Musicultura, vince Claudio Covato
e il pubblico si scatena con Alan Sorrenti:
allo Sferisterio sono tutti figli delle stelle
FESTIVAL - Applauditissima la performance de Le Vibrazioni, con "Dedicato a te" e "Vieni da me". Il vincitore assoluto si porta a casa anche il premio della critica "Piero Cesanelli". Tra gli ospiti Alberto Fortis, Santamarea e Riccardo Rossi, con il suo apprezzato monologo sul rapporto tra infanzia e musica

Claudio Covato, vincitore assoluto
di Leonardo Giorgi (foto Massimo Zanconi)
Trionfa la Sicilia di Claudio Covato: va al cantautore siracusano dalla voce calda come il sole di Ortigia e dalla carica folk il premio Banca Macerata di 20mila euro. Le sue prime parole? «Beh, innanzitutto, io 20mila euro non li ho visti mai, quindi finché non li vedo qui, non ci credo». Il ragazzo scherza, ma la commozione c’è, mentre il presidente della banca main sponsor della manifestazione, Ferdinando Cavallini, consegna nelle sue mani la targa della vittoria e l’assegno taglia xl. A Covato anche il premio della critica “Piero Cesanelli”, oltre al premio Frasassi già consegnato ieri. Applausi anche per la conduzione di Carolina Di Domenico e Fabrizio Biggio, che confermano la simpatia e la naturalezza già dimostrate nella scorsa edizione.

Musicultura saluta la 37esima edizione con una serata che, nonostante il forfait di Tosca per un virus intestinale (leggi l’articolo), ha regalato emozioni, soprattutto grazie alle esibizioni ballate e applaudite di Alan Sorrenti e Le Vibrazioni. Figli delle stelle, in particolare, ha acceso lo Sferisterio come poche altre canzoni sono riuscite a fare, in questi due giorni.

Alan Sorrenti
La serata – La scaletta degli 8 finalisti, ossia i vincitori delle precedenti fasi di selezione, rimane invariata rispetto alla serata precedente. Inizia la cantautrice leccese Dduma, ancora più sicura di sè con il suo canto ribelle Fimmine De Guerra, che parla anche e soprattutto della guerra quotidiana di ogni donna, dell’atteggiamento combattivo necessario per poter andare avanti nella vita. La seconda voce canta sulla ballata di pace e apocalisse Se non dovessi più tornare, scritta e interpretata dalla brillante Giulia Trovò di Treviso.

Dduma
Torna la cassa dritta nervosa e ribelle di Rosita Brucoli, di Milano e originaria della provincia profonda di Bari. Il pezzo Agente! offre un testo molto personale, che racconta l’elaborazione del lutto del padre e il legame che esiste tra le proprie radici, anche buie, e l’esistenza che si sceglie di vivere. Fresco di vincita del premio Grotte Frasassi (e i premi in serata non finiranno), arriva sul palco la presenza scenica e il canto dal sapore millenario, di sole, corde, mare e Sicilia di Claudio Covato, con Chiddu ca ma resta. «È cambiato tutto dopo la nascita di mio figlio. Se si può star svegli per settimane, forse si può anche pubblicare belle canzoni».

Fabrizio Biggio e Carolina Di Domenico
La gara chiama la pausa, arrivano Le Vibrazioni e due inni generazionali che fa cantare tutto, tutto lo Sferisterio: Dedicato a te (canzone che ha dolcemente perseguitato tutte le Giulie dai primi anni Duemila in poi) e Vieni da me. I ragazzi suonano e suonano bene. L’arena si accende e le “piccole paure” dell’ultima canzone sono anche quelle dei prossimi finalisti in gara, emozionatissimi, eppure lucidi, capaci di portare a casa esibizioni ancora più centrate rispetto a quelle della serata di venerdì.

