Statua massonica, l’ipotesi Beligatti si fa Largo

La commissione incaricata avrebbe trovato un'altra soluzione per il piazzamento della discussa opera. Si tratta di un piazzale utilizzato come parcheggio dai residenti di via Mozzi
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Largo Padre Cassiano Beligatti

di Alessandra Pierini

«L’aspetto estetico, le misure e le caratteristiche materiali dell’opera, concordate con l’artista, sono adeguate al contesto. L’area e l’intero centro storico beneficiano di un netto miglioramento sul piano della riqualificazione urbana con previsione di un giardino all’inglese»: è questa la valutazione finale del gruppo di lavoro “Decoro Urbano” (leggi l’articolo) convocato dal Comune di Macerata per valutare la proposta del comitato “Stringiamoci a coorte” del presidente Giancarlo Cossiri di una statua celebrativa del 150mo dell’Unità d’Italia che sarà realizzata dallo scultore monteluponese Ermenegildo Pannocchia. Le location suggerite per l’opera sono due: la prima è Largo Donatori del Sangue, di cui si è già parlato e che ha trovato anche l’opposizione da parte di ambienti vicini alla Diocesi che volevano in quel piazzale un’opera dedicata a Padre Matteo Ricci. Altra soluzione proposta è invece Largo Beligatti, piazzale che si apre lungo via Mozzi attualmente occupato da un parcheggio, quale alternativa auspicabile per la commissione ma non di sicuro per i residenti che sono già sul piede di guerra per la carenza di zone a posteggio riservato.  «Le ragioni che avvalorano questa scelta – secondo la commissione –  sono  l’aspetto estetico, le misure e le caratteristiche materiche dell’opera sono adeguate al contesto, la fruizione dell’opera è agevolata dalla scenografia naturale dettata dai Monti Sibillini sullo sfondo, si  va quindi ad attuare un’opera di riqualificazione urbana grazie alla conseguente possibile riapertura del loggiato che si affaccia sul largo».

Largo-Padre-Cassiano-Beligatti-3-300x225La commissione composta da Enzo Fusari,  Roberto Perna,  Nino Ricci, Giuseppe Capriotti, Pierfrancesco Giannangeli e  Gabriele Barucca si è riunita per l’ultima volta il 4 aprile e ha redatto una relazione conclusiva sulla proposta di allestimento.
«Il Gruppo di Lavoro Decoro Urbano – si precisa nelle premesse  delle relazioni – è stato istituito dall’Amministrazione di Macerata al fine di pronunciare pareri tecnici su proposte avanzate da privati cittadini di riorganizzazione ed abbellimento di spazi civici. Il parere del Gruppo di lavoro è squisitamente tecnico e non è vincolante rispetto alle decisioni assunte dalla stessa Amministrazione. I membri del Gruppo di Lavoro intervengono a titolo personale e gratuito in virtù delle specifiche competenze professionali, che nel complesso consentono di trattare la materia ad ampio spettro.Le valutazioni espresse dal Gruppo di lavoro vertono sul valore artistico delle opere proposte e sull’opportunità della loro collocazione per il miglioramento del contesto urbano, considerando anche l’apporto scenografico delle opere d’arte contemporanea. Inoltre, le valutazioni espresse dal Gruppo di Lavoro in merito all’allestimento di nuove opere o eventuale ricollocazione di antiche, sono rivolte a valorizzare di preferenza il centro storico della città, nel rispetto del medesimo tessuto storico, architettonico ed urbanistico. Una volta espresso il parere tecnico sulla proposta in oggetto, è poi compito del Consiglio Comunale assumere le relative decisioni».

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L'opera commissionata dal Comitato "Stringiamoci a coorte" allo scultore Ermenegildo Pannocchia

Il documento passa poi all’analisi nel vivo della questione della statua.
«A seguito di approfondito dibattito, svolto nell’ambito delle riunioni dei giorni 24 gennaio, 31 gennaio e 14 marzo 2012 – si legge – , il Gruppo di Lavoro ha espresso il parere unanime di approvazione della scultura da realizzarsi da parte del maestro Ermenegildo Pannocchia per conto dell’associazione “Stringiamoci a coorte”. Si tratta di un’opera dedicata al Risorgimento (rappresentativa delle 21 principali battaglie, fatta eccezione per la battaglia di Tolentino del 1815) costituita da un basamento bicromo formato da otto parallelepipedi a punta di diamante e da un centrale rilievo in bronzo. Complessivamente essa raggiunge l’altezza di  3,35metri. Fatta salva l’immediata approvazione estetica della scultura, molto si è discusso intorno all’individuazione dei materiali più opportuni per la realizzazione, che devono necessariamente intonarsi al contesto urbano in cui si va ad inserire. Per questo, i membri del Gruppo si sono orientati a concordare la pietra d’Istria per il bianco e l’ardesia per il nero. Si specifica che l’Associazione proponente auspicava l’allestimento di tale scultura in centro storico, preferibilmente in Piazza Mazzini o Piazza XXX aprile. Tuttavia, dopo un’attenta valutazione sull’opportunità di queste due opzioni, il Gruppo di Lavoro si è invece orientato sulla scelta di una diversa collocazione, ovvero Largo donatori di sangue in via Don Minzoni. Comunicato all’artista tale orientamento in un’ottica di condivisione, il Gruppo lo ha invitato a integrare la proposta con un progetto di riqualificazione urbana dell’intera area. Tale progetto ha avuto l’unanime approvazione da parte del Gruppo di Lavoro, che vi ha ravvisato un ottimo strumento per riconsegnare alla cittadinanza uno spazio poco o nulla condiviso, da vivere in chiave polifunzionale: luogo di sosta e aggregazione con panchine e tavolini, fondale scenografico per eventi teatrali. Il costo complessivo dell’operazione è a completo carico dell’Associazione committente».

Naturalmente la decisione presa dalla commissione solleva un’altra questione, quella relativa al riposizionamento del busto di Giuseppe Mazzini, ora in largo Donatori del Sangue. Il comitato ritiene   che «le possibili scelte di riposizionamento siano due:  Piazza Cesare Battisti, in quanto luogo originario di collocazione, sulla facciata principale del Palazzo degli Studi, proprietà della Provincia di Macerata o  Piazza Mazzini, per ragioni di coerenza data l’intitolazione e per il buon impatto dimensionale che la scultura avrebbe in tale contesto. Viceversa, la scultura progettata dal Pannocchia mal si collocherebbe per ragioni dimensionali nella medesima Piazza Mazzini. Il costo dello spostamento dell’antica statua di G. Mazzini sarà a carico dell’Amministrazione comunale».

La parola passa alla politica.

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Il modello 1:5 della scultura

 

 

 



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