Symbola, il ministro Poletti:
“Il futuro non è il conflitto
sul contratto di lavoro”

TREIA - "Occorre immaginare dinamiche nuove tra le parti sociali in una logica partecipativa", questo l’augurio del ministro del lavoro intervenuto nel pomeriggio. Ha partecipato al seminario anche l'europarlamentare Simona Bonafè. Presentato il rapporto sulle nuove geografie della produzione del valore in Italia
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(In alto la galleria fotografica di Guido Picchio)

 

Il ministro Giuliano Poletti

Il ministro Giuliano Poletti

 

di Monia Orazi

Coesione sociale, valorizzazione delle eccellenze del “Made in Italy”, la persona al centro delle relazioni economiche. Sono stati questi i punti fondamentali degli interventi del ministro del lavoro Giuliano Poletti e della presidente della Camera Laura Boldrini (leggi l’articolo precedente), intervenuti oggi al seminario estivo Symbola a Treia.

“Tutto ciò che è fuori dalla porta delle nostre case riteniamo che competa allo stato ed alle istituzioni – ha esordito Poletti – abbiamo sostituito le responsabilità individuali con quelle circolari, tutto è affidato alle regole. Dobbiamo accettare l’idea che ogni persona ha la sua responsabilità, investendo fiducia nelle relazioni, mettendoci in testa che la reputazione vale più del codice civile. L’Italia è un paese non complesso, ma complicato, prima del mercato ci sono le persone, elementi costitutivi di tante comunità”. La riflessione del ministro si è poi spostate alle infrastrutture invisibili, elementi essenziali del sistema economico: “Nei sistemi sociali si costruisce la cultura e la coesione diventa la condizione che si produce nell’evoluzione dei sistemi relazionali – ha spiegato il ministro – noi veniamo dal secolo delle masse, nato con la parola ‘personal’ tipica del soggetto singolo che padroneggia le opportunità. Oggi siamo in un crinale delicatissimo, abbiamo la libertà di decidere, impera l’individualismo cinico, piuttosto occorre costruire infrastrutture sociali e culturali per incentivare la partecipazione responsabile dei cittadini, la discussione è aperta, ormai il mondo della rappresentanza, costruito sul modello del partito politico, ha finito la sua storia. C’è una grande partecipazione, queste sono le persone che ci asfalteranno, il problema è come costruire quella dimensione, lavorando sulle reti, i sistemi relazionali, nuove infrastrutture sociali e nuovi valori”.

Symbola_Treia (7)La riflessione si è poi spostata inevitabilmente sul tema del lavoro: “L’Italia è un paese spettacolare per le sue potenzialità, dobbiamo puntare sulla pluralità e la diversità, è importantissimo cogliere l’opportunità dell’Expo. Abbiamo definito milioni di partite Iva, piuttosto che inseguire la perfezione occorre costruire una realtà con una quota di ingiustizia, accettare un margine di errore, l’Italia ha bisogno di una scelta della direzione di marcia molto chiara, la partecipazione dei cittadini è un elemento costitutivo, ce ne occuperemo nel prossimo consiglio dei ministri, la pluralità è opportunità anche nel settore delle imprese”.

“La relazione tra imprese e lavoratori sinora è stata letta secondo il binomio conflitto-contratto – ha proseguito Poletti – occorre una logica partecipativa, cooperativa e di responsabilità, un contratto può avere anche duecento pagine, ma difficilmente si occupa del lavoratore come persona, questo può andare bene per un somaro attaccato alla stanga del mulino. Dobbiamo redigere contratti che guardino al futuro, incorporando capacità di sperimentazione, accettazione del rischio, cercando di misurarci con le sfide che abbiamo davanti, cercando di portare l’Italia su nuove frontiere e nuove opportunità”.

Per la Boldrini occorre coniugare rigore nella gestione dei conti, ma puntando sulla crescita sostenibile, tornando ad includere il Mezzogiorno nel dibattito pubblico. “L’Italia per riprendersi deve puntare sulla cultura, così come sulla coesione, sulla formazione, su un welfare di qualità, sull’innovazione tecnologica, sulla tutela del territorio e sulle nuove frontiere dell’agricoltura e dell’alimentazione, che è poi il grande tema di Expo 2015. Deve valorizzare le sue eccellenze”. Assente per un impegno negli Usa, dove si stanno discutendo le nuove strategie dell’agroalimentare mondiale, il ministro dell’agricoltura Maurizio Martina. E’ intervenuta a questa prima giornata anche Simona Bonafè deputata europea del Partito Democratico.

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Symbola_Treia (2)Il rapporto Symbola sulle nuove geografie della produzione del valore in Italia.

