Studenti in strada
contro il piano scuola:
“Renzi ci dà il colpo di grazia”

MACERATA - Circa 500 ragazzi hanno sfilato dal monumento ai Caduti ai giardini Diaz contro le iniquità del Patto Scuola varato dal governo. Eloquenti le scritte sugli striscioni portati in testa alla mobilitazione: "La nostra scuola non si privatizza". Anche alcuni docenti hanno preso parte al corteo: "La qualità dell'insegnamento viene sacrificata nel nome del raggiungimento degli obiettivi in un'ottica di arrivismo manageriale"
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Protesta Studenti Macerata 2014 (13)

Protesta Studenti Macerata 2014 (4)di Claudio Ricci

(foto di Lucrezia Benfatto)

Gli studenti scendono in piazza contro il patto scuola varato dal governo Renzi. In concomitanza con la manifestazione nazionale, in più di 60 piazze d’Italia, anche a Macerata la Rete degli Studenti Medi ha protestato stamattina sfilando dal monumento dei Caduti fino ai giardini Diaz con uno striscione su cui era riportato il titolo della manifestazione: “La Grande Bellezza siamo Noi”. La mobilitazione promossa sui social attraverso gli hashtag #grandebellezza e #100 si è svolta in maniera pacifica come hanno confermato gli agenti della questura che hanno scortato il corteo. Con gli studenti hanno sfilato anche alcuni docenti.

Antonio Mosca Rete Studenti Medi provinciale

Antonio Mosca Rete Studenti Medi provinciale

«Siamo circa 500 questa mattina a Macerata –  commenta Antonio Mosca, studente di Tolentino membro della Rete Studenti Medi provinciale – ma non vogliamo che la nostra iniziativa sia definita sciopero perchè è piuttosto una mobilitazione costruttiva di studenti e professori per ragionare sui contenuti di questa riforma ritenuti nocivi per il sistema scolastico nazionale». Ai Giardini Diaz, il corteo si è diviso in due gruppi. All’intern0 del parco un’assemblea ragiona su come riappropriarsi degli spazi scolastici e urbani (dei vari centri della provincia) attraverso attività formative e ricreative proposte dagli studenti per gli studenti.

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Il coordinatore regionale Rete Studenti Medi Marche Claudio Concas

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Studenti e professori si confrontano sulle criticità del Patto Scuola alla Terrazza dei Popoli

Dall’altra, nella Terrazza dei Popoli, un collettivo di studenti e docenti provenienti da tutta la regione (presente anche il coordinatore regionale Rete Studenti Medi Marche Claudio Concas) riflette sulla manovra dell’istruzione proposta da Renzi. «Ci stanno dando il colpo di grazia. Quello che non ci convince sono le modalità di finanziamento ed inserimento nelle scuole dei 150mila precari tanto promossa dal premier. Innanzitutto i 400 milioni di euro necessari vengono tagliati all’università con conseguenze che si possono immaginare. In secondo luogo le modalità di assunzione sono soggette a regole poco chiare. I precari saranno una sorta di merce di scambio all’interno di reti scolastiche che sostituiranno in qualche modo i provveditorati. A questo si aggiungono gli scatti e i conseguenti aumenti di stipendio conferiti ai docenti in base ai cosiddetti obiettivi formativi raggiunti, in una sorta di morbosa logica competitiva ed agonistica per cui i professori penseranno solo a finire, prima dei propri colleghi il piano di studi. In questo modo scompare totalmente il rapporto umano tra studente e docente trascurando completamente le peculiarità di ogni gruppo-classe».

Da qui l’attenzione si sposta su un altro dei nodi centrali della riforma scolastica: l’ingresso dei soggetti privati all’interno degli organi decisionali dei vari istituti. «Anche qui si creerà un nuovo organismo – spiega Mosca – che è alternativo al consiglio d’istituto, (quello che fino ad oggi decideva delle questioni amministrative e gestionali interne) e sarà composto da dirigente scolastico, segretario amministrativo e l’eventuale privato che deciderà di stanziare annualmente un fondo per le attività formative. In questo modo le decisioni determinanti la sorte dell’offerta didattica passeranno tutte attraverso questo nuovo organismo fortemente influenzato dalle sclete dell’imprenditore di turno che deciderà di investire nell’istituto.

Protesta studenti mc (5)

Foto dalla pagina Facebook della Rete Studenti Medi Macerata

 

 

Protesta Studenti Macerata 2014 (12)

Monica Marchiani, docente dell’infanzia all’Istituto Solari di Loreto

Il sospetto è che, in primis gli investimenti riguarderanno piuttosto che i licei, le scuole professionali dove il privato potrà garantirsi dei bacini di professionalità utili per la propria azienda, sfruttando nel frattempo la formazione erogata dall’istituto». Insomma un bel groviglio, quello del patto scuola, che a detta degli studenti andrebbe ripensato per la maggior parte degli aspetti. Ma alla voce dei ragazzi si unisce anche quella dei docenti scesi in strada per fare fronte comune contro una riforma che in primis penalizzerebbe proprio la loro professionalità. «E’ importante unificare le lotte – dice Monica Marchiani, docente dell’infanzia all’istituto Solari di Loreto membro della Rsu Flc – Oggi siamo con gli studenti e pur non facendo parte dei Cobas sono scesa in piazza anche per invitare tutte le rappresentanze ad unirsi alla manifestazione nazionale Fiom Cgil del 25 ottobre a Roma. Protestiamo perchè dai tempi della Gelmini nulla è stato ripristinato anzi le cose sono peggiorate. Con  il nuovo metodo competitivo noi siamo ricattabili e la qualità dell’insegnamento e del rapporto con gli studenti viene sacrificata nel nome del raggiungimento degli obiettivi in un’ottica di arrivismo manageriale. Nel frattempo in contratti sono bloccati e gli eventuali aumenti promessi sono solo briciole. Diciamo basta perchè così la conquista di un’educazione pubblica ed equa ottenuta dai nostri padri viene cancellata in nome delle riforme imposte al nostro governo dalla Troika».

 

 

 

 

 

 

 

Protesta Studenti Macerata 2014 (11)



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