Anziana legata e rapinata,
indagini sulle celle telefoniche

POLLENZA - I malviventi hanno agito usando tutte le attenzioni e indossavano i guanti. Nella zona in cui vive la donna, 76 anni, non ci sono telecamere

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Il rione Aldo Moro a Pollenza dove è stata commessa la rapina

Il rione Aldo Moro a Pollenza dove è stata commessa la rapina

Anziana legata e rapinata, indagini legate alle celle telefoniche: in casa della donna i malviventi che hanno agito nella notte tra sabato e domenica non hanno lasciato impronte perché hanno usato i guanti (leggi l’articolo). Un colpo simile a quello messo a segno il 22 aprile scorso a Monte San Giusto, dove anche in quel caso i malviventi hanno usato i guanti e hanno legato la vittima che vive da sola (leggi l’articolo). Inoltre hanno agito, a Monte San Giusto come a Pollenza, in una zona dove non ci sono telecamere.

Fortuna o un colpo programmato fino all’ultimo dettaglio. Questo uno dei quesiti dell’indagine sulla rapina messa a segno nella notte tra sabato e domenica a Pollenza, in una villetta di due piani nel rione di via Aldo Moro, da tre uomini che hanno legato al letto un’anziana, M. C., di 76 anni. Che la donna quella notte fosse in casa da sola però era tutt’altro che scontato. L’anziana ha perso il marito due settimane fa ma abita con il figlio. Che però la notte della rapina era fuori casa e stava dalla compagna. Questo fatto avallerebbe l’ipotesi che il colpo sia stato studiato con cura. Un altro elemento è che, come a Monte San Giusto, chi ha agito lo ha fatto in un luogo dove non sono presenti delle telecamere. Anche in questo caso potrebbe però trattarsi di un caso fortunato. Di certo c’è che chi ha agito lo ha fatto usando i guanti, in casa in carabinieri del Nucleo operativo di Macerata e della stazione di Pollenza che stanno conducendo le indagini, non hanno trovato impronte digitali, invece hanno scoperto tracce di guanti. Su chi sia stato a legarla, l’anziana ricorderebbe solo il fatto che fossero in tre, ma non sarebbe stata in grado di descriverli (avevano il volto travisato con una bandana), e avrebbe detto che le sembravano italiani. Ma in base al modo in cui hanno agito, gli inquirenti pensano più a malviventi dell’Est Europa. I carabinieri analizzeranno le celle telefoniche della zona, che potrebbero indirizzare le indagini verso una pista precisa. Inoltre un testimone ha segnalato la presenza davanti alla casa di un’auto di colore scuro e anche su questo sono in corso le indagini.

La 76enne, nonostante lo choc per la rapina, stava bene. A slegarla era stato il figlio quando la mattina di ieri è andato a casa non riuscendo a contattare telefonicamente la madre. Alla fine i malviventi hanno portato via 200 euro in contanti e un paio di collanine d’oro.

(Gian. Gin.)


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