Porto Recanati, arriva il commissario Passerotti
Ubaldi: “Con la Montali
voto di scambio e minacce”

Il vice prefetto che ha svolto lo stesso incarico al comune di Pagani (Caserta), sciolto nel 2012 per infiltrazioni camorristiche e si è occupato di Grandi Opere a L'Aquila e dell'Expo, guiderà l'ente dopo la caduta del sindaco. Al suo fianco il vicecommissario Costantino Francesco Senesi della prefettura di Macerata. Bordate dalle consigliere di GFP: "Clima di intimidazione. L’agonia della giunta è stata protratta per impedirci di rivotare alle comunali il 31 maggio"
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Il commissario prefettizio Mauro Passerotti

 

di Alessandro Trevisani

È atteso per domani mattina l’arrivo del commissario prefettizio in municipio: si tratta del viceprefetto Mauro Passerotti, che di recente ha svolto lo stesso incarico al Comune di Pagani (Caserta), sciolto nel 2012 per infiltrazioni camorristiche, ma si è anche occupato dell’Alta Sorveglianza per le Grandi Opere a L’Aquila, dal 2009, e a Milano, per l’Expo 2015, dal 2010. Passerotti ha lavorato per quasi 10 anni al Garante per l’Editoria, e al Ministero degli Interni, si è occupato di lotta alla droga e di espulsione degli extracomunitari irregolari a Roma. Ad affiancare Passerotti c’è il vicecommissario Costantino Francesco Senesi, della Prefettura di Macerata, dove è dirigente del servizio contabilità e gestione finanziaria.
«Auguro al commissario di riportare la pace a Porto Recanati», dice Rosalba Ubaldi, che incontriamo in conferenza stampa con le altre consigliere di Grande Futuro per Porto Recanati  Elena Leonardi, Angelica Sabbatini e Pina Citaroni sono cessate dalla loro carica, così come il resto del Consiglio, la Giunta e il sindaco Montali che ieri ha dichiarato «Sono stata fatta fuori per il Burchio» (leggi l’articolo). Tutti poteri che finiranno ora in mano a Passerotti. «Per chiudere con questa amministrazione – spiega Ubaldi – noi di GFP abbiamo dovuto agire col Pd e gli altri gruppi: quando abbiamo capito che la giunta avrebbe continuato a deliberare senza sosta, anche senza i numeri, abbiamo voluto chiuderla in fretta, per una questione di rispetto istituzionale». Ubaldi mostra le dimissioni protocollate dai 9 consiglieri, con motivazioni in fotocopia che parlano di «consentire lo svolgimento di nuove consultazioni elettorali».

Elena Leonardi, Rosalba Ubaldi e Angelica Sabbatini durante la conferenza stampa di oggi

Elena Leonardi, Rosalba Ubaldi e Angelica Sabbatini durante la conferenza stampa di oggi

Ma perché andare dal notaio, invece che recarsi al protocollo? «Ci aspettavamo delle sceneggiate, e così è stato: non era mai successo che sindaco, assessori e consiglieri si mettessero prima sul balcone del palazzo comunale e poi davanti all’uscio del notaio, inscenando uno spettacolo poco edificante, non dignitoso e con finalità di tipo intimidatorio. Per evitare screzi pesanti siamo andati allora dal notaio». Quanto agli applausi ironici raccolti in piazza dai supporter montaliani (tra cui consiglieri e assessori) Ubaldi parla di una «gazzarra scatenata contro persone come Canaletti, che il sindaco lodava per il suo impegno fino a una settimana prima. Lo stesso Fiaschetti era un eroe quando sfiduciava il sindaco Ubaldi insieme con Riccetti, ieri invece era un traditore».
È il momento del bilancio di questi 12 mesi. «La loro – dice Ubaldi – era una coalizione contro la Ubaldi: un anno fa dissi che il paese non avrebbe guadagnato nulla da progetti irrealizzabili. E così è stato. Parlavano di trasparenza: bene, non c’è mai stato un periodo storico chiuso come quello della giunta Montali a Porto Recanati. Noi consiglieri faticavamo a procurarci gli atti su cui si andava a discutere in Consiglio e in riunione di capigruppo. La segretaria ci negava la trascrizione del consiglio comunale: ci dava i file audio in un cd. Per non dire dei tempestosi rapporti con la stampa. Almeno quand’ero sindaco io i giornalisti hanno potuto sempre entrare in Comune e scrivere la verità».
Una staffilata la Ubaldi la dà commentando la lettera aperta scritta da Sabrina Montali al candidato del Pd alle Regionali, Luca Ceriscioli, domenica sera. «Il finale di quel messaggio, pubblicato anche su Facebook, chiede un intervento davanti a ‘un elettorato disorientato, alla vigilia delle elezioni regionali’. Beh, questo per me configura un tentativo di voto di scambio, su cui magari ci saranno indagini».
«In maggioranza si spiavano tra di loro – incalza Elena Leonardi – non si fidavano gli uni degli altri e i giornali parlavano solo dei loro problemi interni. A metà maggio non c’era nemmeno una bozza di bilancio, quando certi comuni lo hanno chiuso a marzo».

