Spese pazze in Regione atto secondo
Comi: “La procura faccia presto”
Pistarelli: “Voglio essere sentito subito”

L'INCHIESTA - Dopo le prime dichiarazioni dei maceratesi coinvolti si aggiungono risposte. Francesco Massi è pronto a presentarsi con un diario sottolineando «Annoto tutto e posso giustificare», Erminio Marinelli è intenzionato ad andare al dibattimento senza presentare le memorie difensive perché sostiene «Non ho fatto nulla, va solo di moda sparare sui consiglieri» e Pietro Enrico Parrucci si dice sereno perché aggiunge «Di certo non ho acquistato yogurt, occhiali e mutande»
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Il segretario del Pd Francesco Comi

Il segretario del Pd Francesco Comi

di Alessandra Pierini e Marina Verdenelli

Il segretario del Pd incita la procura a far presto per chiarire le responsabilità dei 66 indagati tra consiglieri e referenti dei gruppi consiliari. Consiglieri e capigruppo maceratesi (14 quelli coinvolti in provincia) continuano invece a fornire motivazioni sulle cifre a loro contestate. Spese pazze in Regione atto secondo (leggi l’articolo). Dopo le prime dichiarazioni di Franco Capponi, Angelo Sciapichetti, Ottavio Brini,  Enzo Marangoni, Leonardo Lippi, Paola Giorgi e Francesco Acquaroli (leggi l’articolo), rispondono alle accuse anche Francesco Comi, Fabio Pistarelli, Erminio Marinelli, Francesco Massi e Pietro Enrico Parrucci. Massi è pronto a presentarsi con un diario sottolineando «Annoto tutto e posso giustificare», Marinelli è intenzionato ad andare al dibattimento senza presentare le memorie difensive perché sostiene «Non ho fatto nulla, va solo di moda sparare sui consiglieri» e Parrucci si dice sereno perché aggiunge «Di certo non ho acquistato yogurt, occhiali e mutande». Pistarelli vuole essere ricevuto subito dal procuratore.

COMI. «Chiedo solo una cosa: ora la procura faccia presto». Così Francesco Comi, segretario regionale del Pd, dopo la chiusura delle indagini. «L’istituzione, prima ancora dei singoli consiglieri, non può restare per troppo con questa macchia generalizzata – dice Comi – che riguarda tutti, proprio tutti. Le istituzioni debbono funzionare a pieno ritmo e con la massima trasparenza. Chiedo celerità, velocità e prontezza nel valutare tutte le prove che i singoli eletti metteranno a disposizione dell’ufficio della procura allo scopo di fare chiarezza sulla vicenda. Si parla di 200/300 euro al mese per ciascun consigliere, non credo che ci vorrà un’eternità». L’indagine in questione ha visto sotto accusa anche 14 maceratesi, per i reati che vanno dal concorso in peculato alla truffa, relativa alle spese del consiglio regionale delle Marche tra il 2008 e il 2012.

Erminio  Marinelli

Erminio Marinelli

MARINELLI. «Non ho fatto nessuna spesa anomala o incongrua – spiega Erminio Marinelli, consigliere, presidente del gruppo Per le Marche – con la normativa in vigore allora, non ho mai festeggiato l’onomastico di mia moglie e non sono mai andato al night». A lui vengono contestati oltre 30mila euro di cui un 80% per i pasti. Spicca tra le altre la ricevuta di 170 euro emessa da Azzarita Gipsy & c. che, secondo la procura è un’attività connessa a sale da ballo, discoteche e night. «E’ la ricevuta di una conferenza fatta al Lido di Civitanova – continua Marinelli – per quanto riguarda il sito internet che pure è finito tra le accuse, mi sembra normale che un candidato presidente ne abbia uno». C’è poi anche la stampa del giornaletto di fine anno sul resoconto dell’attività: «Sono 4 facciatine che ho fatto pubblicare ogni anno, mi sembra giusto nei confronti degli elettori. Il problema  – conclude – è che va di moda sparare sui consiglieri regionali. Comunque andrò al dibattimento, senza presentare memorie difensive, perché non ho fatto nulla se non qualche errore come i 25 euro dati in beneficenza alla Pars e i 20 euro  all’associazione donatori di midollo osseo che ho già restituito».

