Compagnia della Rancia e Accademia di Belle Arti insieme per Ubu Re

Gli studenti dell’Accademia con Pierfrancesco Giannangeli, Paola Taddei, Riccardo Minnucci, Saverio Marconi, Carla Accoramboni, Ada Borgiani, Lucrezia Ercoli e Evio Hermas Ercoli
La Compagnia della Rancia e l’Accademia di Belle Arti di Macerata hanno presentato oggi Ubu Re nell’adattamento e traduzione di Saverio Marconi: un progetto che si proietta nel futuro, quello che lega a doppio filo Accademia e Rancia, insieme nella coproduzione del famoso e irriverente testo di Alfred Jarry. Fin dal sul esordio nel 1896, Ubu Roi, originato dal contesto teatrale simbolista e precursore del teatro dell’assurdo, si è sempre connotato come testo scomodo proprio perché capace di tratteggiare la viltà e l’insensatezza della classe borghese del tempo. Profetico il testo, profetica la scelta dell’Accademia di Belle Arti, che nel ripescare dalla storia del teatro il testo di Jarry compie una lucida disamina della situazione politica contemporanea. Il progetto, coordinato dal docente di Storia dello Spettacolo, il critico Pierfrancesco Giannangeli e dalla direttrice dell’Accademia Paola Taddei, è concretizzazione di quel passaggio fondamentale che l’Accademia sta conducendo ormai da anni: dallo studio teorico, alla realizzazione pratica di prodotti di altissimo livello: un tutto tondo artistico che va dagli allestimenti scenografici al fondamentale lavoro sul testo, sino ad arrivare alla progettazione delle video riprese dello spettacolo. “È stato un anno importante di grande fermento per l’Accademia – dice la Direttrice Paola Taddei – pieno di contenuti e con appuntamenti che ci hanno dato grande visibilità. Il progetto di Ubu Re che ci vede coinvolti è la ‘ciliegina sulla torta’ di questa serie di attività e siamo particolarmente felici della collaborazione con Compagnia della Rancia: c’è da augurarsi che questo percorso sia ancora una volta ‘energia creativa’ che si diffonde.” Continua Pierfrancesco Giannangeli: “Per l’Accademia è un’ulteriore occasione di lavorare sul versante dello spettacolo in produzioni di rilievo. Il senso di questo testo è ancora oggi validissimo: il Novecento, le vere avanguardie, iniziano nel 1896. Per un’Accademia che ha nella sua missione di occuparsi del contemporaneo un passaggio su Ubu Re era fondamentale.” Il Presidente dell’Accademia di Belle Arti Evio Hermas Ercoli, dopo la breve ma intensa presentazione di Saverio Marconi – che racconta in pochi gesti l’idea della sua lettura di Ubu Re e delle figure fondamentali dei due anonimi animatori dell’immondizia, che non vedremo mai in volto e, muovendo chi vogliono e come vogliono, rappresentano il ‘vero potere’ (“Da quello che pensate sia immondizia nascono persone, storie, soprusi, fughe e battaglie”) – conclude riassumendo le prossime tappe del progetto: “L’Accademia si trova a essere contenitore e contenuto, trasversalmente si intersecano le dinamiche culturali dalla scenografia, alle sceneggiature, la soluzioni organizzative. Se quella di venerdì 31 maggio è una presentazione, i mesi estivi vedranno la realizzazione scenica del progetto a più voci Ubu Re, che, dopo due appuntamenti nei contenitori culturali più attesi (Popsophia all’inizio di luglio e Biennale Internazionale dell’Umorismo nell’Arte di Tolentino a fine agosto) dalle Marche guarderà a tutta l’Italia per la stagione invernale, con un testo ancora oggi in grado di reinterpretare l’attualità e la politica”.