Taglio alle pensioni d’oro, Morgoni:
“Avanti così per il futuro dell’Italia”

Il senatore maceratese del Pd: "Sostengo l'ipotesi con forza. Sono convinto che sia la strada da perseguire verso l'equità. Anche i sindacati e gli altri partiti dovrebbero supportare il provvedimento e non criticarlo per il bene del paese"
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Il senatore Pd, Mario Morgoni

Il senatore Pd, Mario Morgoni

di Claudio Ricci

Non tarda ad arrivare l’intervento del senatore del Pd, Mario Morgoni, sull’ipotesi del taglio alle cosiddette pensioni d’oro ventilato dal Governo Renzi. Al coro di scettici che abbraccia sindacati, parlamentari di Fi e Ncd e anche parte del Pd, si contrappone un’ala favorevole che vorrebbe la misura attuata per pensioni superiori ai 2000/2500 euro al mese.

Un provvedimento che il premier non ha voluto ufficializzare per non dare adito alle polemiche che già si sono levate, senatore:

“Io credo che gli stessi sindacati oggi così critici nei confronti di questa proposta dovrebbero sostenere l’ipotesi in coerenza con la propria storia di lotta ai fini di equità e giustizia. Ma come loro anche gli altri partiti compresi dovrebbero abbracciare la filosofia ch guida questo giusto provvedimento. Al momento dell’insediamento del nuovo governo parlai di questa ipotesi direttamente con Matteo Renzi – spiega Morgoni – Reputo questa misura giusta ed indispensabile, se vogliamo veramente pensare ad un futuro per il nostro paese equo e giusto. Se pensiamo che il 5% dei pensionati italiani (800 mila su 16 milioni) percepisce circa il 16 % della voce pensioni (43 miliardi su 270) allora ci rendiamo conto che il divario, acuito dalla crisi  si fa preoccupante.

Le opinioni si dividono tra chi non vorrebbe vedere intaccati ulteriormente i diritti dei  pensionati e chi invece pensa che un intervento di questo genere sia in linea con le proposte di riduzione della spesa pubblica perseguite dal governo,

“Con questo provvedimento, ispirato al principio di equità  – e quindi non di carattere economico – interverremo sulla differenza tra la pensione percepita e i contributi effettivamente versati. Un contributo di solidarietà e non una tassazione quindi che inciderà poco sul tenore di chi percepisce pensioni superiori ai 2000 euro (pensiamo in realtà a soglie anche superiori). Abbiamo già agito sui costi della politica con il cambiamento della legge del finanziamento ai partiti, abbiamo ridimensionato le province, con la riforma del titolo V della costituzione abbiamo dato un imprinting alla rivoluzione della spesa pubblica. Questo delle pensioni è un ulteriore passo decisivo verso l’equità”.

Quali gli interventi che si potrebero attuare grazie ai fondi ricavati dal provvedimento?

“Dai fondi ottenuti potremmo intervenire sulla la situazione degli esodandi (i soggetti che hanno perso il lavoro a pochi anni dalla soglia pensinabile); sulla cassa integrazione in deroga e in questo caso occorre tenere a mente le criticità dei lavoratori della nostra provincia; Potremmo aumentare anche di 100 euro le pensioni di 5 o 600 euro, incidendo in maniera importante su quei redditi. Questo solo per fare alcuni esempi ma solo così possiamo pensare ad un miglioramentro  della situazione attuale e gettare le basi per l’Italia del futuro, un paese più equo e giusto in grado di affrontare le sfide che gli si pongono davanti.



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