La politica litigiosa
pensa solo ad autoconservarsi

MACERATA E LE SUE CONTRADDIZIONI - Un invito ad abbandonare clientelismo e compromessi in nome del bene collettivo
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Giuliano Meschini, consigliere comunale dell'Idv

Giuliano Meschini, consigliere comunale dell’Idv

Da Giuliano Meschini, consigliere comunale dell’Idv, riceviamo un’analisi molto interessante sulla situazione politica della città di Macerata. Un intervento che ci sembra giusto valorizzare. 

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di Giuliano Meschini

«Stiamo vivendo un momento storico cruciale: la crisi epocale ci interroga su quale futuro è possibile. Restare fermi o peggio guardare ad un ritorno al passato significa lasciarsi travolgere verso un declino senza futuro. La nostra città vive incatenata ad un passato in cui ha governato la politica del clientelismo e del compromesso: in cui ognuno ha pensato per sé, trascurando l’interesse generale. Anche i cittadini si sono lasciati prendere da questo andazzo, criticando verbalmente ma praticamente adattandosi a questa situazione.
La lottizzazione ed il clientelismo ha invaso sia il pubblico che il privato vincolandosi ognuno ad un ruolo di subalternità ed inefficientismo.
Il letargo delle associazioni insieme alle amministrazioni pubbliche hanno fatto accumulare un ritardo di sviluppo che si ripercuote fortemente sull’economia ed il lavoro, ma soprattutto sulla cultura legata ad un territorio di cui Macerata dovrebbe avere un ruolo di sintesi. Non si può escludere la gerarchia della chiesa locale nella responsabilità sociale nel suo specifico ruolo etico e morale. Spesso le associazioni cattoliche sono diventate vere e proprie agenzie politiche.
Non c’è rinnovamento nelle persone e nelle associazioni, nello sviluppo delle tecnologie digitali, fondamentali ad una competitività socio economica, e nella politica diventata solo autoreferenziale che si è frantumata in mille rivoli di interessi privati: si sta celebrando il funerale per una democrazia partecipata per il vero bene comune.
La solidarietà è diventata solo una parola vuota di cui tutti si riempiono la bocca.
E di fronte ad un malessere crescente che la crisi acuisce aumenta la protesta senza uno sbocco politico di idee e proposte.
I mestieranti della politica si auto conservano anche attraverso dei burattini da mettere in scena che di fatto è solo cambiamento di facciata. Non c’è autocritica da parte di nessuno.
Il cambiamento di casacca nella politica è diventato simile al gioco del calcio, per ricominciare un nuovo campionato, con ingaggi in cui lo sport conta sempre meno.
Lo stucchevole messaggio di fine anno del sindaco (leggi l’articolo) trova il riscontro degli altrettanti stucchevoli commenti delle forze politiche, e di speranza ce n’è veramente poca. Di dialogo politico tutti ne parlano ma nessuno lo pratica seriamente.
Penso che con questo andazzo la crisi ci travolgerà tutti ed ognuno pianga se stesso. Ma il tempo non si ferma ed un futuro migliore ci sarà, passando attraverso le fiamme dell’inferno. La storia ce lo insegna.
Per chi veramente fraternizzerà con altri in forme di vera solidarietà, il passaggio sarà meno cruento, lo diceva anche Giacomo Leopardi sullo “Zibaldone”: “La sofferenza si può vincere soltanto con la solidarietà”. È un auspicio ed un invito alla politica maceratese per questo nuovo anno, seguire Cristo fattosi uomo per aiutarci a vincere il male con la legge dell’Amore che è vera condivisione (chi ha due tuniche ne dia una a chi non ne ha e chi ha da mangiare ne dia anche chi non ne ha, così chi ha lavoro lo condivida con chi non ne ha). Questa è vera politica. Sono le opere che ci fa veri cristiani e questo vale per tutti (Chiesa in primis)».



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