Macerata Racconta
La carica dei 7mila
Presentata la terza edizione: attesi 70 autori tra cui Galimberti, Maggiani, D'Errico, De Cataldo, Gamberale e Punzo. Aprirà Ivan Sagnet nel ricordo di Enrico Mattei. Laura Boldrini ha inviato un lungo messaggio agli organizzatori. L'assessore Monteverde: "Orgogliosi di ospitare una fiera unica nelle Marche"
di Maurizio Verdenelli
L’Atene delle Marche s’è desta. Se Macerata resta ‘granne’ lo deve ancora alla cultura: quasi insospettabilmente il capoluogo ‘ospita’ infatti dieci case editrici e sei librerie che ne fanno la ‘capitale’ marchigiana dell’editoria. Tanto da essere inserita nella rete della ‘Città del Libro’ che da Torino tesse una tela preziosa per quanto delicata considerato il calo generazionale di lettori. Una distanza da colmare, questa, tra il fruitore dell’opera letteraria e l’editore alla continua ricerca di una platea in estinzione. E ‘le distanze’ rappresentano anche il tema dell’happenning maceratese per l’arco di cinque giorni che a maggio sconvolgeranno il centro storico. Lo garantisce l’assessore alle Politiche Culturali, Stefania Monteverde, oggi presentando ‘con orgoglio’ ed entusiasmo coinvolgente (moderatamente, la materia resta di per sè elitaria e dunque ostica) due eventi che da mercoledì a domenica faranno affluire settemila persone –‘ci teniamo bassi nelle stime, visto lo scorso anno’- e un buon numero di ‘firme’ nazionali. Che si aggireranno per teatri, piazze, piazzette e strade della ‘città vecchia’ attorno alla festa del libro ‘Macerata Racconta’ (3. edizione) e alla Fiera dell’editoria ‘Marche libri’ (2. Edizione).
“Si tratta, nel complesso, di un’eccellenza che permette di offrire al territorio una vetrina della nostra produzione editoriale che vede nella provincia un vero distretto. E sarà anche una spinta per l’economia locale” dichiara la Monteverde anche attraverso un ‘siparietto’ con il sindaco Carancini nelle vesti, davvero convincenti (nessun dubbio stavolta) di un cronista televisivo ‘all’americana’ pieno di ottimismo e ‘dalla battuta pronta’. Il vero testimonial di ‘Macerata racconta’ è comunque un’altra maceratese, la presidente della Camera. Laura Boldrini ha inviato un lungo messaggio agli organizzatori, l’associazione conTESTO: “Avete scelto il tema delle ‘distanze’, che ci dividono ma che possono e devono essere colmate, gettando ponti solidi e duraturi verso gli altri, verso il diverso, verso chi è percepito come ‘altro’”. Ricordando il suo passato con le Nazioni Unite, ed affermando la necessità di solidarietà con tutti gli sfruttati, i vinti, i perseguitati e le vittime di ogni parte del pianeta, la Boldrini continua: “La citazione tratta da ‘Il barone Rampante’ di Italo Calvino, che avete scelto come motto e suggello per la vostra festa del libro, propone una ‘distanza necessaria’ per osservare bene la terra, i fenomeni e gli avvenimenti che su di essa accadono e, soprattutto, le persone che ne sono artefici e protagoniste, nel bene e nel male. E allora il primo numero da abbattere è quello dell’ignoranza, che ci rende schiavi di stereotipi, luoghi comuni e pregiudizi. So che il vostro è un evento che coinvolge molti giovani. Spronarli a riflettere sulla memoria e sull’incontro tra culture e civiltà di questo mondo sempre più globale è l’unica possibilità che abbiamo per costruire un futuro migliore, dove le persone ed i popoli imparano a conoscersi e rispettarsi”.
Ed ora un’occhiata ai numeri: se i lettori, abbiamo detto, scarseggiano, non così l’entusiasmo degli operatori che stampano e degli intellettuali che li indirizzano, come strateghi da America’s Cup, alla ricerca del vento giusto e della nuova moda che ‘possa far vendere’. A Marche libri, costola ‘economica’ della manifestazione, espongono quaranta case editrici marchigiane, mentre 40 saranno gli appuntamenti e 70 gli ospiti: speriamo che per un futuro festival operistico si prenda nota… I nomi ‘grossi’, per chi ama i libri ci sono: Maurizio Maggiani ( autore di “Beati noi”, incontro-spettacolo in anteprima nazionale, sabato alle ore 21, al teatro Lauro Rossi), Marco Missiroli, Nicola Gardini, Armando Punzo e la Compagnia della Fortezza, Umberto Galimberti, Yvan Sagnet, Telmo Pievani, Donatella Di Pietrantonio, Matilde D’Errico, Chiara Gamberale, Silvia Buzzelli, Germana Fabiano, Luca Pakarov, Glauco Giostra (un gradito ritorno per l’ex preside di Giurisprudenza a Macerata!), Paolo Albani e Giancarlo De Cataldo.
