Maceratiamo denuncia la trasversalità
della politica del mattone

L'associazione concentra l'attenzione su diversi episodi legati all'urbanistica ("Scelte che l'opposizione ha condiviso e sostenuto") e chiama in causa l'ex assessore e attuale consigliere del Pd Mauro Compagnucci e il consigliere del Pdl Claudio Carbonari
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P1010003-300x225La lista Maceratiamo, costituitasi in associazione dopo le ultime elezioni comunali a cui aveva partecipato sostenendo la candidatura a sindaco di Paolo Ranzuglia, interviene sul dibattito politico al centro del quale vi è sempre l’urbanistica:

“La politica urbanistica maceratese di questi ultimi anni – scrive l’Associazione Macertaimo – sta mostrando i suoi effetti e, soprattutto, i suoi lati nascosti. È un mosaico non ancora completo, ma qualche tessera è oramai al posto giusto, e questo ci permette di fare alcune valutazioni di carattere generale.

Solo per rimanere ai fatti più recenti, gli articoli di Giuseppe Bommarito usciti negli ultimi mesi su CM ci hanno mostrato due vicende in cui la cattiva gestione (chiamiamola così) della cosa pubblica è plateale: la Cittadella dello Sport in cui l’amministrazione comunale si impegnò nell’acquisto di un terreno per la realizzazione di attrezzature sportive a prezzi fuori mercato, e la vendita del terreno di proprietà IRCR (quindi comunale) ad una cifra che con il tempo e per vari motivi si è sempre più ridotta, per arrivare ad un livello perlomeno incongruo.

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Mauro Compagnucci

Un’altra tessera del mosaico è quella relativa alla nuova realizzazione in corso in via dei Velini  (nella foto in alto), realizzazione fatta su una proprietà comunale a carico della STU (Società di Trasformazione Urbana) “Nuova Via Trento”, una società mista al cui interno sono presenti diversi privati insieme al comune di Macerata. La STU, strumento istituito dalla legge 15 maggio 1997, n. 127, ora art. 120 del Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali finalizzato alla riqualificazione urbana con il coinvolgimento di capitali privati, è stata costituita dalla precedente amministrazione comunale, le cui attività nel campo dell’urbanistica, come noto, ruotavano intorno all’assessore Mauro Compagnucci.

Oggi, il progettista dell’intervento di demolizione dell’edificio esistente, propedeutico alla realizzazione del nuovo edificio (e di una strada che unirà via Ghino Valenti con via dei Velini) è proprio l’architetto Mauro Compagnucci, attualmente consigliere comunale. Sicuramente una coincidenza.

L’ultima tessera in ordine di tempo è quella che emerge con l’intervento di Macerata nel Cuore (leggi l’articolo), con il quale i suoi due consiglieri comunali denunciano l’ipocrisia della proposta avanzata dall’opposizione di una commissione di indagine comunale sulle scelte operate in ambito urbanistico negli ultimi dieci anni, scelte che di fatto l’opposizione ha completamente condiviso e sostenuto.

Anche noi di MaceraTiAmo abbiamo potuto appurare tale ipocrisia.

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Claudio Carbonari

Nella stesura del ricorso al TAR, presentato insieme ad alcuni cittadini contro il Comune per la cosiddetta “minitematica”, abbiamo infatti potuto verificare che molte approvazioni sono state compiute con l’astensione della maggioranza e con il voto favorevole dell’opposizione.

E’ la scoperta dell’acqua calda, perché presente negli atti comunali (quindi sotto gli occhi di tutti), ma dalla lettura dell’allegato F alla delibera di consiglio comunale 86/2009 emerge, tra l’altro, che la minitematica contiene ben due aree, a cui sono stati riconosciuti ulteriori 13.000 mc edificabili (una quarantina di appartamenti), di proprietà riconducibili alla famiglia del consigliere del Pdl Claudio Carbonari vicepresidente della III commissione consiliare, proprio quella che si occupa di politica urbanistica (per dovere di cronaca, va detto che Carbonari non ha partecipato al voto quando si è deciso su quelle aree).

MaceraTiAmo ha da sempre denunciato la voracità della politica urbanistica attuata in questi ultimi anni e, già in tempi non sospetti, risalenti all’ultima campagna elettorale, aveva fatto emergere il devastante impatto e l’assoluta incongruenza delle scelte scellerate operate con il piano casa e la minitematica, riportandone già allora i relativi dati, confermati anche dal recente articolo di CM sul consumo di territorio (leggi l’articolo).

In questo mosaico, di cui abbiamo la consapevolezza generale e di cui quanto sommariamente descritto nelle righe precedenti contribuisce a delineare meglio i contorni, ci sono ancora molti punti oscuri.

Pensiamo a tutti quegli avvenimenti poco comprensibili in ambito edilizio degli ultimi anni, dalla facoltà universitaria insediata all’interno di un edificio palesemente progettato per contenere alloggi per studenti, alla fallimentare zona artigianal-commerciale di Valleverde, realizzata come risposta alle “innumerevoli” richieste di nuovi lotti per attività imprenditoriali, ma oggi desolatamente vuota e utilizzata solo come alibi per richiedere ancora il nuovo svincolo di San Claudio, utile esclusivamente per una nuova zona residenziale non ancora edificabile nel Comune di Corridonia.

Ma nonostante i punti oscuri non possiamo non riconoscere l’incapacità di amministrare il bene pubblico da parte di questa politica, in cui bene pubblico ed interesse privato si mescolano rendendosi reciprocamente irriconoscibili.

La magistratura non ha ritenuto sinora di esprimere un proprio giudizio riguardo alle vicende che stanno via via emergendo, e forse non ce ne sono le condizioni, ma, a differenza di altre parti d’Italia in cui le procure sono intervenute per vicende anche meno compromettenti, il cambio della classe dirigente può e deve avvenire anche a prescindere dall’interessamento giudiziario. Pensiamo e speriamo infatti che la nostra comunità sia abbastanza matura per poter giudicare l’operato dei nostri amministratori (e la crisi economica in cui ci troviamo può aiutarci in tale direzione), riconoscendo che il danno subito collettivamente è molto più grande e molto più grave della sommatoria dei più o meno piccoli vantaggi che ognuno di noi ha, o ha avuto. I nostri giovani lo capiranno presto, se ancora non l’hanno fatto, e ce ne chiederanno conto.

È ora di riprendere in mano il nostro domani, il futuro della nostra collettività. Ci sono diversi modi per farlo, e diversi modi per impegnarsi in questo senso: si può partecipare direttamente alla scena politica, o ci si può informare facendo scelte ponderate; smettiamola solamente di delegare ciecamente chiunque venga a chiedere il nostro voto”.



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