Caserma dei carabinieri, Corallini:
“Serve un Consiglio comunale urgente”

CIVITANOVA - Il consigliere di Libera si dice preoccupato per la possibile soppressione del comando dell'Arma: "Corvatta ha già perso un mese, non accampi poi scuse dicendo che non ci sono soldi"
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email
Il consigliere Giovanni Corallini

Il consigliere Giovanni Corallini

di Laura Boccanera

Un Consiglio comunale urgente per discutere della possibilità da parte del Comune di accollarsi l’affitto della caserma dei carabinieri ed evitare la chiusura (leggi l’articolo). Questo quanto chiede Giovanni Corallini della lista di centrodestra Libera: “Il sindaco avrebbe dovuto portare all’attenzione del consiglio comunale la vicenda, convocarlo prima dell’incontro col prefetto per sentire l’opinione dei consiglieri – dice Corallini – a questo punto è necessario che entro la settimana prossima sia messo all’ordine del giorno. La nostra preoccupazione è che a cose ormai fatte e decise dal Ministero il sindaco non faccia altro che alzare le spalle. Abbiamo già perso un mese, Corvatta non accampi poi le solite scuse dicendo che non ci sono soldi”. L’opposizione ha presentato una proposta con una soluzione che tamponerebbe l’eventuale spending review da parte dello Stato: “Potremmo accollarci una parte del debito o anche in toto se necessario (la caserma paga 240mila euro di affitto annui) per qualche anno dopo di che trovare una soluzione alternativa o con una permuta, ma questo silenzio è assordante, la caserma è importante e non va trattata con leggerezza. Non abbiamo più i costi per il mantenimento di tribunale e università, è solo questione di volontà”. E se il destino della caserma di via Carnia ancora non è ben definito e stabilito ufficialmente, quasi certa sarà la soppressione di quella di Civitanova Alta: “La caserma del borgo alto è fondamentale perché copre un territorio che si estende fino al nuovo centro commerciale e comprende anche il quartiere di Santa Maria Apparente – specifica Ottavio Brini – il sindaco dovrebbe andare a Roma e discuterne con il Ministro, si tratta della sicurezza di tutto il territorio, senza presidio rimarremmo stretti fra la realtà difficile di Porto Sant’Elpidio per via della prostituzione e quella di Porto Recanati”. La scorsa settimana il sindaco Corvatta ha incontrato il prefetto che ha esposto la situazione: “Ho una mia strategia ovviamente – ha riferito Corvatta – ancora però non c’è nulla di certo sulla cancellazione delle caserme, ho espresso la mia contrarietà al prefetto e ci faremo trovare pronti”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X