Santamarea
Prima, però, le prime parole a Musicultura della seconda-volta-sindaco Sandro Parcaroli, che scherza con Biggio. «Sindaco, ma la giunta ancora non l’ha fatta?» «Adesso la facciamo dai». Tocca ai saluti del rettore di Unimc, John McCourt, e poi la gara può ufficialmente riprendere.

Rosita Brucoli
Il folk festoso e incandescente di Isabella Privitera eleva un testo già impegnato e per niente banale come quello di Eya, che prorompe in un mambo finale che ricorda il Capossela di una volta. Spazio poi a un premio, con la targa “La casa in riva del mare” a Dduma, assegnato da un gruppo di detenuti dell’istituto penitenziario di Ancona, grazie al progetto portato avanti dall’avvocato Giancarlo Giulianelli, garante regionale dei diritti alla persona. Sesta cantante in gara, la magia di Mezzanera – Bologna – con la sua voce struggente e le atmosfere epiche di Piume, canzone fatta di forza e fragilità.

Isabella Privitera
È il momento di un grande personaggio, profondo conoscitore di cantautori e dischi: Riccardo Rossi, forte anche della sua recente trasmissione su Rai Uno “I vinili di”. Prima di iniziare il suo monologo sul suo rapporto con la musica fin dall’infanzia, non resiste alla bellezza dello Sferisterio e fa una foto al pubblico. «Voi avete di fronte l’unica persona al mondo che non ha mai giocato a pallone, mai. Mia madre – spiega Rossi mostrando una foto di lui giovanissimo, felice, davanti al manifesto di un’opera sinfonica di Vienna – era terrorizzata che mi potesse succedermi qualcosa, un soffio al cuore o cose del genere. Neanche allo stadio mi mancava, manco il Subbuteo, manco le figurine di Calciatori. Il primo viaggio all’estero della mia vita dove potevo farlo? A Vienna, ad ascoltare la lirica. Sono finito sulla copertina dell’album tratto da uno di quei concerti».

Riccardo Rossi
Ci si avvia verso la fine della gara e torna il rap gotico e thriller dei Narratore Urbano di Torino, con il pezzo dal titolo più memorabile dell’edizione: Il mio coinquilino vuole uccidermi. Quella che sembra una storia di vicini di casa o amici e famigliari particolarmente violenti e fastidiosi, è in realtà una metafora molto chiara, certificata dalle parole sul palco del cantante Alekos a fine esibizione: «Palestina libera». Chiude il cantautore e attore Giovanni Toscano, una delle voci più particolari di questa edizione, che canta il fantomatico amore legato alla ragazza del titolo: Eva.

Alberto Fortis
Intervallo, il pubblico vota e poi si ricomincia con il rush finale di grandi ospiti e premi. Lo show riparte con Alberto Fortis, autore dell’album del 1979 che porta il suo nome e che la rivista Rolling Stone – giustamente – annovera tra i 100 più belli di sempre della musica italiana. Appena Fortis inizia a cantare e suonare il piano è facile capirne il motivo: Vincenzo io ti ammazzerò, sei troppo stupido per vivere…

Giulia Trovò
Tornano sul palco anche i Santamarea, dopo la vittoria del 2023, con il loro sound etnico e punteggiato, mentre il conteggio dei voti del pubblico va avanti.

Narratore Urbano
È il momento dei primi verdetti. L’importante premio della critica intitolato a “Piero Cesanelli” viene consegnato al siciliano Claudio Covato. Si passa infine all’ultimo atteso ospite, il mitico e mitologico Alan Sorrenti che porta due pezzi-mondo della musica italiana: Figli delle stelle (con uno dei riff di chitarra più celebri del pop) e L’unica donna per me. È una grande, grande chiusura per questa edizione di Musicultura.

Giovanni Toscano
C’è però una gara da portare a termine. Il verdetto finale è dolce per Covato, che ha già fatto incetta di premi. È lui a raggiungere i grandi dell’albo d’oro di Musicultura.

Mezzanera
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