Divertimento garantito col «gioco degli equivoci»
LA RECENSIONE - A Treia di scena «Papaveri & Papere»
di Walter Cortella
La stagione del Teatro Comunale di Treia prosegue all’insegna del buonumore. Per il secondo appuntamento del cartellone, la Compagnia Papaveri & Papere di Fabriano ha messo in scena Le pillole di Ercole, una commedia molto divertente, scritta oltre cento anni fa, precisamente nel 1904, da Charles-Maurice Hennequin, in collaborazione con Paul Bilhaud. Questa pièce è un classico nel suo genere ed è considerata dalla critica uno dei capolavori dell’autore francese.Basata su equivocie scambi di persona a ripetizione, diverte lo spettatore fin dalle prime battute grazie alle tante situazioni esilaranti, spesso al limite dell’assurdo, ma sempre di buon gusto, invischiate in un intreccio assai ingegnoso. Per scelta registica la vicenda, in origine ambientata in Francia, si sposta in Italia.Nello studio medico del dr. Fronzi (Fabio Bernacconi) passano alcuni personaggi a dir poco bizzarri che mettono in moto un vorticoso tourbillon di situazioni paradossali: dall’America arriva un inferocito mr. Brackson (Oreste Aniello), che vuol vendicare ad ogni costo la moglie, sedotta anni addietro dal dr. Fronzi; l’anziano col. Cuzzocrea (Lucio Cavalieri), instancabile tombeur de femmes, sempre a caccia di belle donne; il brillante dr. Lepre (Mauro Mori), amico di Fronzi, prolifico autore di spassosi tiri mancini; la signorina Ofelia (Claudia Mengarelli), una sorta di ninfomane eternamente alla ricerca di avventure erotiche; Mimì Nardone (Maurizia Pastuglia), elegante escort di classe, pronta ad entrare nel «gioco» creato dalla fervida immaginazione di Hennequin. Il dr. Fronziè innamoratissimo della bella mogliettina Angelica (Katia Stazio), sposata da cinque anni, ma la coppia sente la mancanza di un figlio. Per colmare questa lacuna che genera profonda ansia, gli sposinidecidono di recarsi in una località termale, ufficialmente per «passare le acque», come si diceva all’epoca. La scelta cade dapprima su san Vittore di Genga (un po’ di pubblicità non guasta!), ma per una serie di intricate situazioni, l’intera vicenda si sposta a Salsomaggiore, sulle colline del parmense.Desideroso di aiutare il collega a risolvere il suo problema, il dr. Lepre gli somministra di nascosto una pozione a base di «Pillole di Ercole», un portentoso farmaco di sua invenzione.
Le pillole, nate per dare agli uomini grande vigoria amatoria (una sorta di viagra d’altri tempi), finiscono per stimolare un po’ tutti i protagonisti. In tale situazione, decisamente….eccitante, le occasioni comiche non mancano di certo. Anzi, si susseguono a raffica e in questo Hennequindimostra di essere un vero maestro. I protagonisti,dal canto loro, sono veramente bravi nel dare la giusta forza ai propri personaggi, senza mai strafare. La loro prorompente vis comica garantisce uno spettacolo decisamente divertente e garbato. Indubbiamente il ruolo principale è quello rivestito da Fabio Bernacconi, elemento dotato di spiccate qualità interpretative e sempre a suo agio sulla scena, ma i suoi compagni non sono da meno. Alcuni di essi hanno modo di mettersi maggiormente in luce, ma solo grazie al ruolo, come i già citati Aniello, Cavalieri, la Mengarelli o la Gregori, simpatica nei panni della esuberante signora Gallina. Tutti, insomma, si sono dimostrati all’altezza della situazione. La riuscita performance treiese ha portato alla ribalta una compagnia di buona caratura artistica. Con Le pillole di Ercole,spettacolo senz’altro di qualità, i bravi fabrianesi possono affrontare con grande serenità la corrente stagione teatrale.
(Le foto di scena sono di P.&P.).


