I 70 anni di monsignor Francesco Brugnaro

Dal 2007 guida l’arcidiocesi di Camerino-San Severino. Come di recente ipotizzato, potrebbe diventare vescovo unico di una nuova diocesi risultante dall'aggregazione con Macerata dopo il trasferimento a Milano di Monsignor Giuliodori
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L’arcivescovo Brugnaro

 

di Monia Orazi

Settanta candeline oggi, sulla torta di compleanno dell’arcivescovo di Camerino, nato a San Donà di Piave il 16 marzo del 1943. E’ dal 28 ottobre del 2007 che l’arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche è guidata da quello che si può definire un vescovo “contro-corrente”, il veneto monsignor Francesco Giovanni Brugnaro, che sin da subito con la sua personalità e le esperienze accumulate durante il percorso sacerdotale (iniziato nel 1982) si è posto in modo del tutto diverso come guida diocesana, rispetto al mandato “mite” dei suoi predecessori, il vescovo Angelo Fagiani, per molto tempo piegato dalla malattia ed in seguito l’amministratore apostolico, monsignor Giancarlo Vecerrica, attuale vescovo di Fabriano. Dopo molti anni l’arrivo di una guida decisa e di grande esperienza si è fatto sentire sui fedeli. Monsignor Brugnaro, docente universitario in filosofia, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione Mondiale del Turismo, assessore ai beni culturali per cinque anni nel comune di Padova, ha da subito improntato il suo apostolato sulle due parole chiave di pastorale e riorganizzazione.
Attuando insieme ai suoi collaboratori un’analisi relativa al clero ed alla distribuzione delle parrocchie, ha sin da subito iniziato una serie di nomine e di trasferimenti di parroci, che in alcuni casi sono stati oggetto di dissenso da parte delle popolazioni interessate. Anche gli organismi di governo dell’arcidiocesi sono stati completamente rivisitati, con nuove nomine e l’innesto di collaboratori laici nei settori strategici, come quello dei beni culturali e dell’amministrazione degli organi di informazione diocesana, il completamento dell’organigramma degli organismi diocesani e delle vicarie, in cui figurano laici competenti nei settori di riferimento. Brugnaro ha dato un forte impulso all’informazione, facendo approntare una profonda revisione volta all’accessibilità del sito dell’arcidiocesi, costantemente aggiornato e promuovendo una sinergia tra la radio ed settimanale diocesano, in cui figura ogni settimana una rubrica a sua firma, “La buona notizia”, che evidenzia sempre gli aspetti del messaggio delle sacre scritture, relativi al periodo liturgico in corso.

Monsignor Brugnaro con Papa Benedetto XVI

Monsignor Brugnaro con Papa Benedetto XVI

Nel corso delle principali festività religiose, il vescovo è solito inviare anche lettere pastorali, per meglio comunicare ai fedeli il suo pensiero, è stato presente numerose volte tra la gente, per le ricorrenze principali delle varie comunità, è sceso in festa accanto ai giovani per trasmettere loro un messaggio di speranza, rinnovamento e perseguimento della realizzazione personale secondo i valori di riferimento della fede, che da sempre segnano una costante nelle sue omelie. A Camerino è intervenuto ogni anno alla rievocazione storica della Corsa alla Spada, a Castelraimondo è stato il primo entusiasta ammiratore della tradizionale Infiorata, è riuscito ad instaurare un’amicizia speciale con l’istituto tecnico di Fabriano, durante un incontro in cui ha apprezzato la realizzazione della carta a mano, contribuendo a far realizzare una filigrana in onore di Santa Camilla Varano, di cui ha seguito la fase finale del percorso di canonizzazione. Nel suo pensiero, le occasioni di festa e di celebrazione del lavoro e delle eccellenze culturali artistiche ed umane, sono da sempre l’espressione della gioia e benevolenza divina. Un impegno quasi nascosto e dimesso, è quello di cappellano del carcere di Camerino, il presule ha denunciato più volte pubblicamente le condizioni di vita dietro le sbarre, è intervenuto in assemblee pubbliche a difesa delle istituzioni locali, quali l’università ed il tribunale. Un tema molto caro all’arcivescovo è da sempre la formazione dei giovani. Ogni suo intervento pubblico, tocca sempre su più fronti questo argomento, insistendo sull’importanza che hanno le varie agenzie educative (scuola, famiglia, associazioni sportive e culturali, istituzioni pubbliche) nella formazione complessiva della personalità. Da circa tre anni il tempio di San Venanzetto, in pieno centro, è la chiesa degli studenti universitari, per sua volontà. Nel collegio universitario Bongiovanni, gestito dalla curia, l’arcivescovo ha promosso la realizzazione di eventi culturali, quali il cineforum. L’altro “pallino” di monsignor Brugnaro, la cultura, ha provocato una serie di iniziative incisive, nel settore della valorizzazione dei beni culturali diocesani. Si è occupato del recupero di diverse chiese, ha posto al centro di una serie di eventi il castello di Lanciano a Castelraimondo, con il convegno “Turismo e biodiversità”, che nel 2010 vide protagonista l’allora ministro del turismo Maria Vittoria Brambilla. Sono state allestite sotto il suo impulso, come residenze di turismo religioso l’eremo del beato Rizzerio a Muccia ed un altro stabile, sono state organizzate alcune mostre, tra cui quella dei disegni seicenteschi della collezione Carsidoni ed un’altra dal titolo “L’arcidiocesi svela le carte”, ed il prestito di opere d’arte in occasione di mostre organizzate da altri, come quella recente sul barocco a San Severino Marche. Brugnaro è di certo un presule poliedrico, dalla vastissima cultura, che vanta una serie di relazioni importanti con la curia romana, tanto che in occasione della nomina del patriarca di Venezia, era circolato anche il suo nome. La sua azione pastorale è stata guidata anche da una visione politica complessiva, non intesa nel senso di appartenenza ideale ad una formazione, ma nel perseguimento degli interessi dell’uomo, secondo l’ispirazione dei principi della fede. Così ha parlato ad un gruppo di giovani, durante una serata di approfondimento della scuola europea di cultura politica, monsignor Brugnaro: “Nel tracciare l’attività dei cattolici in politica, il presule ha spiegato come i presupposti per l’attività politica, siano di considerarla “un pensiero positivo, mai contro, aver un sentimento profondamente etico, comunicare e basarsi sulla gratuità. Bisogna  avere il coraggio di osare ed applicare al presente ed al futuro, la capacità di cambiare. I cattolici in politica dovrebbero fare come i migranti, traghettare da parte a parte, ispirandosi ai valori comuni”.

Per il futuro non è dato sapere, se lo vedrà ancora reggere l’arcidiocesi camerte, oppure divenire, come di recente ipotizzato, vescovo unico di una nuova diocesi risultante dall’aggregazione con Macerata (LEGGI L’ARTICOLO). Periodicamente si rinnovano voci sulla sua partenza, per destinazione ad incarichi più elevati. Nel frattempo oggi è la sua festa, con gli auguri dei suoi più stretti collaboratori e del clero, ai quali si uniscono anche quelli dei fedeli.



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