Nomi che il direttore artistico, Giorgio Pietrani, snocciola con evidente soddisfazione anche se tiene a dire che la direzione del festival è comunitaria, tanto che alla fine dimentica l’importante appuntamento con il focus dedicato, sabato alla ‘Filarmonica’, alla ‘violenza sulle donne’ con la D’Errico (“Amore criminale”) e viene così ripreso dall’avvocatessa Paola Medori (della stessa associazione ConTesto) in platea, nella sala Castiglioni della biblioteca Mozzi-Borgetti nel corso di una conferenza stampa che ha sofferto terribilmente quella concomitante e più ‘popular’ organizzata dalla Provincia alla civica enoteca sulla Raci. Ma stavolta, a difesa della cultura, si sono schierate con l’associazione presieduta da Maria Cristina Ottavianoni, tutte le istituzioni (ad eccezione della stessa Provincia): dal Comune, alla Regione, alla Camera di Commercio, dall’Accademia di Belle Arti all’Università. “Se siamo una Città del Libro –dice il sindaco- non è certo casuale. C’è da parte nostra la ferma volontà di valorizzare Macerata anche e soprattutto attraverso la cultura e questa manifestazione dedicata al libro e al libero pensiero è unica nelle Marche”. La Monteverde sottolinea: “All’inaugurazione ci sarà pure l’assessore regionale alla Cultura, Marcolini”.
“Una delle caratteristiche di questa manifestazione –dice Pietrani- è di presentare libri già da tempo in scaffale, non dunque necessariamente l’ultima opera dello scrittore famoso o anche dell’esordiente di talento. Marche libri s’inaugura venerdì alle ore 16,30 all’ex Upim, mentre nella contigua piazza Battisti ci sarà lo spazio dedicato alla letteratura dell’infanzia con il sostegno dell’associazione ‘Luna a dondolo’. In biblioteca una serie di eventi: il laboratorio curato da Le Friches, le narrazioni di Sauro Savelli La Notte dei racconti, sabato, ore 21,30, con Simone Maretti e Alessandro Pivetti. E ci sarà, inoltre, spazio anche e soprattutto per i laboratori scolastici”.
Insomma un menù speziato, variegato e sovrabbondante alla ricerca come Diogene del lettore di domani, coltivandolo, se possibile, sin dalla più tenera età. Intanto domani, giorno caro all’epos garibaldino maceratese (La vittoria di Porta San Pancrazio a Roma ‘dedicata’ dall’Eroe alla città) ‘Macerata Racconta’ apre all’arte nel nome delle distanze. Alle ore 18, in piazza della Libertà, presso la galleria Mirionima, a cura di Paolo Gobbi, espongono sul tema “Le distanze” gli studenti dell’Accademia: Candida Cristalli, Laura Della Valle, Concetta Di Giacomo, Monica Mari, Gloria Massei, Hisako Mori e Lucia Sperandio. Un’ora più tardi, presso gli Antichi Forni sarà la volta di Claudio Nalli, Giulio Perfetti, Agostino Cartuccia e Manuela Cerolini. Tema: Distanze dell’arte. E su ‘Storie d’istanti’, ancora presso gli antichi forni, contemporaneamente si cimenta il fotografo Massimiliano Palombi.
Gli Antichi Forni ospiteranno l’inaugurazione ufficiale, il 1° Maggio, con un autore emergente. Si tratta di Yvan Sagnet, 27 anni, camerunense, studente d’Ingegneria a Torino, autore di un libro-denuncia sullo sfruttamento della mano d’opera nella raccolta del pomodoro nelle campagne pugliesi, di cui lui stesso è stato vittima. La scelta di aprire con lui, nella giornata dedicata al Lavoro, non è dunque casuale. Nel suo libro “Ama il tuo sogno” ci sono alcune pagine (“Come ha fatto l’Italia a diventare così ricca?”) che il giovane del Camerun dedica ad un grande marchigiano: Enrico Mattei, l’uomo che coniugava l’io con il ‘noi’ dissolvendo nel nome della solidarietà e della speranza in un futuro migliore, tutte le distanze possibili. Sagnet è venuto in Italia affascinato dal mito e dalla figura di Mattei pensando di trovare un Paese che ne fosse all’altezza …”ma ero molto lontano dalla verità”. Mattei nasceva ad Acqualagna, il 29 aprile 1906: esattamente 107 anni fa. Un anniversario che nessuno, oggi, ha ricordato dopo le solenni celebrazioni di Matelica, nell’ottobre scorso. Poco importa, in fondo: lo farà dopodomani ricordando l’uomo ‘che ha avuto il coraggio di andare ‘contro’” e che ha dato al Paese ‘impulsi tanto fondamentali alla crescita’, questo ragazzo di 27 anni venuto dall’Africa, che ora vive sotto scorta perché anch’egli come il grande Enrico ha avuto il coraggio di ‘andare contro’.
(Foto di Lucrezia Benfatto)

Non e’ mai troppo tardi
Vista l’inesistente partecipazione delpubblico mi auguro e spero che la seconda foto sia stata scattata ad incontro finito…