L’Italia che rinasce dalla coesione e dalla messa a sistema delle eccellenze del Belpaese che tutto il mondo ci invidia, attraverso l’alleanza tra le innovazioni tecnologiche digitali,  che contamina i settori produttivi tradizionali. È il messaggio lanciato nel corso della prima giornata di Symbola, che ha portato a Treia, nel cuore delle Marche le riflessioni formulate nel rapporto dell’associazione, presieduta da Ermete Realacci, su come far ripartire un sistema paese, che nonostante la crisi resta tra i primi al mondo.  Dal rapporto “Coesione e’ competizione -Le nuove geografie della produzione del valore in Italia”, emerge che le imprese che hanno un rapporto a doppio filo col territorio di riferimento, cioè coesive, hanno registrato nel 2013 aumenti del fatturato pari al 39 per cento, rispetto all’anno precedente, con un aumento degli occupati pari al 22 per cento, con sette punti percentuali superiori rispetto alle aziende’non coesive’. L’Italia è uno dei cinque paesi al mondo, con Cina, Germania, Giappone e Corea del Sud che presenta un surplus manifatturiero sopra i cento miliardi di dollari. Tra le performance più eclatanti l’aumento delle esportazioni legate a cultura e creatività. Si è inoltre registrato un aumento del fatturato estero del settore manifatturiero italiano, pari al 16,5 per cento contro l’11,6 per cento di quello tedesco, dall’inizio della crisi. Si sta assistendo, nonostante il crollo del fatturato interno, al reshoring, cioè il fenomeno del ritorno in patria di aziende che avevano delocalizzato la loro produzione, con un 60 per cento di rientri in Italia, rispetto al totale del dato complessivo europeo. Da questi dati parte il ciclo di interventi di questa prima giornata.

L'europarlamentare del Pd Simona Bonafè

L’europarlamentare del Pd Simona Bonafè tra Ermete Realacci e il sindaco di Treia Franco Capponi

“Quando l’Italia fa l’Italia e scommette sui suoi talenti e sulle comunità,  quando usa le nuove tecnologie per rilanciare il saper fare diffuso e le tradizioni produttive d’eccellenza,  se investe sulla qualità e la bellezza,  sulla cultura, la ricerca e la coesione sociale – ha detto Ermete Realacci, presidente della fondazione Symbola – allora ce la fa. Tanto più che, oltre alla nostra vocazione naturale alla bellezza ed alla qualità,  possiamo contare su relazioni che spontaneamente si si instaurano nei territori, tra comunità,  imprese, centri di sapere e cultura, che incrociano il contributo alla creatività sociale dei cittadini ed il ricchissimo humus del non profit contribuendo a creare un ecosistema solido e vitale,  la cui energia si riverbera su tutti gli attori, imprese comprese”. Gli fa eco il segretario generale di Symbola Fabio Renzi: “Seguendo le rotte che in questi anni la società e l’economia hanno tracciato, con il festival della soft economy, organizzato insieme al consorzio Aaster, alle università di Camerino e Macerata,  abbiamo ragionato sull’artigianato digitale delle stampanti 3D come nuova trazione anteriore della manifattura tradizionale, sulla green economy come scelta strategica in grado di valorizzare al meglio i nostri asset, il territorio, le città,  le imprese e le nuove frontiere dell’innovazione,  a partire dalle energie rinnovabili che ci possono liberare da antiche dipendenze, sulla cultura come infrastruttura competitiva del made in Italy, che incrocia qualità e innovazione,  bellezza e green economy”.

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Symbola_Treia (1)Le voci istituzionali locali

“Insieme per competere” e “Una Expo per raccontare il futuro” sono le due sessioni mattutina e pomeridiana di interventi, concluse rispettivamente dalla presidente della Camera Laura Boldrini e dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Dalla riflessione nazionale, nasce quella in chiave locale, fatta dalla stessa Boldrini che più volte nel suo discorso ricorda come la crisi abbia duramente colpito le Marche. Nel suo intervento l’assessore regionale Sara Giannini ha ricordato come la grande capacità competitiva delle Marche nasca dalla sua forte coesione territoriale, ed inoltre come si debba guardare al futuro,  rappresentato da quelle nuove generazioni che vogliono continuare a stare nel proprio territorio,  costruendo su questo azioni poltiche e progetti condivisi dai vari attori istituzionali. L’assessore regionale Pietro Marcolini è partito dal cosiddetto libro bianco di Delors, ha lanciato il quesito su quanto il rapporto Symbola riesca a fotografare della realtà concreta italiana, problematizzando lo scollamento del Sud del paese, con la necessità di fare della creatività un vettore nazionale dello sviluppo futuro. “Sono ormai tre anni che riusciamo a portare qui Symbola e ne sono orgoglioso -commenta Giuliano Bianchi, presidente della Camera di Commercio che con la Regione organizza l’evento – abbiamo bisogno di essere coesi per essere efficaci, purtroppo a volte si fa fatica a lavorare insieme su progetti condivisi”. Un bilancio positivo della giornata è stato tracciato dal sindaco di Treia Franco Capponi. “Ci auguriamo che Symbola continui a restare a Treia, si è messo in evidenza quanto all’estero siano apprezzate le eccellenze italiane ed in particolare l’agroalimentare, anche noi stiamo cercando di attuare queste poltiche nel nostro territorio.  Faremo dei bandi per favorire l’insediamento di giovani cooperative agricole, ed in quanto al reshoring è notizia di questi giorni che Chanel, che collabora con una nota azienda di Treia, incrementera’ la produzione di alta gamma fatta in queste zone”.

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In mattinata l’intervento del presidente della Camera, Laura Boldrini (leggi l’articolo).

Laura Boldrini con il sindaco Franco Capponi

Laura Boldrini con il sindaco Franco Capponi



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