Il prodigio della Beata Mattia
Si parla di nuovi miracoli

MATELICA - La traslazione del corpo venne effettuata nel '73 con uno speciale trattamento conservativo. Avrebbe eliminato sulla venerata la presenza di qualsiasi tipo di cellula
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L’articolo pubblicato da Cronaca Vera

di Monia Orazi

Il caso della Beata Mattia approda sulla stampa nazionale. Nel numero in edicola questa settimana, il settimanale Cronaca Vera dedica un ampio articolo alla vicenda che ha avuto una vasta eco. Nel testo del giornalista fermano Tommaso Vitali Rosati si ripercorrono la storia secolare della Beata, i suoi miracoli e le precedenti emissioni del cosiddetto “umore sanguigno”.

Tra gli altri miracoli, oltre a quello già noto del farmacista napoletano D’Anna ed utilizzato nell’attuale processo di canonizzazione ancora in corso, si parla di Andrea, 14enne fabrianese che la Beata avrebbe guarito dalla leucemia, oppure un miracolo del 1975 in cui un bambino affetto da paresi ad un braccio, il piccolo Nazareno, guarì dopo che i genitori pregarono la venerata clarissa.

Un nuovo dettaglio è stato raccolto su come avvenne la traslazione del corpo, rinchiuso nell’attuale teca da ormai quarant’anni. In base alle testimonianze raccolte dal giornalista, all’epoca, nel 1973, padre Antonio Riccardi effettuò sulle spoglie mortali un trattamento conservativo con una sorta di acido che avrebbe eliminato la presenza di qualsiasi tipo di cellula, rendendo così ancora più inspiegabile da parte di un corpo privo di materiale organico, la nuova ed ultima emissione di umore sanguigno che risale allo scorso 24 maggio, pur essendo iniziata in modo evidente oltre un mese prima ed accentuatasi proprio quel giorno. All’epoca, il corpo fu poi rinchiuso sottovuoto nella cosiddetta doccia in plexiglas trasparente e poi nell’urna piombata. L’ultima parte dell’articolo è dedicata ad una breve intervista al sindaco Alessandro Delpriori. Da parte delle autorità ecclesiastiche vige il massimo silenzio, il vescovo monsignor Giancarlo Vecerrica ha chiesto di far cessare ogni clamore sulla vicenda. Da quanto si è appreso di recente, la visita dello stesso vescovo e del padre provinciale Ferdinando Campana, la sera del 24 maggio, insieme ad alcuni esponenti della commissione che si occupa del processo di canonizzazione, sarebbe stata soltanto una semplice ricognizione esterna, senza nessun prelievo di materiale, in quanto l’urna è sigillata e piombata.

Le immagini della beata sanguinante (clicca sull'immagine per guardare il video))

Le immagini della beata sanguinante (clicca sull’immagine per guardare il video))

Per tanti fedeli, quanto accaduto di recente è un prodigio che sta a significare un segnale da parte della Beata. Ne è convinta anche una giovane coppia di Civitanova, Alessandro e Simona, che così raccontano la loro recente visita nella chiesetta di Matelica, dove riposa la Beata. Siamo entrati per la prima volta nella chiesa molto affollata. Inizialmente non abbiamo visto più di tanto. Solo del sangue coagulato sul piede destro. Dopo pranzo siamo voluti tornare di nuovo”, raccontano i due ragazzi. In particolare nella prima visita Simona dice di non aver notato nulla di particolare: “Mi sono inginocchiata e non ho visto nulla. Solo qualcosa di simile a del sangue raggrumato, color amaranto intenso. Si sentiva una presenza importante. Quando dopo pranzo siamo tornati di nuovo, ho visto chiaramente una goccia lungo il mignolo del piede destro, a distanza di due ore”. Il segnale del prodigio di emissione di quello che per le analisi del 1972 è “umore sanguigno” è stato anche documentato con una serie di foto dai due pellegrini. “Abbiamo suonato e siamo riusciti a parlare attraverso la grata con una delle sorelle clarisse, suor Miriam che ci ha raccontato della sua splendida esperienza di clausura di 29 anni vissuta in Africa e degli ultimi quattro anni vissuti a Matelica. Ci ha fatto venire i brividi quando ha detto che il suo primo scopo è donare la propria vita agli altri – racconta Alessandro – Più di un anno fa non lo avremo saputo spiegare, se non con un’altra manifestazione di qualcosa in cui crediamo, con un approccio di curiosità e paura. Oggi, che abbiamo riscoperto la fede diamo più valore a gesti che diventano a volte automatismi, come il segno della croce, ma che in realtà ti mettono sulla ‘frequenza di Dio’, lo vediamo come un segno”. Da fedeli i due giovani interpretano questo fenomeno come un messaggio dato dalla Beata ai devoti: “Qualcosa c’è, questo fenomeno è un segno con cui la Beata Mattia vuole comunicare qualcosa, un monito, un richiamo ai fedeli “svegliatevi e tornate alla fede”.



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