Spese facili in Regione,
interrogato il consigliere Marinelli

INDAGINE - L'esponente del gruppo Per le Marche ha chiarito la sua posizione. La difesa sostiene che la normativa che vigeva all'epoca dei fatti non prevedeva che per i rimborsi andassero indicate nel dettaglio le spese, una cosa che venne introdotta in seguito

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Erminio Marinelli

Erminio Marinelli

 

di Gianluca Ginella

Indagine sulle spese facili in Regione, sentito il consigliere di “Per le Marche” Erminio Marinelli che ha chiarito il perché dei rimborsi percepiti dall’ente che gli vengono ora contestati dalla procura di Ancona. Il consigliere ha risposto alle domande degli investigatori, e presentato documenti e una memoria difensiva. Il succo della difesa è che fino al dicembre 2012 (i fatti contestati risalgono al 2010, 2011, e 2012) c’era una normativa per la giustificazione dei rimborsi che era completamente diversa da quella entrata in vigore in seguito. «Era una normativa a maglie molto larghe, prima non andava indicato dove si era stati, con chi, ma era sufficiente indicare nella richiesta di rimborso che si era stati, per esempio, ad un pranzo di lavoro – dice l’avvocato Nicola Perfetti, che assiste Marinelli –. Il mio cliente poi era stato candidato per la presidenza della Regione, aveva fatto molti incontri con i circoli locali e anche dopo le elezioni continuava a frequentare i circoli secondo quanto previsto dal suo ruolo istituzionale». Dunque se le spese sostenute non erano state spiegate da Marinelli nel dettaglio, era perché – sostiene la difesa – la normativa all’epoca dei fatti non lo prevedeva. L’interrogatorio oggi è durato un’ora e mezza «Abbiamo risposto a tutte le domande e dato tutti i chiarimenti che ci sono stati richiesti» dice l’avvocato Perfetti. A Marinelli vengono contestati 8,399 euro di rimborsi spese per redazione e stampa di manifesti del gruppo consiliare “Per le Marche”, di ristorazioni, parcheggi, incontri, manifestazioni per il 2010. Di 13mila euro circa per spese di ristorazione, acquisto libri, soggiorni, parcheggi, erogazioni, questo nel 2011 e nel 2012 vengono contestati altri 8mila euro circa per spese di ristorazione e beneficenza. La procura di Ancona gli contesta il reato di peculato. Reato che, a vario titolo, viene contestato anche agli altri 66 indagati.

Enzo Marangoni

Enzo Marangoni

Tra loro c’è anche Enzo Marangoni, consigliere regionale di Forza Italia, che aveva chiesto agli investigatori di essere sentito. «Ma ho chiesto di rimandare perché avevo consiglio regionale, e alla fine ho deciso che presenterò una memoria» dice Marangoni. Il 14 aprile sarà sentito Angelo Sciapichetti (consigliere regionale del Pd), difeso dall’avvocato Gianfranco Formica, che presenterà una memoria. Anche Fabio Pistarelli (consigliere comunale di Macerata), assistito dall’avvocato Gabriele Cofanelli, ha chiesto di essere sentito. Gli altri indagati, alcuni hanno chiesto di essere sentiti, altri no, sono Francesco Comi (segretario Pd), Sara Giannini (assessore regionale, che non ha chiesto di essere sentita), difesa dall’avvocato Mauro Gionni, Francesco Massi (consigliere di Ncd), Cesare Procaccini, Leonardo Lippi (assessore provinciale), Pietro Parrucci (ex consigliere ed ex sindaco di San Ginesio), Franco Capponi (ex consigliere di Forza Italia), Luca Marconi (consigliere Udc), Ottavio Brini (ex consigliere di Forza Italia), Francesco Acquaroli (sindaco di Potenza Picena).


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