Un’ambulanza alla Croce Verde
Il dono della famiglia Aimone
in onore del capostipite Mario
CIVITANOVA - L'inaugurazione del nuovo mezzo durante la tradizionale assemblea dei soci
Sirene spiegate in Croce Verde a Civitanova. Stavolta però non c’è alcuna emergenza da soccorrere, ma un dono da festeggiare. Domenica, in occasione della tradizione assemblea dei soci, l’ente morale ha inaugurato una nuova ambulanza, super accessoriata, donazione della Margom della famiglia Aimone. Il nuovissimo mezzo va ad arricchire il parco macchine della Croce Verde composto da 11 ambulanze, di cui 9 di tipo A, due furgoni con pedana per disabili, una vettura, uno scooter ed un camper sottratto e confiscato alla mafia.
Ma oltre ai mezzi a rendere speciale questa giornata per tutti i soci è il cuore dei volontari e della solidarietà da parte dei civitanovesi. «L’arrivo di una nuova ambulanza è sempre uno dei momenti salienti per un’associazione che fa del soccorso a malati e feriti la sua missione – ha detto il presidente Cesare Bartolucci – Sono passati dieci anni da quando la famiglia Aimone ci donò un’altra ambulanza. Nel 2005 lo fece per onorare la memoria di Francesco. Oggi siamo qui a ricordare il capostipite Mario Aimone, un imprenditore illuminato che nel 1952 creò la prima ditta di semilavorati per calzature del circondario.
La nascita della Marchigiana Gomma è contemporanea alla rinascita della nostra Croce Verde. Si usciva dalla guerra. Le ferite erano ancora aperte e in pochi sostituirono la paura di non farcela più con la speranza di farcela di nuovo. In un simile contesto posso dirvi, dai miei ricordi, che tante volte mio padre Ruggero, il presidente della Croce Verde di allora, ha bussato alla porta di Mario Aimone nell’allora sede della fabbrica in via Vivaldi. Ed ha trovato sempre aperto. E’ un gesto, quello della Margom, che rinnova il passato e rinnova anche la spinta dell’entusiasmo al fare del bene, al costruire col cemento dell’amicizia e della solidarietà. Il cuore è una ricchezza che non si vende, non si compera, ma si regala».
(l.b.)




Bellisimo gesto, che misura la sensibilità di chi ha avuto la capacità di creare lavoro e ridistribuire il benessere da esso creato alla comunità. Vorrei ricordare che una delle nipoti del capostipite è impegnata in Tanzania, con tutta la sua famiglia,dove a deciso di viverci, nel costruire strutture di prima necessità x quelle popolazioni.