Francesco Massi, Nuovo Centro Destra

Francesco Massi, Nuovo Centro Destra

MASSI. Si dice sereno Francesco Massi, consigliere di Ncd, in passato presidente di gruppo consiliare, che deve rispondere di oltre 60mila euro di spese, di cui circa 37mila personali. «Posso giustificare tutto – chiarisce – da quando ero sindaco di Tolentino tengo un diario di bordo in cui registro tutto, quindi so dire per ogni giorno dov’ero e con chi. Ho fatto solo ciò che era consentito dal regolamento  e tra l’altro da me non risultano spese davvero pazze». Per quanto riguarda le ricevute di pranzi consumati a Pasqua e Pasquetta 2009, Massi puntualizza: «Per tradizione, durante le feste non esco mai di casa. In particolare quell’anno mio figlio era a casa malato perciò sono certo di non aver mangiato fuori». Ci sono poi i soldi spesi in concorso con altri consiglieri: «Ho concesso i rimborsi che mi sono stati chiesti, da capogruppo non mi spettava controllare la veridicità dei documenti che mi venivano consegnati».

PARRUCCI. Pietro Enrico Parrucci, ex sindaco di San Ginesio, è stato consigliere di Forza Italia per pochi mesi. In concorso con Ottavio Brini gli vengono contestate spese per poco più di 1.200 euro. «Non ho ancora ricevuto nessuna notifica – dice – e non ho mai chiesto fondi in Regione. L’unico episodio che ricordo è legato all’organizzazione di un convegno sul turismo di San Ginesio per il quale ho ricevuto un rimborso personale dal capogruppo. Se ho fatto qualcosa, pensavo comunque di essere nel lecito e nella trasparenza. Di certo non ho acquistato yogurt, occhiali e mutande».

Pietro Enrico Parrucci

Pietro Enrico Parrucci

PISTARELLI. «Chiederò al Procuratore di Ancona di essere immediatamente ascoltato – dice Fabio Pistarelli, ex consigliere Forza Italia e consigliere comunale di Macerata – sono meravigliato del fatto che si siano concluse indagini senza essere mai stato né avvisato né convocato prima. Avrei fornito, come fornirò, tutti i riscontri utili su dati e documenti se ci fosse stato un minimo di approfondimento istruttorio. Infatti tutte le spese, che recano la mia firma in quanto capogruppo, sono relative al gruppo An-Pdl che ho rappresentato dal 2008 al 2010 e sono l’attività istituzionale svolta per ogni anno di riferimento dall’intero gruppo consiliare regionale (20.883 euro nel 2008 , 35.670 euro nel 2009 ed 10.987 euro nel 2010). La quota che si dice essere ” a titolo personale” (in tre anni 6.250 euro) è in riferimento alle attività svolta quale singolo consigliere a nome del gruppo consiliare».

Fabio Pistarelli

Fabio Pistarelli

«Tutte le attività – continua Pistarelli – e le relative spese sono state effettuate nell’assoluto rispetto della legge e solo ed esclusivamente a fini istituzionali. Non vi è centesimo che non sia tracciato e dettagliato, tanto è vero che è lo stesso avviso di conclusione indagini che dice che le somme erano state erogate “ a titolo di rimborso per spese per servizi televisivi, manifesti, impaginazione ed elaborazioni grafiche”. Se si fosse ritenuto che mancasse un qualche elemento di ulteriore dettaglio sarebbe bastato chiederlo e sarebbe stato puntualmente fornito, come lo sarà non appena il procuratore accoglierà la mia richiesta di essere ascoltato. Invece si sono chiuse sommariamente indagini che poco hanno indagato e molto hanno fatto indignare giustamente sia coloro che leggono di “spese pazze” e di “tutti ladri” ma anche coloro che sono accusati ingiustamente, peraltro senza essere stati mai neppure ascoltati ».

Liquida la questione con un no comment l’ex assessore regionale Udc Luca Marconi.

L’unico maceratese escluso dall’indagine è Pietro Marcolini, candidato alle primarie del Pd per la Regione e assessore regionale.  

 

Luca Marconi

Luca Marconi

 

 



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