Saccheggi e devastazione
Ecco lo scandalo dell’Hotel Marche

TOLENTINO - Viaggio nei nove piani della struttura di proprietà della Regione ormai abbandonata a se stessa da oltre 4 anni
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hotel-marche-46-300x200di Roberto Scorcella

Dell’Hotel Marche, oggi, restano praticamente solo i muri. Solo loro hanno resistito a anni di devastazioni e saccheggi che hanno ridotto quella che è a tutti gli effetti una struttura pubblica a una grottesca scatola vuota. Da mesi, ormai, malviventi di ogni tipo hanno fatto dell’Hotel Marche il loro fornitore di fiducia, saccheggiando ogni tipo di suppellettile possibile. E ce n’erano veramente tante, visto che non è un’esagerazione stimare la merce trafugata in qualche milione di euro. Questa situazione era stata più volte segnalata nel corso del tempo, ma non passa giorno che non venga a mancare qualcosa, anche se ormai da rubare e da distruggere  c’è davvero poco. Abbiamo approfittato di un sopralluogo autorizzato al Movimento Cinque Stelle di Tolentino per mettere piede in quello che è stato un fiore all’occhiello per Tolentino e non solo.

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Entrare nella struttura è un colpo al cuore: quello che ci si trova davanti è quasi incredibile. L’obiettivo principale dei malviventi è stato il rame. Per rubarlo sono stati aperti e divelti tutti i controsoffitti. Decine e decine di bagni sono un cumulo di cocci rotti: per rubare i rubinetti sono stati spaccati tutti i sanitari e recentemente qualcuno ha pensato bene di portarsi via anche tutte le vasche da bagno. Un lavoro difficile da fare di notte e bisognoso di una adeguata attrezzatura, ma nessuno ha visto o sentito niente. Anche tutti i termosifoni in ghisa sono spariti, così come addirittura sono state rubate le porte degli ascensori. Le strisce nere che si vedono nelle foto sono state provocate dal liquido contenuto nei termosifoni, caduto mentre venivano trascinati via. Quasi superfluo, poi, pensare di trovare ancora le scrivanie, se solo si riesce ad immaginare che hanno rubato anche i corrimano delle scale antincendio. Qualcuno si domanderà a chi potrà servire il motore dell’ascensore, ma anche quello non c’è più. Scendendo nella sala caldaie, ci troviamo di fronte a tre macchinari, uno dei quali praticamente nuovo essendo stato acquistato nel 2006. Anche la lavanderia non è certamente una sezione vetusta, dato che c’è una lavatrice assolutamente nuova e una più piccola di classe energetica A.

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Non c’è più neanche una porta tagliafuoco, mentre è stata fatta incetta dei connettori per la rete e degli interruttori dei quadri elettrici. Giova ricordare che tra il 1998 e il 2002 la Regione Marche, proprietaria della struttura, fece svolgere lavori di adeguamento per oltre un milione di euro. Quindi, è lecito immaginare che fosse stato messo tutto a norma. L’Hotel Marche, poi, al primo piano ha ospitato il Centro per l’Impiego fino al 2008. Malgrado l’apparente stato di devastazione, la struttura appare ancora solida e ben messa, a parte qualche inevitabile segno del tempo facilmente riparabile. Insomma, in qualche modo e senza svenarsi economicamente, l’Hotel Marche potrebbe essere rimesso a posto ed essere funzionale. Eppure, da più parti si sente parlare di “demolizione”. Restano alcune domande che meritano risposte concrete. Innanzitutto: a chi spettava il controllo dell’Hotel Marche? Chi doveva fare in modo che non avvenisse questa devastazione e che non venisse spogliato di quanto conteneva? Un responsabile ci dovrà pur essere, se solo si pensa che la struttura è stata abbandonata lasciando le chiavi di tutte le stanze in bella vista attaccate al muro. Non sarebbe stato più economico pagare un custode o, al limite, piazzare due telecamere di sorveglianza, piuttosto che vedere sfumare milioni di euro dei contribuenti in questo modo?

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E sul recupero della struttura, si esprime proprio il movimento a Cinque Stelle Tolentino. “In relazione alla recente delibera riguardante la concessione di 4 ettari situati in zona S. Lucia al fine di permettere alla Fondazione Carima di realizzare una “residenza protetta”, il MoVimento 5 Stelle Tolentino sente il dovere di esprimere alcune perplessità. Nella piena consapevolezza che la possibilità di realizzare di tale opera sia un’opportunità da non perdere, in quanto rispondente alle esigenze del territorio e indubbia fonte di posti di lavoro, sembra discutibile la scelta di soprassedere sulle possibili alternative per passare direttamente a un’ulteriore cementificazione delle nostre colline. Ricordiamo che si parla di almeno 4.000 m/q di struttura. La Fondazione si era resa disponibile anche a ristrutturare realtà già esistenti e il piano precedente, sviluppato nel 2010 dalla giunta Ruffini, prevedeva la costruzione ex-novo solo come opzione secondaria, individuando nel recupero dell’Hotel Marche la via maestra (con tanto di progetto approntato dall’Area Tecnica del Comune).  Ora si decide, invece, addirittura con delibera d’urgenza, che il recupero non è più conveniente. Su quali basi? L’edificio (che non più tardi del 2002 è stato oggetto di lavori di ristrutturazione e messa a norma per una cifra superiore al milione di euro), pur depredato, non presenta problemi statici insormontabili, come si evince dalla DG 350/2010. Eppure si sente parlare anche di demolizione.

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A spese dei cittadini ovviamente. Ma se l’intenzione è veramente demolire, è necessario sfruttare altro terreno? E se invece la Regione vuole vendere (ma sono anni che ci prova inutilmente ribassando le basi d’asta) siamo sicuri che non si possa raggiungere un accordo soddisfacente? Prima di erodere altro terreno e di trovarsi con una efficientissima e nuovissima struttura affiancata da un mostro inutilizzato e destinato al degrado totale, non è più conveniente vagliare ogni ipotesi? Lanciamo una provocazione: visto che si rincorrono le voci di una dismissione quasi totale dell’ospedale, non sarebbe il caso di valutarne l’utilizzo a questo scopo? Oppure magari demoliremo anche quello per lasciar posto a qualche bel palazzone?”

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