Applaudito concerto del Quartetto “Prometeo”

RECENSIONI - La Stagione Concertistica chiude l’anno al Lauro Rossi

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Il Quartetto «Prometeo»

di Walter Cortella

La Stagione Concertistica, curata dall’Associazione musicale «Appassionata» e patrocinata dall’Ordine degli Architetti di Macerata, ha tenuto il suo ultimo concerto del 2012 al teatro Lauro Rossi, alla presenza di un pubblico numeroso. Dopo il saluto di Lorella Bonotti e dell’architetto Enzo Fusari, è iniziata l’esibizione del Quartetto Prometeo, formazione composta da Giulio Rovighi (violino), Aldo Campagnari (violino), Massimo Piva (viola) e Francesco Dillon (violoncello). Per l’occasione, i giovani musicisti, provenienti da quattro diverse città italiane e da varie esperienze artistiche, hanno proposto un repertorio scelto con grande cura. Accanto a due autori romantici dell’800 come Antonín Dvořák e Robert Schumann è stato inserito un contemporaneo, Stefano Scodanibbio, contrabbassista e compositore maceratese, prematuramente scomparso quasi un anno fa in Messico.

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Lorella Bonotti e l’arch.Enzo Fusari

Del musicista boemo è stato eseguito il Quartetto op.34 in re min., un brano di musica da camera composto nel 1877, in un momento particolarmente cupo della sua vita in seguito alla morte di due figli. L’opera, articolata in quattro movimenti e pervasa da un’atmosfera particolarmente malinconica, fu dall’autore dedicata a Johannes Brahms. Per quanto concerne Schumann, i musicisti del «Prometeo» hanno scelto il Quartetto n.3op.41 in la magg. che il compositore tedesco volle dedicare all’amico Felix Mendelssohn-Bartholdy. Tra questi due «giganti della musica» il pubblico ha potuto apprezzare tre reinvenzioni di Stefano Scodanibbio: Contrapunctus da Johann Sebastian Bach; l’Andante dall’op.13, libro 3 del chitarrista e compositore spagnolo  Dioniso Aguado e Sandunga, un brano tratto dal folk messicano. In esse Scodanibbio si appropria della musica di autori del passato e la riscrive utilizzando il proprio linguaggio e colorandola con la propria personalità. Il risultato dell’operazione è decisamente positivo: la musica così “travestita” incontra il gusto del pubblico contemporaneo. Il Quartetto Prometeo, composto da elementi di prim’ordine, si colloca in posizione di prestigio nel panorama musicale italiano. La sua carriera è lunga e brillante e il suo palmares è veramente ricco. Si sono esibiti un po’ dovunque, da Amsterdam a Praga, da Bordeaux a Berlino, da Belfast a Parigi, passando per Roma, Milano, Napoli, Taormina ed altre località. L’ultimo premio è di quest’anno: il Leone d’argento alla Biennale di Venezia. Il concerto è stato molto apprezzato dal pubblico che ha sottolineato con calorosi applausi la loro esecuzione, al termine della quale ha richiesto l’immancabile bis, una originale trascrizione per archi di un brano per clavicembalo di Scarlatti, ad opera di Salvatore Sciarrino.

(Foto Studio Tabocchini)

Saluto-finale


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