E’ l’ora della rivoluzione? Non è roba da italiani
L'INTERVENTO - Boldrini, Berlusconi e la Reggia di Versailles
“Non immaginavo un’Italia così povera” Così ha detto Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati durante la visita in occasione della gravissima tragedia umana e sociale, consumatasi a Civitanova Marche (leggi l’articolo). Questa sconcertante, ma non sorprendente affermazione, se unita a quella di Berlusconi, che qualche tempo fa disse “La crisi non esiste in quanto i ristoranti sono sempre pieni” ed a quella di Mario Monti che il 6 novembre 2012 dal Laos ci fece sapere che “Non è ancora la fine della crisi, ma siamo sulla buona strada”sono molto significative e testimoniano in modo drammatico lo scollamento esistente tra la classe politica dirigente e la popolazione.
Da una parte si vive in un mondo irreale e da sogno, con privilegi assurdi, inconcepibili ed ingiustificabili e dall’altra si è in piena emergenza, per non dire di peggio. Questi tre personaggi non sono pinco pallino qualsiasi ma esponenti di primo piano di quella classe politica (Pdl-Pd-Monti) che ci ha governato negli ultimi venti anni, quella della seconda repubblica, quella per capirci che doveva risollevarci dalle macerie della prima. Oramai in Italia da tempo regna sovrana la vergogna di questa dirigenza incapace di rispondere alle più elementari esigenze della popolazione, ma solamente impegnata a mantenere privilegi inammissibili ed antistorici, che prosciugano le tasche dei cittadini e rimpinguano le loro, senza alcun pudore e rispetto, mentre la situazione economica precipita in modo esponenziale sempre di più. Questa non consapevolezza della realtà esistente ci riporta indietro ad un altro drammatico periodo storico, quello immediatamente precedente la Rivoluzione Francese.
Al tempo della Reggia di Versailles, attorno al re Luigi XIV, il “Re Sole” viveva tutta una corte in un mondo da sogno, lontana dai drammatici problemi del resto della popolazione. Questi signori credevano, come i nostri attuali, che la disponibilità della popolazione fosse illimitata e pensavano di chiedere sempre di più. Ma tirare troppo la corda può portare alla sua rottura. E’ bene ricordare che nella susseguente Rivoluzione Francese la corda troppo tirata si spezzò violentemente e con essa nella cesta cadde qualche altra cosa più importante e preziosa, portando con se un tributo altissimo di sangue. Poi finalmente venne una società migliore, più equa e più giusta, ma il prezzo pagato da tutta la società fu elevatissimo. Poteva in quel tempo ed ora una classe politica, vivendo in un mondo irreale e da sogno, lontanissima dalla realtà e con immensi privilegi, prevedere e risolvere i gravi problemi connessi con la crisi ? Mi voglio svegliare: in Italia non ci sarà mai una Rivoluzione. A noi italiani per essere contenti basta raccattare le poche briciole che questi signori della politica ci fanno cadere dai loro lauti banchetti. Ecco perchè loro continuano a giocare e la popolazione esasperata continua a fare gesti estremi.


Egr. sig. Cipolletta, non so quale incarico le è stato conferito da questa testata per scrivere un intervento cosi lucido a proposito della drammaticità della crisi, l’analisi delle origini e gli interventi da adottare.
Mi sento veramente confortato per tanta lucidità e facilità di rappresentare sentimenti veramente diffusi, perchè penso che è questo che lei vorrebbe, rappresentare, o lo sta già facendo?
Chiaro che, vista la premessa e con questo suo bel programma, vivremo tutti in un mondo migliore.
La situazione è ben peggiore di quanto riportato nell’articolo.
Primo, io non sono affatto convinto che i politici non si rendano conto della situazione…. la situazione la conoscono benissimo e ci marciano….. da anni….. e delle condizioni del popolo non gliene frega proprio nulla…….
Secondo, sebbene una rivoluzione violenta non se la auguri nessuno, io compreso, il fatto è che gli italiani NON vogliono neanche quella pacifica…….. sommando i voti di PDL, PD, Lista Monti arriviamo al 70%. Gli Italiani avevano la possibilità solo qualche giorno fa di mandarli tutti a casa….. ma li hanno RI-votati…….., quì non solo non si muovono…. ma li votano pure….. sembra una barzelletta………
Fate il confronto con la reggia di Versailles, ma si potrebbe anche pensare alla realtà contemporanea: la Romania con Ceausescu, la Libia con Gheddafi, l’Iraq con Hussein e Bin Laden.
@ jaco: il Monte dei Paschi col PD…
Domenica pomeriggio, mentre stavo riposando in attesa di scrivere una letteraccia ai parlamentari “grillini”, mi ha telefonato un amico. Pure la moglie, unico sostentamento finanziario della famiglia, aveva perso il posto e non aveva neanche, per il momento, la cassa integrazione… Mi chiedeva, questo amico, cosa doveva fare: se lasciarsi morire di inedia, se suicidarsi insieme a tutti i suoi, oppure fare una strage di politici. Non voglio dire cosa farei io al suo posto… Ma, di sicuro, non mi suiciderei. Potrei pure morire di crepacuore…
Al signor Cipolletta vorrei dire che in Italia non ci sarà mai una rivoluzione. Forse una rivolta… I sindacati sono stati chiari.
Ma una rivoluzione già è in atto e si chiama Movimento 5 Stelle. Non mi riferisco a Grillo o a quell’altro, mi riferisco ai ragazzi di Macerata, di Tolentino e di Civitanova Marche. Forse saranno un po’ rustici, ma almeno si muovono, propongono, combattono… Sulle lotte dei rivoltosi – quelli ad esempio del Biogas – si aggiungono alcuni del PD. Amici del M5S, non crediate che siano tutti come Silenzi o la Giannini. Anche là ci sono coloro che hanno un rigurgito di dignità. Anche là c’è un Fabrizio Barca. Abbiamo anche una Gabanelli che ti infilza con il coltello e te lo rigira nella piaga. Non perdiamo “la speranza nell’intima bontà dell’Uomo”, come l’aveva Anna Frank.
concordo con Cipolletta, ma dico:
1) se finiscono le briciole, gli italiani si incazzano
2) una rivoluzione, per fortuna pacifica, è stato il 30% di Grillo.