Unimc accende L.u.c.i. sul lavoro
Il 58% dei laureati occupati dopo un anno

L'ateneo maceratese primo nelle Marche e undicesimo in Italia secondo l'indagine Almalaurea. Il rettore Lacchè annuncia l'inaugurazione il prossimo ottobre del Laboratorio umanistico per la creatività e l'innovazione

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di Gabriele Censi

«Lo slogan “Umanesimo che innova” sintetizza l’obiettivo del nostro ateneo, uno studio con una prospettiva nuova, che con un mix di nuove tecnologie, lingue e valori antichi  consente anche a che si approccia alle materie umanistiche di avvicinarsi al mondo del lavoro» Il Rettore dell’Università di Macerata, Luigi Lacchè,  introduce così i risultati ottimi evidenziati dalla XV Indagine AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, che quest’anno ha coinvolto oltre 400 mila laureati di tutte e 64 le università aderenti al consorzio, tra le quali, per la prima volta, quella di Macerata. L’Università di Macerata è al primo posto in Regione per occupazione dei propri dottori a un anno dalla laurea e all’undicesimo a livello nazionale. L’indagine ha esaminato le principali caratteristiche della condizione occupazionale di 1.751 giovani laureatisi nel 2011 a un anno dall’acquisizione del titolo. Un esame tanto più affidabile, vista l’alta percentuale – 86% – di risposte. Uno strumento fondamentale per valutare l’efficacia esterna del sistema universitario e per misurare l’apprezzamento e la capacità di utilizzazione del mondo del lavoro nazionale ed estero nei confronti dei laureati.

unimc lavoro. 4La percentuale di laureati Unimc che ha dichiarato di lavorare al momento dell’intervista, dopo solo un anno dalla laurea, è pari al 58,2%. Le donne occupate, 59,1%, superano leggermente gli uomini, 54,6%. Il 15,2% è, invece, impegnato in altri corsi universitari o nel praticantato. L’Ateneo Maceratese si colloca, quindi, al di sopra di Atenei prestigiosi come Udine, Venezia Ca’ Foscari, Firenze, Ferrara, Trento, Bologna, Torino Politecnico, Trieste, Roma La Sapienza, ed  è superato, a livello nazionale, solo dalle Università di Bolzano, Roma Foro Italico, Valle d’Aosta, Verona, Insubria, Piemonte Orientale, Perugia Stranieri, Torino, Modena e Reggio Emilia, Milano Iulm.

unimc lavoro. 5«Quando studiavo io – prosegue Luigi Lacchè – non ho mai sentito la parola lavoro durante il mio percorso universitario. Oggi sono molte le opportunità di stage e tirocini che vanno ancora migliorati, noi ogni anno ne attiviamo circa 1500 e il prossimo ottobre lanceremo un nuovo progetto: il Laboratorio umanistico per la creatività e l’innovazione, una struttura che metterà a confronto gli studenti con esperienze esterne, nel segno della contaminazione tra settori e discipline diverse e avrà come obiettivo stimolare l’autoimprenditorialità»

I laureati di Unimc conseguono il titolo di studio mediamente in 4,2 anni e dopo neanche quattro mesi (3,9) trovano un primo lavoro. Per il 27,1% si tratta di un lavoro stabile – autonomo effettivo o a tempo indeterminato; per il 43,9% di tipologie indicate nell’indagine come “non standard”, come il contratto a tempo determinato o il lavoro interinale. Ma dove lavorano i laureati di Macerata? Poco più della metà, 54,6%, nel settore privato, il 37,7% in quello pubblico e il restante nel non profit. Il ramo di impiego è, prevalentemente, quello di istruzione e ricerca, 35,3%, seguito dal commercio, 15,35%, e altri servizi in genere, 18%. Il 32,6% ha notato un miglioramento nel proprio lavoro grazie alla laurea, contro la media nazionale del 29,5%, soprattutto per quanto riguarda le competenze professionali, 56,7%. Oltre il 72% ritiene che la laurea sia stata efficace nell’ambito lavorativo e dichiarano una soddisfazione per il lavoro svolto do 7,4 in una scala da uno a dieci, superiore alla media nazionale di 6,9.

unimc lavoro. 2Buone performance si rilevano anche a livello delle singole Facoltà, convertite in Dipartimenti quest’anno. Tra le punte di eccellenza, in particolare, si segnalano: Scienze della Formazione con il 78,2%, quasi 14 punti percentuali al di sopra di una media nazionale del 64,3% e tra le più alte del centro-sud; Beni culturali, con ben il 76,9% di occupati a fronte di una media nazionale, per la stessa tipologia di Facoltà, del 43,7%. Seguono a ruota Scienze politiche con il 61,9% contro una media del 49,4%; Economia, che si piazza al primo posto in Regione con il 55,4%, contro una media del 43,9 per cento. Al di sopra della media anche Lettere e filosofia, con il 47,3%, prima nelle Marche anche in questo caso. Seguono Scienze della comunicazione, con il 44%, e Giurisprudenza, con il 36,4% di occupati, ai quali, però, sono sottratti chi è impegnato nel praticantato, 30,5%.


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