Mattatoio, Marcolini non molla:
esposto in Procura per turbativa d’asta

MACERATA - L'imprenditore, tramite il suo avvocato Antonio Renis, vuole vederci chiaro sull'iter che aveva portato all'annullamento dell'asta: «L'amministrazione ha lasciato intendere che avrebbe offerto 525mila euro e invece poi ne ha messi sul piatto 400mila»

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Il sindaco Sandro Parcaroli con l’imprenditore Ilario Marcolini

di Marco Pagliariccio

Nuova puntata per la telenovela mattatoio. A tornare in scena è l’imprenditore Ilario Marcolini, che ha presentato a nome della sua azienda Morica un esposto in Procura per turbativa d’asta, a seguito dell’aggiudicazione della struttura al Comune nell’asta dello scorso 14 maggio.

Per capire il perché l’azienda Morica, guidata appunto da Marcolini, abbia voluto mettere un faro sull’accaduto bisogna riavvolgere il nastro e tornare al 15 gennaio, quando l’impresa si era aggiudicata l’asta. A ricostruire l’accaduto l’avvocato che sta assistendo Morica, Antonio Renis. «L’azienda aveva offerto 395mila euro, una cifra di poco superiore al minimo ribasso consentito che era di circa 394mila euro, ovvero un quarto dei 525.600 euro posti come base d’asta – spiega Renis – il Comune aveva presentato istanza al giudice per annullare la gara sostenendo di non aver avuto tempo per contrarre il mutuo per partecipare e che il prezzo di aggiudicazione fosse, seppur legittimo, troppo basso per il valore del bene».

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L’assemblea organizzata da Parcaroli sul futuro del mattatoio il 12 marzo scorso

L’asta, infatti, era partita anni fa da una base di 3,4 milioni, scendendo fino a 525.600 dell’ultima seduta. «Il giudice, ordinando di ripetere la gara, voleva comprensibilmente tutelare i creditori, vista la delibera del consiglio comunale che stanziava proprio la cifra della base d’astasottolinea l’avvocato – il tenore dell’atto era proprio quello: che il Comune fosse intenzionato a partecipare all’asta spendendo tutti i soldi stanziati per la stessa con la delibera. Quindi Marcolini, pensando che l’ente avrebbe messo sul piatto quella somma, molto superiore all’offerta con la quale si era aggiudicato il mattatoio a gennaio, è stato disincentivato a partecipare all’asta di maggio. Asta alla quale, però, il Comune ha offerto “solo” 400mila euro, ovvero appena 5mila euro in più rispetto a quella precedente di Marcolini. Tutto legittimo a livello formale, ma abbiamo effettuato accesso agli atti, abbiamo studiato l’accaduto e crediamo che la Procura debba valutare se sono stati commessi reati in questa condotta da parte del Comune».

L’amarezza, per Ilario Marcolini, c’è anche nel trattamento ricevuto. «Pur essendo l’aggiudicatario dell’asta, nessuno gli ha fatto sapere nulla: gli è stato solo chiesto l’iban per la restituzione della cauzione che aveva versato», conclude Renis. E ora la palla passa alla Procura.

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