Mare grosso a Porto Potenza
Crolla una casa vicino alla ferrovia
“Era un disastro annunciato”

Gianfranco Gaiba era a Bologna quando ha saputo del collasso della sua abitazione in contrada Torrenova. "Hanno aspettato ad usare i fondi e questo è il risultato". Chiuso un binario della linea Adriatica
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foto(1)di Filippo Ciccarelli

«Stavo controllando la situazione dopo due giorni di mare grosso: a un certo punto si è alzato un polverone enorme, la casa era crollata. Quando la nube si è diradata, ho visto che era rimasto in piedi solo un muro». Roberto Attaccalite, titolare del camping Regina a Porto Recanati, è stato testimone diretto del collasso di un’abitazione a Porto Potenza, in contrada Torrenova. Si tratta dell’ex casello che si trova lungo la ferrovia Adriatica. L’edificio è di proprietà di un bolognese, Gianfranco Gaiba; il padre lo acquistò nel 1967 dalle Ferrovie dello Stato e successivamente è stato ristrutturato a civile abitazione. Fortunatamente non ci sono vittime, perché Gaiba utilizzava l’abitazione sei mesi l’anno, nel periodo da aprile a novembre. Più volte il proprietario aveva chiesto interventi per mettere in sicurezza la sua casa, costruita a ridosso della spiaggia e, appunto, della ferrovia. Ma oggi, intorno alle 11, il mare l’ha portata via. L’edificio è collassato ed è rimasto in piedi solo un muro nella zona ovest, alto circa 3 metri. «Ho chiamato subito i carabinieri, avvisando del pericolo, e infatti un binario è stato chiuso» dice Attaccalite «purtroppo il mare non perdona, servono interventi che ancora non sono stati fatti. A marzo ci sarà un ripascimento che è costato oltre 4 milioni di euro, ma non crediamo che possa risolvere i problemi, in passato sono stati fatti errori dall’uomo che ha modificato l’assetto della zona».

 

La casa crollata a Torrenova, località di Porto Potenza

La casa crollata a Torrenova, località di Porto Potenza

Parla di un «disastro annunciato» il proprietario della casa, Gianfranco Gaiba. «L’incuria da parte delle ferrovie, del Comune, della Regione e della Provincia ha causato tutto questo. L’allungamento del  porto di Civitanova, la realizzazione del porto canale delle Cinque Vele hanno alterato la zona idrogeologica» sostiene il proprietario. «I 4.2 milioni di euro per il ripascimento ancora non sono stati usati, li hanno mandati in gara d’appalto nel dicembre 2013, l’ultimo giorno disponibile. Hanno aspettato e poi è successo quello che è successo. Da anni chiedevo che si intervenisse per tutelare quel tratto di costa che evidentemente non interessa alla Regione – prosegue Gaiba -, che pure dovrebbe puntare sul turismo.  A Porto Potenza avevo il domicilio. Ci vivevo 6 mesi l’anno, nel 2002 ho avuto un intervento al cuore e l’aria di mare per me era terapeutica, adesso ho perso tutto. Avevo investito anche 130mila euro per farci i lavori di ristrutturazione: 8 anni fa la spiaggia era lunga 70 metri, oggi il mare si è preso la mia casa. E’ stato portato via anche un plinto messo a protezione della ferrovia, realizzato nel XIX secolo». L’abitazione era grande circa 120 metri quadri, disposti su due piani, e la proprietà comprendeva anche un terreno di 200 metri lineari. «Un paio d’anni fa sono stati distrutti due edifici a sud della mia proprietà, questa volta è toccato a me. Mi dispiace anche per tutti i gestori di attività commerciali, che conosco da cinquant’anni, che ogni anno spendono dai 20 ai 40mila euro per interventi che non servono ad altro che a tamponare. Ripeto, questo è un crollo annunciato» conclude Gaiba, che ha annunciato di aver chiesto i danni alla Regione Marche per il crollo della sua casa. Sul posto i carabinieri, oltre al personale tecnico di Rfi.

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(servizio in aggiornamento)



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