Una città sconvolta:
giovane papà si uccide con una fucilata

MONTECASSIANO - Il dramma è avvenuto questa notte, l'uomo è un veterinario di 37 anni, Matteo Pallotto, figlio dell'ex sindaco Graziano. Lascia la moglie e una bimba di 3 anni. L'episodio sarebbe legato ad una depressione: questa mattina è uscito in pigiama e si è ucciso nell'uliveto davanti casa sua
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Matteo Pallotto

Matteo Pallotto

di Gianluca Ginella

Una vita intera davanti, una figlia da crescere, una bella casa che aveva ristrutturato, una famiglia che lo amava. Eppure Matteo Pallotto, veterinario di 37 anni (li avrebbe compiuti il 12 febbraio), questa notte è uscito di casa con indosso un pigiama, ha raggiunto l’uliveto davanti alla sua abitazione e lì si è esploso un colpo di fucile alla testa, restando ucciso. Il dramma di Matteo, papà di una bambina di soli tre anni, ha sconvolto tutta Montecassiano dove il 37enne era conosciutissimo, figlio dell’ex sindaco, Graziano Pallotto (in carica per due legislature a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta). Ed è stato proprio lui questa mattina a scoprire il corpo senza vita del figlio aggiungendo dolore al dramma. Un gesto che il giovane non ha spiegato: nessun biglietto è stato trovato e ieri sera, intorno alle 23 quando è andato a coricarsi, non pareva ci fosse nulla di strano. Il giovane viveva insieme alla moglie Sara, anche lei veterinaria, e alla figlia di 3 anni, in contrada Vissani di Montecassiano. Questa mattina quando la donna si è svegliata non ha trovato il marito. In casa non c’era, ma c’erano i vestiti. Mancavano però degli scarponi e il fucile che il veterinario usava per andare a caccia. La donna, preoccupata, ha chiamato il papà di Matteo e i carabinieri per allertare del fatto che non trovava il marito. Graziano Pallotto è arrivato subito a casa del figlio. Poi si è messo a cercarlo intorno casa. Lo ha trovato nell’uliveto, a circa 50 metri dall’abitazione. Il corpo del giovane era disteso tra due ulivi: l’uomo era in pigiama, indossava degli scarponi. Vicino a sé il fucile da caccia, usato per esplodere un colpo alla testa. Una fine drammatica e piena di domande, interrogativi infiniti per i familiari, distrutti dalla tragedia, che non riescono a dare un perché ad un simile gesto. Secondo gli accertamenti dei carabinieri, che hanno cercato ovunque un biglietto dove Matteo spiegasse i motivi del gesto, la scelta di togliersi la vita sarebbe legata ad una depressione. Sconvolta dalla notizia anche la sorella di Matteo, Marta, ricercatrice che lavora negli Stati Uniti. «Per Montecassiano questa è stata una tragedia immane, faccio fatica a trovare le parole per esprimere il dolore per quanto accaduto» ha detto il sindaco Leonardo Catena. Conosceva la famiglia, conosceva Matteo e il papà «erano benvoluti da tutti – ha aggiunto il primo cittadino –. Questa tragedia prova che viviamo in tempi difficili, non solo per ragioni economiche ma anche nella quotidianità. Tutta la città prova un dolore profondo per quanto accaduto e si stringe attorno alla famiglia».

(Servizio aggiornato alle 18)

 



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