Sabrina Montali e i suoi durante la conferenza stampa di ieri

Sabrina Montali e i suoi durante la conferenza stampa di ieri

Ieri Montali e Riccetti avevano usato parole durissime contro il dirigente dell’Ufficio tecnico Daniele Re, accusato di remare contro nelle questioni più disparate, a partire dal ripascimento mai effettuato a Lido delle Nazioni. «Non si attaccano le persone – dice Ubaldi -, questa è arroganza e perfidia: quando la ditta ha puntato i piedi Re (che era RUP per la convenzione in cui il Comune doveva spendere i 4,2 milioni procurati dal Ministero, ndr) non se l’è sentita di firmare la rescissione del contratto, ma l’ha fatto con coscienza, chiedendo un parere legale e una verifica dello stato dei luoghi, che la Dicearco dichiarava essere diverso rispetto al tempo in cui fu pattuito il ripascimento».
In tema di difesa della costa l’assessore regionale Paola Giorgi era stata tirata in ballo, ieri, da Riccetti, che la accusa di aver frenato l’azione del Comune. In un comunicato la candidata di Marche 2020 scrive che «la Montali ce l’ha con me perché, nonostante tutti i suoi sforzi volti ad ostacolare gli interventi di difesa della costa, urgenti e necessari per Porto Recanati, che l’assessorato regionale ha azionato, ha trovato nella sua strada un caterpillar, la sottoscritta, che ha messo in campo una programmazione normativa e finanziaria, per salvaguardare infrastrutture pubbliche e strutture balneari, che la città di Porto Recanati non aveva mai visto prima. La Montali ha vissuto il suo brevissimo mandato sperando in qualche mia difficoltà politica, ma la legislatura volge al suo naturale termine e niente e nessuno mi ha spostata di un millimetro». La chiusa della Giorgi è beffarda: «I pugili suonati se ne stanno seduti all’angolo del ring, faccia altrettanto la Montali. Casomai se la prenda con i suoi amici del PD, che anche in questa vicenda hanno messo in campo perle di incapacità gestionale politica e amministrativa. Ah, poi c’è Riccetti… Ma Riccetti chi?».

Elena Leonardi, Rosalba Ubaldi, Angelica Sabbatini e Pina Citaroni.

Da sinistra Elena Leonardi, Rosalba Ubaldi, Angelica Sabbatini e Pina Citaroni

Tornando alla Ubaldi, l’ex sindaco biasima in generale quello che chiama «un clima di intimidazione, dove i cittadini erano divisi tra amici e nemici. Quando l’anno scorso mio nipote, che lavora al balneare Antonio, ha fatto presenti dei problemi a livello di salvataggio sulle spiagge libere, è stato minacciato con questa frase: ‘Occhio che ti mandiamo un controllo al balneare’. Subito feci un sms a Riccetti, per dire che mai mi sono permessa ai miei tempi certi atteggiamenti. Non ho avuto alcuna risposta».
Un’altra bordata la tira Angelica Sabbatini: «L’agonia della giunta Montali è stata protratta per impedirci di rivotare alle comunali il 31 maggio», dice l’ex consigliera, mentre Citaroni nota che i quartieri «non sono mai stati chiamati una volta a parlare col sindaco, alla faccia della partecipazione». Capitoli a parte quelli delle associazioni e del verde pubblico. «Riccetti – tuona Ubaldi – dice che certe associazioni non avevano titolo per occupare i locali del Comune? Poteva regolarizzare e mettere per iscritto le cose che mi dice di aver fatto a voce, che problema era?». In tema di cura di alberi e giardini, alla vigilia dell’estate, sono furibonde le polemiche su Facebook e in strada. Ma qui la giunta Montali ha lavorato bene o male? «Ho visto coi miei occhi – conclude Ubaldi – gli operai del Comune salire con le scale per potare gli alberi in via Bramante. Non è una cosa regolare, e poi perché non affidare tutto alla ditta che se ne occupa di solito, con tutte le garanzie del caso?». L’ennesimo “missile” ubaldiano innescherà probabilmente asprissime discussioni. L’impressione è che insieme al commissario arrivi una campagna elettorale che potrebbe durare anche un anno intero. «Ma noi speriamo di votare in autunno», chiude Ubaldi.

Le dimissioni presentate da Italo Canaletti

Le dimissioni presentate da Italo Canaletti



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