Petriolo al voto, sfida a due
Luciani: “Un centro diurno per gli anziani”
Esposito: “Il 60% del mio compenso al sociale”

COMUNALI - Le proposte dei candidati alla guida del comune maceratese (l'unico al voto oltre al capoluogo) dopo l'amministrazione Mancini

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petriolodi Gabriele Censi

Più in sordina rispetto al capoluogo maceratese anche il comune di Petriolo, poco più di 2 mila abitanti,  rinnova la sua amministrazione. I petriolesi sono chiamati a scegliere il nuovo sindaco che sostituirà Piera Deborah Mancini (che non si è ricandidata optando per la Regione nella lista Uniti per le Marche) e 10 consiglieri (7  alla maggioranza e 3 all’opposizione). Si confrontano:  Antonio Angelo Esposito, 65 anni dirigente scolastico in pensione, sposato con un figlio, con la lista  “La tua Petriolo”,  e Domenico Luciani, 41 anni, ingegnere, celibe, con la lista “Petriolo domani”. Abbiamo ascoltato le proposte dei due candidati in un confronto a distanza a poche ore dal voto.

 

Antonio Esposito

Antonio Esposito

 

Antonio Esposito è stato vice sindaco nelle amministrazioni Castellani dal 2000 al 2009 e presenta la sua lista come un’unione di esperienza e innovazione.

«Non vogliamo rivoluzioni ma non siamo nemmeno la continuità, solo un consigliere ha fatto parte della precedente amministrazione e sette su dieci sono alla prima esperienza. Non facciamo promesse ma garantiamo un metodo diverso per riconquistare la fiducia dei cittadini per spingerli alla partecipazione diretta alla vita politica»  

Quali saranno i primi interventi?

«Sul tema di bilancio e tributi vogliamo rimodulare l’addizionale irpef rivendendo le fasce. Cercheremo risorse nei finanziamenti regionali, nazionali  ed europei, Cercheremo di ridurre i costi. Solo con risorse certe possiamo annunciare nuove opere. Ma ci sono già i soldi per la ristrutturazione del Palazzaccio, edificio storico per il quale sono stati stanziati 1,75 milioni e per la messa in sicurezza della scuola primaria (500 mila euro). Poi contiamo di rimettere a posto le tante strade comunali dissestate dalle frane. altro intervento importante è il marciapiede sulla strada verso il cimitero che così rappresenta un pericolo. Altra priorità è la tutela delle fasce doboli e dell’associazionismo. La Regione ha tagliato i fondi per il sociale. Io simbolicamente, si tratta di 500 euro al mese, ho deciso di donare il 60% della mia indennità di sindaco per scopi sociali. Un altro progetto è il centro studi Ginobili. D’accordo con la famiglia e in collaborazione con Unimc nascerà questo ente. Non un museo ma qualcosa di più con sede nell’ex chiesa del suffragio. Un incentivo al turismo che ha nel centro storico, il castello e la torre civica, che sarà accessibile, nel museo dei legni processionali i suoi punti di forza. Allestiremo infine un’area camper gratuita».

Uno degli argomenti che ha fatto parlare di Petriolo anche fuori dal paese è stato il tema biogas.

«Tuteleremo l’ambiente con tutte le nostre attenzioni e premure e ascolteremo i cittadini con assemblee pubbliche. Posso garantire, essendo pensionato, la mia presenza costante in comune e sul territorio su questo e su tutti i temi dell’amministrazione».

Domenico Luciani

Domenico Luciani

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Domenico Luciani  aveva già tentato la corsa per il municipio 5 anni fa ottenendo circa  il 20% dei consensi all’esordio politico.

«Un risultato ottenuto partendo da zero, abbiamo fatto un’opposizione seria e responsabile, sempre presenti e cercando di coinvolgere i cittadini con incontri pubblici, cosa che faremo anche alla guida del comune».

Cosa farà se diventerà sindaco?

«In cinque anni ci siamo sentiti spesso dire”questo non si può fare, non ci sono le risorse…” Bisogna cambiare atteggiamento, non mancano occasioni per trovare risorse. Prima di tutti con i risparmi sul funzionamento degli uffici. Faremo funzionale le convenzioni intercomunali, ci sono con Mogliano ma non sono operative, le vogliamo estendere anche a Loro Piceno e Urbisaglia. Così potremo fronteggiare la prevedibile riduzione dei trasferimenti statali. Poi rinegozieremo i mutui, ne possiamo ricavare 40 mila euro all’anno, Vogliamo incentivare i cittadini alla scelta del 5 per mille nella dichiarazione dei redditi. Non è un aggravio di tasse ma si può teoricamente arrivare se tutti lo facessero a 80 mila euro da destinare al sociale. Poi la manutenzione dell’esistente, aree pubbliche e strade dissestate. Vogliamo ridurre le tasse comunali per le fasce deboli. Anche la Tari installando macchine compattatrici per i rifiuti. Poi il progetto più a lungo termine è un centro diurno per anziani. Sul turismo ci dobbiamo mettere in rete con i centri vicini e l’Abbadia di Fiastra per intercettare il flusso con pacchetti integrati».

La vostra posizione sul tema del biogas?

La precedente amministrazione, non fu contraria fin da subito, noi capimmo che alla popolazione non piaceva e spingemmo perchè si formasse un comitato che comprendesse tutti. Sul tema ambientale vogliamo definire un piano di riassetto idrogeologico del territorio comunale, monitorare il torrente Fiastra per evitare sversamenti e mitigare l’impatto delle zone industriali con piantumazione di alberi.

 

 

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