“Residui fantasma in bilancio”,
M5S va in procura e chiede
le dimissioni di sindaco e Giunta

TOLENTINO - Il capogruppo Mercorelli ha analizzato i conti del Comune: "Ci sono somme che, con ogni probabilità, non esistono e che non sono mai esistite"
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Gian Mario Mercorelli, M5S

Gian Mario Mercorelli, M5S

 

di Marco Cencioni

«Fra i residui attivi messi a bilancio dal comune di Tolentino ci sono somme che, con ogni probabilità, non esistono e che non sono mai esistite». Lo evidenziano il consigliere Gian Mario Mercorelli e gli esponenti tolentinati del Movimento 5Stelle le cui dichiarazioni potrebbero avere ripercussioni molto serie sul futuro dell’amministrazione comunale. I rappresentanti del partito pentastellato chiedono  le dimissioni del sindaco Giuseppe Pezzanesi e di tutta la giunta: lunedì invieranno gli atti in loro possesso alla procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e alla guardia di finanza. Il tutto é scaturito all’indomani del consiglio comunale in cui Mercorelli ha interrogato l’amministrazione su “residui attivi da alienazione o concessione”. Si parla di cifre che sarebbero state inserite fra i residui attivi (somme accertate e non riscosse entro il termine dell’esercizio) senza che ci fosse un titolo giuridico a supportare il credito. Sarebbe fra i due e i cinque milioni di euro la somma di quelli che  Mercorelli ha definito “residui fantasma”. «Tra i residui attivi 2014 del comune di Tolentino, al titolo alienazione di terreni e fabbricati di proprietà comunale, risultano iscritti 2.518.171,77 euro mentre tra i residui attivi 2014, proventi concessioni cimiteriali, risultano  2.570.449,99 per un totale di oltre cinque milioni di residui attivi messi a bilancio» ha detto Mercorelli, spiegando che «per quanto riguarda le concessioni cimiteriali il 9 novembre 2010 sono stati messi  a bilancio 2 milioni e 100mila euro e la settimana successiva la giunta approvava il progetto esecutivo dell’opera. Come è possibile mettere a bilancio soldi di un’opera per la quale deve essere ancora approvato il progetto esecutivo?». Altri dati, altre cifre. Il 10 ottobre 2011, secondo quanto scoperto dagli esponenti del movimento 5 stelle, «viene inserita a bilancio una cifra di 291mila euro per “vendita locali ex pretura” e il 24 ottobre risultano 316.500 euro per “alienazione di porzione dello stabile ex pretura”: in poche parole è stata replicata la stessa voce ma con un nome diverso. Ieri ci hanno detto che non avevamo capito la normativa e che avevamo applicato quella nuova mentre dovevamo far riferimento a quella vecchia. In realtà abbiamo preso come riferimento quella aggiornata alla legge di stabilità del 2015 in quanto la parte relativa alla questione è rimasta immutata. Al punto 3.13 si  afferma che nella cessione di beni immobili l’obbligazione giuridica attiva nasce al momento del rogito: in poche parole hanno fanno una permuta di un bene per un lavoro e quando hanno firmato il contratto dopo il bando hanno ragionato come se fosse venduto ma in realtà non è così. Infine – conclude Mercorelli – come non sottolineare le entrate derivanti con diciture generiche come “alienazione di beni destinati ad opere pubbliche” del 31 dicembre 2012, oppure “vendita beni patrimoniali” del 31 dicembre dell’anno successivo, inserite come se fossero arrivate in quella data mentre non c’è traccia documentale in Comune di tali operazioni. Ci è stato detto ieri in consiglio che sono relative a beni del comune messi in vendita ma non venduti e l’ha detto proprio l’assessore al bilancio: i residui non si capisce dove possano stare. La cifra fantasma, compresa quella relativa al discorso ex pretura, ammonta quasi ad un milione di euro».



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