 575 metri a nord, compresa la spiaggia del Kiro Kiro (leggi l’articolo).

Lo spiaggiato abbandonato accanto ai turisti al mare, nela spiaggia libera all'altezza del pub Gambrinus

Lo spiaggiato abbandonato accanto ai turisti al mare, nela spiaggia libera all’altezza del pub Gambrinus

Ma la situazione è pessima anche in pineta, dove giusto qualche cane si tuffa davanti alla spiaggia dedicata ai quattro zampe. Mentre di umani in acqua non c’è traccia, sebbene il dehors del Pineta beach, a pranzo, lavori a pieno ritmo, e lettini e ombrelloni liberi ne rimangano ben pochi. Cambia poco un chilometro più a sud, a Lido delle Nazioni. In via Francia turisti e residenti si avventurano in spiaggia scavalcando i sacchi di sabbia che proteggono la strada dalle mareggiate. Subito dopo un’altra chicane viene imposta da un mucchio di spiaggiato. Un problema che, insieme all’acqua torbida, si ripresenta nella spiaggia libera accanto al balneare Acapulco, dove accanto al campetto da beach volley, frequentato da frotte di bambini, giacciono alcuni metri cubi di sterpaglie.

Sterpaglia e turisti in spiaggia al Lido delle Nazioni, all'altezza di via Francia

Sterpaglia e turisti in spiaggia al Lido delle Nazioni, all’altezza di via Francia

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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